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Otto per Mille e costi della Chiesa: i conti (non) tornano.

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uaar-pubblicita-otto-per-mille-2012Papa Francesco piace a tutti, guai a dire il contrario. Ma certe contraddizioni interne alla Chiesa sono millenarie e probabilmente nemmeno lui, la nuova e tanto attesa guida carismatica del Vaticano, riuscirà a eliminarle. In compenso all’esterno qualche radicato meccanismo inizia a scricchiolare, in Italia e in Europa.
Parliamo del famigerato Otto per Mille.
Occorre partire da un presupposto: pare che la Chiesa nel giro di un anno sia riuscita ad aumentare le proprie entrate (impresa ardua, considerando i tempi di crisi che stiamo vivendo). Come ci è riuscita? Grazie all’aumento della pressione fiscale, per cui l’ultima somma ricevuta quale Otto per Mille del gettito Irpef è passata da 1 miliardo e 118 milioni di euro circa del 2011 a 1 miliardo e 148 milioni circa per il 2012. E’ possibile, infatti, consultare online il documento ufficiale riguardante la Conferenza Episcopale Italiana, con l’esatta ripartizione e assegnazione delle somme (e relative causali) derivanti appunto dall’otto per mille dell’ IRE (ex Irpef):www.8xmille.it/rendiconti/ripartizione2012.

Come spiega l’Uaar, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, “Non sono aumentati i sottoscrittori, è aumentato il gettito Irpef. Un meccanismo distorto che deve essere posto urgentemente in discussione, ora più di prima”.

E qualcuno comincia a farlo, soprattutto all’estero dove già da tempo si discute dei costi pubblici della Chiesa, non solo di quella cattolica.
“In Italia -continua l’associazione- la commissione paritetica, prevista dalla legge 222 del 1985 e composta da rappresentanti del governo e della Cei, non ha mai sentito l’esigenza di rivedere l’importo e il meccanismo dell’8×1000. Non sembra strano, visto che da parte statale ci sono figure di provata vicinanza al Vaticano“.

L’Uaar è tra le poche associazioni che cercano di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni per ottenere un sistema dell’Otto per Mille più equo. Anche i radicali sono molto attivi su questo fronte. In comune c’è il desiderio di abrogare la parte dell’articolo 47 della legge 222 del 1985 che, circa l’Otto per Mille, consente di ripartire le scelte non espresse in base a quelle espresse. “Meccanismo -sottolinea l’associazione- che favorisce di fatto la conferenza episcopale: solo circa il 40% dei contribuenti esprime una scelta e più dell’80% di queste scelte è proprio a favore della Chiesa cattolica. Ciò fa in modo che la restante quota sia ripartita in base alle scelte espresse“.

La Chiesa sarebbe favorita, oltre che dal circolo mediatico, dalla mancanza di concorrenza da parte di Stato e altre confessioni (cui non viene dato spazio), ma anche dalla capacità di mobilitazione delle parrocchie e dalla benevola collaborazione di intermediari come i Caf.
Con la proposta abrogativa sopra menzionata “le scelte non espresse rimarrebbero allo Stato -rimarca l’Uaar- invece di finire quasi tutte alla Chiesa cattolica“,.

E a livello istituzionale pare che qualcosa si stia muovendo. Secondo Il Sole 24 Ore, l’Otto per Mille destinato allo Stato sarebbe pronto per essere distribuito in maniera più trasparente e veloce. L’ intenzione, in pratica, è quella di destinare i fondi sulla base di criteri più stringenti, rispetto all’eccessiva liberalità degli anni scorsi.

Come ricorda l’associazione, all’estero gli attivisti laici si stanno battendo per l’abolizione dei privilegi a favore delle confessioni religiose. Succede, in particolare, in Austria e Romania, dove i liberi pensatori stanno contestando i tanti privilegi di cui gode la Chiesa, cattolica e ortodossa: dall’esenzione dalle tasse ai finanziamenti alla scuola religiosa.

L’Uaar, come tanti cittadini in Italia, auspica in particolare che: il sistema dell’8×1000 venga abolito in modo che ognuno sia libero di finanziare o meno la propria confessione religiosa e chiede che il parlamento modifichi immediatamente il criterio di distribuzione, intervenendo sull’art. 47 della legge 222/85 in modo che le scelte non espresse non siano distribuite in proporzione alle scelte espresse ma rimangano allo Stato. Chiede, inoltre, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze dia il via a una seria, vera campagna informativa sui canali Rai promuovendo la firma per lo Stato, illustrando gli scopi a cui le somme introitate saranno destinate.

“Le Chiese, come ogni organizzazione privata, dovrebbero contare esclusivamente sui contributi dei propri fedeli -conclude l’associazione. Il papa dice di sognare una Chiesa povera. Noi no. A noi basta una Chiesa che non si arricchisca ulteriormente con i nostri soldi”.

Per ulteriori approfondimenti:  www.uaar.it/laicita/otto-per-mille
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Written by Cronache Bastarde

20 aprile 2013 at 10:23

Le dimissioni del Papa e le ipotesi della stampa estera

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liberationLa stampa internazionale si interroga sulle motivazioni reali che hanno spinto il Papa a dare le dimissioni e una prima interessante riflessione arriva dallo Spiegel.

“Benedetto XVI ha fatto riferimento alla salute precaria per giustificare la decisione di dimettersi dal papato. Ma lotte di potere in corso e intrighi interni al Vaticano probabilmente hanno giocato un ruolo considerevole. Nel frattempo la ricerca di un successore sembra rivelarsi difficile”.

La notizia, diffusa ieri a mezzogiorno da Benedetto XVI in persona, è stata una sorpresa, non solo per i fedeli cattolici e i sacerdoti di tutto il mondo. “Un fulmine a ciel sereno” -per citare il Cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio- che ha lasciato anche i leader mondiali senza parole.  Molti hanno ricordato come, in passato, il Papa avesse già accennato alla possibilità di dimettersi un giorno per motivi di salute. Tuttavia, come ha riferito l’Ansa riportando le parole del portavoce della Santa Sede padre Lombardi, “la decisione del Papa non è stata influenzata da nessuna malattia in corso”.

Lo Spiegel scrive: “sembra probabile che la mossa del pontefice sia arrivata insieme alla consapevolezza di non avere più il controllo completo della Chiesa. Durante il cosiddetto affare Vatileaks, esploso l’anno scorso, numerosi documenti segreti e lettere private sono usciti dal Vaticano per mesi, testimoniando l’esistenza di intrighi e di una lotta di potere scioccante tra i primi cardinali cattolici. Papa Benedetto XVI è stato in grado di porre fine allo scandalo. Non è stato in grado, invece, di riformare la Banca Vaticana a seguito di una serie di offerte oscure apparentemente volte al riciclaggio di denaro”.

Questioni che potrebbero prescindere dalle spiegazioni del pontefice. Del resto “E ‘difficile immaginare il livello di intrigo presente a Roma”, ha detto all’agenzia di stampa tedesca DPA Max Seckler, 85enne da lungo tempo amico di Ratzinger.

Ma Benedetto XVI ha avuto anche altri problemi. “Si è dimostrato incapace di affrontare in modo adeguato la serie apparentemente infinita di scandali di abusi sessuali che ha scosso le istituzioni cattoliche in giro per l’Europa e per il mondo negli ultimi anni -prosegue lo Spiegel. Inoltre, la sua linea profondamente conservatrice ha ampliato il distacco fra i credenti e il Vaticano. Un enorme numero di fedeli ha lasciato la Chiesa in questi anni, in particolare nelle diocesi benestanti in Europa e negli Stati Uniti. Roma è diventata sempre più inflessibile sotto la guida di Ratzinger”.

Anche il quotidiano francese Liberatiòn ha usato parole molto dure: “un Papa pessimista e intransigente. Un teologo brillante, ma non amato. Incapace di comunicare e di riformare la Chiesa”. Ratzinger, sostenitore della tradizione, voleva riportare indietro l’orologio a prima del Concilio Vaticano II, cercando la salvezza in una Chiesa autoritaria, chiusa nel passato. Anche questo potrebbe aver avuto un peso fra i potentati ecclesiastici interni al Vaticano?

Quanto al successore, i potenti detrattori di Papa Benedetto XVI hanno da tempo iniziato a prepararsi per le prossime elezioni papali. Ma per il momento è difficile capire chi potrebbero essere i candidati migliori, non c’è un “favorito”. Ci sono ali reazionarie, conservatrici e liberali nella Chiesa cattolica, insieme ad alleanze geografiche che definiscono la leadership del Vaticano. Ci sono i cardinali americani ispano-latini, per esempio, così come quelli provenienti dagli Stati Uniti, diventati sempre più potenti negli ultimi anni. E, naturalmente, ci sono gli italiani, che potrebbero avere un vantaggio dopo due papi fuori sede. All’interno di questi ambienti, inoltre, vanno considerate le posizioni, molto diverse fra loro, che riguardano il modo in cui la Chiesa dovrebbe affrontare determinate questioni attuali.

Come ha detto il portavoce vaticano Federico Lombardi, “la Chiesa, oggi, si trova ad affrontare grandi problemi”.
Il primo è lo scisma risultato dalle dimissioni del Papa.
Vale a dire la crisi interna di una Chiesa profondamente litigiosa.

Foto: www.liberation.fr

Written by Cronache Bastarde

12 febbraio 2013 at 09:00

Clero polacco: in arrivo un nuovo scandalo pedofilia per la Chiesa cattolica

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san pietroA far scoppiare il caso, questa volta, è un libro: “Abbiate paura”, del giornalista olandese Ekke Overbeek, che denuncia apertamente alcuni esponenti della chiesa, scrivendo:
“In Polonia potrebbero esserci migliaia di vittime di preti pedofili”.

L’inchiesta “è davvero una bomba a orologeria all’interno della Chiesa?”, si domanda il quotidiano Polska.
Molto probabilmente sì. Perché l’autore descrive le vite distrutte di 12 vittime di abusi sessuali e condanna duramente la chiesa polacca, ancora molto influente nel paese, accusandola di “non aver fatto praticamente nulla” per sradicare la pedofilia dai suoi ranghi.

A tal proposito il Vatican Insider risponde ricordando le parole pronunciate a settembre dall’ex promotore di giustizia della Congregazione della Dottrina della Fede, Charles Scicluna, oggi vescovo ausiliare di Malta: “Nella Chiesa gli abusi sessuali sono sempre anche una forma di abuso di potere”.

In Polonia, cioè, la vicinanza di alcuni sospettati all’entourage di papa Wojtyla a lungo ha reso ardue le indagini e, di conseguenza, la lotta alla pedofilia. Ma le cose a quanto pare stanno cambiando. Finalmente si sta alzando il tiro: “non ci si limita piu’ a individuare i colpevoli materiali dei delitti, ma si colpisce duramente anche chi li ha coperti, senza guardare in faccia a nessuno”, scrive ancora il sito dedicato all’informazione vaticana.

La vera svolta è rappresentata dalla teste che iniziano a cadere: in poche settimane 60 vescovi rimossi e 2 cardinali. Anche l’arcivescovo emerito di Los Angeles, cardinale Roger Mahoney, è stato riconosciuto responsabile dell’insabbiamento di centinaia di casi e sollevato da tutti gli incarichi amministrativi, compresa la possibilità di presiedere alle celebrazioni pubbliche. E’ una svolta perchè prima i cardinali coinvolti negli scandali venivano trattati diversamente. Al pari dei preti pedofili, semplicemente spostati da una parrocchia all’altra. In tanti hanno continuato ad agire indisturbati a discapito delle vittime, le cui denunce sono state a lungo sottovalutate o, peggio, messe sotto silenzio.

Per combattere la pedofilia, conclude il Vatican Insider, la Chiesa di Papa Ratzinger deve dissezionare consolidati gruppi di potere. Quelli che hanno promosso i loro esponenti a incarichi sempre più prestigiosi, ma di fatto coprendone i delitti.
La vera impresa, in sostanza, è sfidare i potentati ecclesiastici. In nome della purificazione.

Written by Cronache Bastarde

4 febbraio 2013 at 12:41

Vaticano, bancomat bloccati. Conto sospetto da 40 milioni

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Grane per lo Ior. Ancora una volta per mancanza di trasparenza. Dal 3 gennaio la Banca d’ Italia ha bloccato i Pos (cioè i Point of Sale, i dispositivi per il pagamento tramite carte di credito e bancomat) distribuiti in circa ottanta tra esercizi, farmacie, musei e punti vendita in Vaticano. Il motivo: anomalie sospette nei movimenti per oltre 40 milioni di euro. Denaro che, secondo la Banca d’Italia, è transitato in dodici mesi su un unico conto dello Ior aperto presso Deutsche Bank.
Bloccato anche l’utilizzo di carte di credito e, in generale, di tutte le forme di pagamento elettronico dentro Città del Vaticano.

“Al momento dei controlli, nel settembre 2011, risultava un saldo di circa 10 milioni di euro sul conto in questione –spiega l’Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)- ma del resto del denaro transitato sul conto non si conosce il percorso né chi lo abbia gestito. Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i Pos”.

Il punto, in sostanza, è che nella Santa Sede manca un effettivo regime antiriciclaggio. Lo ha sottolineato nei giorni scorsi proprio Bankitalia mentre argomentava la decisione relativa al blocco dei Pos.

“Già da tempo -continua l’Uaar- i magistrati romani con a capo il procuratore aggiunto Nello hanno indagato sullo Ior, disponendo il sequestro di 23 milioni di euro. La procura di Roma ha rilevato “carenze” nella regolamentazione dell’antiriciclaggio da parte dell’Istituto Opere di Religione. E Bankitalia ha quindi sospeso i pagamenti tramite point of sale. Nel maggio scorso -ricorda ancora l’associazione- anche la filiale di Milano di JP Morgan Chase Bank (banca statunitense che già nel 2010 aveva classificato lo IOR come cliente ad ‘alto rischio’) aveva chiuso un conto dello Ior, su cui era transitato circa un miliardo di euro in un anno e mezzo, per problemi di trasparenza finanziaria”.

‘Operazioni spericolate’ dell’Istituto Opere di Religione che hanno suscitato parecchie critiche, tanto che su alcuni giornali si è parlato di “beffa” alla giustizia italiana e numerose associazioni hanno scritto al ministro della Giustizia, Paola Severino.

Ora -prosegue l’Uaar- “Anche altri conti intestati a religiosi, ma gestiti da persone fuori dal Vaticano, sono sotto la lente della procura. Conti su cui transitavano quotidianamente decine di migliaia di euro”.
Dal canto suo Rene’ Bruelhart, direttore generale dell’Aif (Autorita’ di informazione finanziaria) della Santa Sede si dice ”sorpreso” dalla misura adottata da Palazzo Koch circa il blocco delle transazioni, ricordando che lo Ior ha superato l’esame del Moneyval (l’ente del Consiglio d’Europa che valuta la trasparenza finanziaria internazionale) per 9 raccomandazioni su 16.

“Il Vaticano si è impegnato solo in ritardo e dopo sollecitazione esterna per dare un po’ di trasparenza al sistema -conclude l’associazione. Rimane la sempiterna domanda: perché lo Stato italiano dovrebbe continuare a far da tramite per un istituto di credito extracomunitario così poco trasparente e già più volte implicato nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita (dalle tangenti ai proventi della mafia)”?

Written by Cronache Bastarde

21 gennaio 2013 at 12:58

Radio Vaticana: la questione dell’inquinamento è ancora aperta

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La questione dell’inquinamento di Radio Vaticana rimane aperta.
Lo ribadisce in un comunicato Bambini Senza Onde, il comitato di cittadini contro l’inquinamento elettromagnetico provocato da Radio Vaticana.

“In questi anni siamo riusciti ad ottenere tanto, ma non ancora abbastanza. La perizia epidemiologica ha evidenziato una associazione coerente, importante e significativa tra rischio di malattia per leucemia, linfoma e mieloma e lunga esposizione residenziale alle strutture di comunicazione di Radio Vaticana colpendo le zone di Anguillara Sabazia, Campagnano, Formello, e le aree del Municipio Roma XX e Roma XIX. In queste zone il fattore di rischio di malattia è addirittura 6 volte superiore”.

“La Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio, ha confermato la sentenza di condanna per il reato di getto pericoloso di cose, ribadendo la consapevolezza dei responsabili”.

Nell’Ottobre 2011 Bambini senza Onde, con una raccolta firme, aveva chiesto alle amministrazioni locali interessate all’inquinamento elettromagnetico di prendere posizione ed iniziare un’attività di informazione e sensibilizzazione sul territorio. E le 4400 firme raccolte hanno ottenuto un risultato storico: i Comuni di Anguillara, Campagnano e Formello stanno collaborando con il Comitato per far emergere nuovi casi di malattie da denunciare alle autorità competenti.
“Per la prima volta delle amministrazioni locali hanno avuto il coraggio di prendere posizione a favore dei cittadini”.
Ancora nessuna risposta, invece, da Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma e dai Municipi Roma XX e XIX.

“Le nostre firme sono arrivate fino a Bruxelles. Nel dicembre 2011, Bambini senza Onde ha depositato la petizione e il 18 giugno 2012 è stata accolta ottenendo l’avvio di un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema da parte della Commissione Europea”.

E finalmente qualcosa si muove.
“Il giorno dopo la nostra denuncia di alcuni casi di leucemia infantile proprio a ridosso dell’impianto, la Radio Vaticana ha annunciato il termine, a partire dal 1°luglio 2012, di tutte le trasmissione in Onde Medie e quelle in Onde Corte verso la maggior parte dell’Europa e delle Americhe. La pressione esercitata dei cittadini ha ottenuto un altro risultato storico.
Siamo certi che le trasmissioni rimanenti dirette in Africa, Medio Oriente ed Asia, mantengano critico il livello di inquinamento elettromagnetico e le sue conseguenze”.

Il Comitato, tuttavia, continua a denunciare un preoccupante disinteresse. “Dopo 5 mesi non si è ancora in grado di comprendere se l’avvio di questa nuova programmazione abbia apportato alla cittadinanza dei benefici in termini sanitari ed ambientali.
I risultati ottenuti ci indicano la strada. Il diritto alla salute verrà restaurato solo con il coraggio dei malati e dei familiari pronti a denunciare le proprie patologie ai Comitati, portando insieme le cartelle cliniche ai Pubblici Ministeri e mettendo sotto pressione i protagonisti in negativo di questa vicenda”.

Per rimanere in contatto col Comitato Bambini Senza Onde:

Facebook: https://www.facebook.com/groups/52654564973/
Sito internet: http://www.bambinisenzaonde.com/
email: info@bambinisenzaonde.com

Written by Cronache Bastarde

4 dicembre 2012 at 11:30

Finanziamenti pubblici ai giornali religiosi: le cifre

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Almeno venti milioni di euro all’anno di fondi statali finiscono alla stampa cattolica, tra agevolazioni di vario tipo (almeno quattro milioni) e finanziamenti diretti, quelli previsti dalla legge sull’editoria. E’ la stima dell’Uaar nell’ambito dell”inchiesta I Costi della Chiesa. Si tratta, in effetti, di una spesa ingente, soprattutto in un momento di crisi e tagli. “L’esercito formato da testate e riviste di chiara impronta cattolica e da innumerevoli fogli diocesani potrebbe reggersi bene lo stesso attingendo alle ricche ed esentasse casse ecclesiastiche, o contando sul sostegno dei propri fedeli lettori, -afferma l’associazione. Senza contare i cospicui sussidi pubblici già sottratti dalle tasse degli italiani e girati alla Chiesa, come quelli dell’ otto per mille”.

L’Uaar ha esaminato i contributi che il governo elargisce, grazie alla legge sull’editoria, ai periodici di ogni connotazione religiosa, prendendo i rendiconti pubblicati dall’esecutivo per l’anno 2010, l’ultimo disponibile. Ed ecco cosa è emerso:

la rivista Vita e Salute riceve 25mila euro, mentre i valdesi per Riforma – L’Eco delle Valli Valdesi ricevono 45mila euro. I buddisti della Soka Gakkai hanno due riviste finanziate: Il Nuovo Rinascimento (per 80mila euro) e Buddismo e Società (per 26mila euro).

Tuttavia, “Sono le riviste cattoliche a incidere maggiormente -sottolinea l’associazione. Sono circa la metà di quelle che ottengono fondi (120 su circa 250) per un contributo complessivo che supera i 15 milioni di euro. Il totale dei fondi erogati per l’editoria ammonta, per il 2010, a quasi 131 milioni di euro: a fare la parte del leone sono soprattutto giornali di partito o di corrente”.

Tra queste il quotidiano della Conferenza episcopale, Avvenire, riceve più di 5 milioni di euro

“Siamo consapevoli che la stampa abbia molti costi ingenti -concludel’associazione- spesso insostenibili per le realtà più di nicchia e che non hanno le spalle coperte da grandi potentati economici. E come la varietà di opinioni anche su carta sia una ricchezza, uno stimolo alla riflessione e all’analisi critica, indispensabili per il maturo sviluppo di una democrazia. Proprio per questo non è sostenibile che il governo operi tagli indiscriminati su tutti i giornali. Sarebbe auspicabile, casomai, che vada a risparmiare sulle riviste che possono reggersi sulle proprie gambe nonché su altri finanziamenti statali, come sembrano essere quelle di ispirazione religiosa, e in particolare quelle cattoliche”.

Per visualizzare la lista completa: http://www.uaar.it/news/2012/11/21/finanziamenti-pubblici-giornali-religiosi-2010/

Written by Cronache Bastarde

22 novembre 2012 at 13:39

Imu alla Chiesa?

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Dopo mesi di esitazioni il decreto per far pagare l’Imu agli immobili ecclesiastici ancora non c’è. Un’attesa particolarmente irritante per i cittadini considerata la prontezza con cui il governo Monti interviene in altri settori: quando si tratta di fare tagli o attingere dalle tasche dei contribuenti.

“Evidentemente non tutti hanno una rete di protettori in Parlamento, come la Chiesa cattolica in Italia. E non è un mistero che questo governo sia formato da diversi esponenti cattolici in buoni rapporti con la Conferenza episcopale”, scrive l’Uaar in un comunicato diffuso su internet.

“Un balletto, quello tra il governo e la Chiesa intorno all’Imu, che ormai sta stancando. Inizialmente -continua l’associazione- i vescovi avevano negato che la Chiesa fosse esentata dalla tassa. Poi il cardinale Angelo Bagnasco, prima sulla difensiva, era sembrato più disponibile. Si era parlato di un accordo tra Monti e i vertici vaticani. Finalmente il governo aveva annunciato l’introduzione dell’Imu anche per gli immobili di enti ecclesiastici, ma da vescovi e scuole cattoliche si erano levati alti lamenti, paventando la chiusura delle scuole paritarie (già largamente foraggiate con fondi pubblici) e il governo era andato ancora incontro ai prelati, giocando sul termine “commerciale”.

Il decreto per definire i criteri dell’imposizione dell’Ici sui beni della Chiesa è stato bocciato dal Consiglio di Stato. I giudici amministrativi hanno respinto il regolamento mettendo in luce come il ministero sia andato oltre i propri poteri. “Un parere giusto di cui tener conto”, ha commentato l’esecutivo.

“Incompetenza da parte dei ‘tecnici’ o ennesimo tentativo di favorire la Chiesa? Anche alla luce delle conseguenze, l’ennesimo allungamento dei tempi, diventa scontato propendere per la seconda ipotesi”, conclude l’associazione.

Il governo guidato da Mario Monti promette che per Dicembre verrà emanato un nuovo decreto sulla base delle indicazioni del Consiglio di Stato. Come ricorda l’Uaar, l’Imu non pagata dalla Chiesa si aggira ogni anno tra i 300 e i 500 milioni di euro.

Written by Cronache Bastarde

9 ottobre 2012 at 13:22

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