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Chiamata alle armi

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Chiamata alle armiAl parlamento riunito a Versailles Hollande chiede di cambiare la Costituzione e proclama: «La Francia è in guerra. La Ue intervenga con noi». Al G20 gli stessi Paesi che hanno finanziato l’Isis decidono sanzioni contro se stessi.

 

 

Testo e Vignetta di Mauro Biani: “chiamata alle armi”.
www.maurobiani.it
(qui l’originale di Banksy)

Written by Cronache Bastarde

19 novembre 2015 at 13:37

IN PLACE OF WAR, la nascita di un nuovo social media: condividere l’arte in risposta alla guerra

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In Place of War (IPOW) è un progetto nato all’interno dell’Università di Manchester con lo scopo di ricercare la creatività nei luoghi di conflitto. Un progetto (guidato dal professor James Thompson) che nel corso degli ultimi 7 anni ha sviluppato una vasta rete internazionale di artisti e creativi che fanno teatro, arte di strada, musica o che utilizzano la parola scritta in risposta alla guerra. Il primo passo è stato quello di intraprendere un esercizio di “mappatura”, dove i ricercatori hanno contattato oltre 380 teatri e organizzazioni artistiche dislocate nelle zone più critiche del mondo. Poi c’è stata la costruzione di un sito web associato, di un database con migliaia di elementi digitalizzati per creare un archivio online (comprensivo di seminari, conferenze e pubblicazioni sull’argomento).

Attualmente è in atto la nuova fase, finanziata dalla AHRC (Arts and Humanities Research Council) che consiste nello sviluppo di uno spazio online dove gli artisti possono caricare i loro lavori e interagire con altri utenti. Una sorta di socialnetwork dell’arte. Tutto questo, infatti, serve sia a produrre un archivio “vivente” di arte, musica, teatro e parola provenienti dai luoghi di conflitto, sia a condividere la creatività. Nella sezione DISCOVER del sito, infatti, l’ utente può scoprire l’arte rivoluzionaria sparsa per il mondo: la sezione Themes consente una ricerca per argomenti (Music, Hip Hop, Urban Culture, Politics, Theatre…) mentre la sezione Browse filtra la ricerca sia in base al mezzo (fotografia, video, documenti, suoni, sitiweb…) che all’argomento (Africa, Immigration, Women, Youth….). I lavori che l’utente apprezza di più (quelli dove clicca il tasto Like) compaiono poi nel profilo personale: qui è possibile creare e mostrare agli altri la propria “collezione” di opere d’arte provenienti da tutto il mondo.

In Place of War già contiene alcune delle più incredibili opere creative del pianeta. Il progetto è sviluppato in collaborazione con accademici internazionali, tecnici, giornalisti, cittadini, artisti creativi, attivisti politici e sviluppatori di social media.

Finalmente anche l’arte rivoluzionaria diventa social.

www.inplaceofwar.net

Written by Cronache Bastarde

6 maggio 2013 at 15:11

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