Cronache Bastarde

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Archive for the ‘Immigrazione’ Category

Flussi…

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Svizzera

Vignetta “Flussi”: Fogliazza, Anpi.
sito dell’autore: biografogliazza.wordpress.com
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Written by Cronache Bastarde

16 febbraio 2014 at 16:59

Pubblicato su Immigrazione

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La foto dell’anno: i migranti e i cellulari alzati verso la luna

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foto dell'annoUn gruppo di uomini su una spiaggia africana, con i telefoni cellulari verso il cielo alla ricerca di un segnale per entrare in contatto con i parenti lontani. La foto dell’anno. L’immagine, intitolata Signal, è di John Stanmeyer e ha vinto il World Press Photo of the Year 2013: il più importante riconoscimento mondiale per il fotogiornalismo. E’ stata scattata lungo la costa di Gibuti: una tappa di passaggio comune per i migranti in viaggio da Somalia, Etiopia ed Eritrea intenti ad arrivare in Europa e in Medio Oriente alla ricerca di una vita migliore. Rappresenta l’inizio di un viaggio e l’ultima tappa utile per salutare le famiglie rimaste a casa.
Una foto connessa in modo sfumato a tante storie, densa di sogni, di speranza e di dolore e che trasmette, in modo sottile e sofisticato, tanti altri significati: tecnologia, migrazione, povertà, globalizzazione. Poetica per il chiaro di luna. Carica di umanità per le grandi e gravi questioni a cui essa rimanda. Non a caso, infatti, l’istantanea, scattata per conto del National Geographic, ha vinto anche il primo premio nella categoria ‘Contemporary Issues’.
In Italia le fotografie vincitrici saranno esposte dal 30 aprile al 25 maggio al Museo di Roma in Trastevere.

 

(Questo articolo è stato pubblicato anche su ildemocratico.com)

Written by Cronache Bastarde

15 febbraio 2014 at 18:07

Bengalesi ridotti in schiavitù nelle fabbriche alle porte di Napoli

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bA S.Antimo, paese dell’hinterland napoletano,vivono migliaia di bengalesi, quasi tutti impiegati nell’industria tessile. Lavoratori che, in alcune fabbriche, subiscono condizioni di vera e propria schiavitù. A lanciare l’allarme è l’Associazione antirazzista 3 Febbraio, che in un comunicato diffuso su internet descrive “turni di 14 ore al giorno con un padrone, anch’esso bengalese, che costringe i lavoratori a lavorare per meno di 3 euro l’ora”. Ancora sfruttamento, ancora in Italia. “Questo stesso padrone –continua il comunicato- usa, per ricattare gli immigrati, sequestrare il loro passaporto così da non potersi muovere e cercare lavoro altrove”. Non si tratta, stavolta, dei braccianti di Rosarno o dei capannoni fatiscenti alle porte di Prato: in questo caso è l’industria tessile locale a imporre turni massacranti ai cittadini bengalesi, sfruttati nelle aziende perché privi del permesso di soggiorno o privati del passaporto dal datore di lavoro.
Tuttavia la protesta inizia a sollevarsi dal basso. Domenica scorsa gli sfruttati si sono riuniti in assemblea per denunciare le massacranti condizioni di lavoro, pianificando al contempo una manifestazione di festa e mobilitazione per i diritti di tutti i lavoratori nella piazza di S.Antimo.il prossimo 21 febbraio, in occasione della festa della lingua del Bangladesh.
“Questa non è umanità ma è schiavitù –spiega l’Associazione 3 Febbraio. Per questo denunceremo per riduzione in schiavitù il padrone chiedendo al prefetto che siano dati i permessi di soggiorno per motivi umanitari ex. art. 18 del Testo Unico sull’Immigrazione. Questo dramma non può passare inosservato, non vogliamo che si ripetano tragedie come quella di Prato dove morirono lavoratori cinesi colti nel sonno da un incendio nelle stesse fabbriche dove lavoravano”.
A S.Antimo è cominciata una lotta.

Il sito dell’Associazione 3 Febbraio: www.a3f.org
(Questo articolo è stato pubblicato anche su ildemocratico.com)

Written by Cronache Bastarde

4 febbraio 2014 at 14:09

L’Italia e l’assurdo dramma delle morti in mare

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Il racconto di uno sbarco a Lampedusa nelle immagini inedite del docufilm presentato all’ultimo festival di Venezia.

“Ad oggi l’Europa non ha adottato alcun sistema che permetta di presentare la richiesta di asilo direttamente nei paesi di provenienza o di transito, attraverso la creazione di canali umanitari…l’esternalizzazione delle frontiere non ha coinciso con l’esternalizzazione dei diritti fondamentali, ma piuttosto con il progressivo inasprimento dei controlli alle frontiere esterne ed interne e dei meccanismi di espulsione. Nel caso specifico dell’Italia, si è assistito nel corso degli anni ad una gestione emergenziale e frammentaria dell’accoglienza, all’incapacità di garantire l’accesso alla procedura d’asilo nei modi e nei tempi previsti dalla normativa e il rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti.
L’Europa sembra aver perso il conto o aver dimenticato il numero di uomini, donne, bambini inghiottiti dal mare nel tentativo di raggiungere i suoi confini”… (Medici per i Diritti Umani). 

Written by Cronache Bastarde

8 ottobre 2013 at 14:59

Firmate!

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Contro la Bossi-Fini e l’ipocrisia istituzionale

Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo

Vignetta Mauro Biani: ‘Lacrime’
www.maurobiani.it

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6 ottobre 2013 at 08:56

Aggrappati alla rete dei tonni. Morti 7 migranti.

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“Morire aggrappati alle reti per i tonni, per venire in un posto dove la legge sull’immigrazione si chiama Bossi-Fini”. #unpaesevergognoso @AlRobecchi

Vignetta Mauro Biani: ‘La rete’
www.maurobiani.it

Written by Cronache Bastarde

17 giugno 2013 at 13:59

I lavoratori del Burkina Faso ripuliscono Casal di Principe in nome dell’integrazione

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burkinabecasaldiprincipeSi chiama Faso Zekola la comunità africana protagonista di un convegno organizzato domenica con i sindacalisti della Cgil Campania per parlare di legalità, tutele e diritti. Gli immigrati riuniti in questa associazione provengono soprattutto dal Burkina Faso (c’è anche qualche fratello africano del Ghana, della Nigeria e del Mali) e vivono a Casal di Principe: il paese in provincia di Caserta, dove è nato anche Roberto Saviano, che quasi sempre sale alle cronache per storie di sfruttamento e criminalità organizzata. Il protocollo d’intesa tra Cgil e Associazione è nato per tutelare e dare voce agli oltre 600 immigrati del Burkina impegnati nel settore agricolo proprio in questo territorio. Si tratta di lavoratori, spesso con famiglia a seguito, che richiedono non solo prestazioni relative al permesso di soggiorno ma tutto quanto possa concernere la vita del cittadino: dalla tutela lavorativa all’assistenza sanitaria, senza dimenticare la necessità di mediazione nei rapporti con  le istituzioni e con gli uffici pubblici locali o di apprendere la lingua italiana per una maggiore integrazione.

E proprio in nome dell’integrazione, prima del convegno la comunità africana, invece di riposarsi dopo la fatica di una settimana passata nei campi, si è riunita per ripulire le strade di Casal di Principe:  “per dare una lezione a chi dice che sporchiamo”. Josue Zinsonni, presidente di Faso Zekola, ha spiegato il senso di questa iniziativa a Stranieriinitalia.it:  “Innanzitutto – dice –  vivendo qui sentiamo che questa è anche la nostra città, quindi interessa anche a noi tenerla pulita. Certo non possiamo farlo sempre, non è nostro compito, ma per un giorno abbiamo deciso di rimboccarci le maniche per un gesto che dimostra che riteniamo che questo territorio è anche nostro”.

Ma c’è anche un altro aspetto. Quello legato alla necessità di rispondere ai pregiudizi e al razzismo:  “Qui alcuni ci insultano, dicono che veniamo solo a distruggere e a sporcare -spiega ancora Josue a stranieriinitalia.it. Allora, in silenzio, pacificamente, abbiamo dimostrato che sappiamo mettere in ordine e pulire” .

E la gente sembra aver  apprezzato. Qualcuno ha offerto il caffè. E per fortuna qualcun altro si è rimboccato le maniche, ha preso una scopa e si è unito a loro.

(Foto tratta dal sito Stanieriinitalia, linkato all’interno del post).

Written by Cronache Bastarde

26 marzo 2013 at 10:35

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