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One Billion Rising contro la violenza sulle donne: il 14 Febbraio si balla per la Giustizia

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one-billion-rising-2014Per il secondo anno torna il flash mob che coinvolgerà le donne di tutto il pianeta a insorgere contro la violenza di genere. Un appuntamento organizzato per il 14 Febbraio con la stessa forza e intensità dell’anno precedente, questa volta per chiedere GIUSTIZIA affinché qualunque donna, bambina o adolescente abbia il diritto di vivere al riparo dalla violenza e dall’abuso. “GIUSTIZIA per le donne maltrattate e uccise. GIUSTIZIA per quelle che iniziano ora il percorso fuori dal silenzio”.

Ideata dalla scrittrice e drammaturga statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day e autrice de I monologhi della vagina, la campagna One Billion Rising  ha trasformato il 14 febbraio nella più grande azione di massa nella storia dell’umanità, trasformando il San Valentino dei fiori e dei cioccolatini in una giornata di mobilitazione e di impegno civile in difesa di tutte le donne del mondo.
Il 14 febbraio 2014, dunque, le donne, gli uomini e i giovani di tutto il mondo si incontreranno davanti ai luoghi deputati a garantire giustizia. Vale a dire tribunali, stazioni di polizia, uffici governativi, posti di lavoro, tribunali militari, ambasciate, ma anche luoghi di culto e altri spazi pubblici come scuole e università.  Oltre 100 Paesi hanno già aderito all’iniziativa.
“Immaginate un miliardo di donne che comunicano le proprie storie, che ballano e parlano ad alta voce nei luoghi deputati ad amministrare la giustizia. Unitevi a noi – manifestate, comunicate, ballate!” ha detto la direttrice della campagna, Monique Wilson. “ONE BILLION RISING FOR JUSTICE è un invito a liberarsi dai confini, dagli obblighi, dalla vergogna, dal senso di colpa, dal dolore, dalla sofferenza, dall’umiliazione, dalla rabbia e dalla schiavitù. È un appello per promuovere una giustizia rivoluzionaria”

www.onebillionrising.org

(Questo articolo è stato pubblicato anche su ildemocratico.com)
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Written by Cronache Bastarde

11 febbraio 2014 at 13:32

Facebook e Social Street: quando la solidarietà scende in strada e diventa reale.

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socialstreetitaliaSocializzare con i vicini della propria strada di residenza con lo scopo di instaurare un legame vero, condividere problemi e necessità, scambiare conoscenze e dare vita a progetti collettivi di interesse comune. In sintesi, riscoprire tutti i vantaggi del caro, vecchio “buon vicinato”. E’ il Social Street, un fenomeno tutto nuovo nato in questi mesi a Bologna, precisamente in via Fondazza, da un’idea di Federico Bastiani: giornalista free lance di origini toscane che, stanco di non andare mai oltre il “buongiorno” con gli abitanti della strada, ha pensato di sfruttare i social network per instaurare vere amicizie con i vicini. Il Social Street, infatti, è nato in seguito alla creazione di un usuale gruppo su Facebook, chiamato “residenti in via Fondazza”. Uno scambio 2.0 che nel giro di poco tempo è passato dal virtuale al reale. Le adesioni sono state subito moltissime e dai post gli abitanti sono passati agli incontri veri e propri, allo scambio di consigli, alla condivisione delle difficoltà quotidiane. Fino a creare una piccola comunità anticrisi e antispreco fatta di baratti, prestiti, recuperi alimentari e scambi di oggetti usati.

Qualcuno deve partire per una vacanza e ha in frigorifero cibo in scadenza? Avendo costruito un rapporto di fiducia con i propri vicini di strada, si può creare un post nel gruppo facebook e invitare le persone a scambiare o donare cibo in eccesso evitando sprechi e, anzi, aiutando persone in difficoltà nel proprio vicinato. E poi c’è chi aiuta gli anziani con il trasporto della spesa, chi offre la propria disponibilità per lavoretti e riparazioni, chi mette a disposizione il proprio giardino o terrazzo per far giocare i bambini.
Insomma, aiuto concreto. Il tutto senza dimenticare il sano divertimento. Che consiste ad esempio nell’ organizzare i “social birthday”: i compleanni di strada. Lo scopo è ancora una volta condividere (anche con persone che non si conoscono) un avvenimento particolare, come appunto un compleanno o qualsiasi altra occasione che implichi la volontà di conoscersi e stare insieme. E niente spese per l’affitto di spazi particolari: ci sono le piazze.

L’esperimento bolognese si sta diffondendo in tutta Italia. Grazie al passaparola della rete, infatti, sono già nate circa 50 social street e altrettante sarebbero in fase di costituzione.

Su www.socialstreet.it potete trovare tutte le informazioni utili per seguire l’esempio di via Fondazza. Chiunque vorrà aderire al progetto Social Street potrà segnalarlo a info@socialstreet.it.

Written by Cronache Bastarde

20 dicembre 2013 at 14:36

L’Italia e l’assurdo dramma delle morti in mare

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Il racconto di uno sbarco a Lampedusa nelle immagini inedite del docufilm presentato all’ultimo festival di Venezia.

“Ad oggi l’Europa non ha adottato alcun sistema che permetta di presentare la richiesta di asilo direttamente nei paesi di provenienza o di transito, attraverso la creazione di canali umanitari…l’esternalizzazione delle frontiere non ha coinciso con l’esternalizzazione dei diritti fondamentali, ma piuttosto con il progressivo inasprimento dei controlli alle frontiere esterne ed interne e dei meccanismi di espulsione. Nel caso specifico dell’Italia, si è assistito nel corso degli anni ad una gestione emergenziale e frammentaria dell’accoglienza, all’incapacità di garantire l’accesso alla procedura d’asilo nei modi e nei tempi previsti dalla normativa e il rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti.
L’Europa sembra aver perso il conto o aver dimenticato il numero di uomini, donne, bambini inghiottiti dal mare nel tentativo di raggiungere i suoi confini”… (Medici per i Diritti Umani). 

Written by Cronache Bastarde

8 ottobre 2013 at 14:59

Firmate!

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migranti-coccodrillo-lacrime

Contro la Bossi-Fini e l’ipocrisia istituzionale

Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo

Vignetta Mauro Biani: ‘Lacrime’
www.maurobiani.it

Written by Cronache Bastarde

6 ottobre 2013 at 08:56

CHI INQUINA PAGA. CHI PRODUCE MENO RIFIUTI DEVE RISPARMIARE

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chi-inquina-paga-testataUna petizione popolare lanciata da Legambiente per chiedere al Governo di rivedere il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno.

“Chi produce meno rifiuti deve essere premiato -recita il testo della petizione- La nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi.
La nuova tassa sui rifiuti, la Tares, rischia invece di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani. È un’ingiustizia“.

In Italia -sottolinea l’associazione- la gestione dei rifiuti sta vivendo una fase di grande evoluzione. Sono oltre 1300 i Comuni ricicloni che in tutto il Paese superano l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, si stanno diffondendo le buone pratiche locali per la riduzione degli imballaggi inutili, sono sempre più numerosi gli impianti di riciclaggio che costituiscono l’ossatura portante della green economy dei rifiuti.

Ma ci sono ancora tanti problemi irrisolti. “Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani la quantità di rifiuti prodotti è irrilevante nel determinare l’ammontare della tassa, mentre solo alcune centinaia di enti locali fa pagare in base alle quantità effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale. Tutto questo è assolutamente inaccettabile“.

Oggi è possibile affrontare in concreto la sfida della riduzione, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi. Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella “società europea del riciclaggio” alla base nella nuova direttiva europea.

SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE CHI INQUINA PAGA – CHI PRODUCE MENO RIFIUTI DEVE RISPARMIARE

Written by Cronache Bastarde

3 settembre 2013 at 09:35

Abusivismo edilizio: quando vincono bellezza e legalità

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bellezza_scaladeiturchiagDopo anni di battaglie, ricorsi, denunce e discussioni, l’abuso che offendeva uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia (uno scheletro di cemento armato che dal 1989 campeggiava indegnamente sulla bellissima spiaggia di Scala dei Turchi, vicino Agrigento) è stato abbattuto. L a splendida parete di roccia chiara che si affaccia sul mare cristallino finalmente potrà tornare a essere quell’angolo di paradiso che era. E magari ottenere il riconoscimento dell’Unesco.

“Questa notizia ci segnala un’importante inversione di tendenza culturale -afferma Legambiente- che rafforza la nostra battaglia per la bellezza, la più grande risorsa del nostro Paese, e per il rispetto della legalità. Soprattutto lancia un monito ai sindaci e alla classe politica su quale sia la strada giusta da perseguire, è solo abbattendo gli abusi questo paese può tornare a far sorridere i suoi territori”.

La speculazione edilizia che è stata demolita a Scala dei Turchi -ricorda l’associazione- era stata realizzata grazie alle concessioni facili degli anni 80. La costruzione dell’albergo fu autorizzata con concessione edilizia risalente al 1989. Fu proprio Legambiente a fare la denuncia alla Magistratura nel 1990 ottenendo, nel 1992, il blocco dei cantieri e il sequestro. Ma intanto, un primo lotto era già stato realizzato.

“Poi nel marzo 2011 la giustizia amministrativa ha dato definitivamente torto ai proprietari -conclude l’associazione- riconoscendo come inammissibile la proposta di sanatoria. A ottobre 2012 la magistratura è intervenuta ordinando l’abbattimento dell’ecomostro. A novembre 2012 il comune agrigentino ha notificato ai proprietari dello scheletro l’ordinanza di demolizione entro 90 giorni”.

Il 6 maggio 2013 sono partiti i lavori di preparazione dell’abbattimento.

Foto e approfondimenti: legambiente.it

Written by Cronache Bastarde

12 giugno 2013 at 12:18

Omofobia Capitale

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In tempo di elezioni i politici si dichiarano contro l’omofobia, compresi quelli che raramente prendono le distanze da certi gruppi palesemente omofobi, facenti capo all’estrema destra neofascista.
Roma, in particolare, è la città italiana che vanta il maggior numero di aggressioni e quella in cui la discriminazione e i pregiudizi verso i gay sono più radicati. Botte, insulti, coltellate.
E spesso (troppo spesso) “ci scappa” il morto.
Ma l’omofobia non è ‘solo’ volti insanguinati. E’ assenza di diritti e di progetti culturali finalizzati al cambiamento dell’immaginario e della società. L’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, e questo soprattutto perché la Camera dei Deputati ha affossato la legge contro l’omofobia in più di un’occasione, bloccando la normativa sul nascere e definendola anticostituzionale in quanto non compatibile con alcuni articoli presenti tra le leggi fondamentali. I risultati di questa enorme lacuna legislativa sono all’ordine del giorno, come ci dicono le cronache e come racconta Omofobia Capitale: un’inchiesta multimediale sull’intolleranza verso la comunità omosessuale di Roma realizzata nel 2009 da Pasquale Filippone e Federico Formica, due giovani giornalisti freelance. Da allora nulla è cambiato. Guardate il video.

 

Written by Cronache Bastarde

21 maggio 2013 at 10:23

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