Cronache Bastarde

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Archive for the ‘Disabilità’ Category

Giardini e parchi accessibili per un’infanzia senza barriere

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parco accessibileLa vita di un bambino dovrebbe essere semplice. Perché i giochi e le risate dell’infanzia costituiscono i ricordi più importanti della vita da adulti. Per questo motivo, nel gioco, non dovrebbero esserci barriere o discriminazioni. Tuttavia, in Italia sono pochissimi i giardini accessibili, adatti cioè anche ai bambini in sedia a ruote, con altalene e arredi esterni pensati davvero per tutti. Fra le città più virtuose, figurano solo Milano, Jesolo, Savona, Cosenza e Bari. E’ qui che si trovano i parco giochi delle meraviglie, dove si accede ai castelli di legno grazie a rampe in lieve pendenza e dove esistono, oltre a maniglie e morbidi pavimenti antitrauma in caso di caduta, anche giochi da condividere con gli altri (la socializzazione è fondamentale fin da piccoli, soprattutto per sviluppare accettazione e fiducia in se stessi). Esempi che riaccendono la speranza, illustrati nel numero 11 del magazine SuperAbile in un articolo dettagliato dedicato, appunto, alla dimensione inclusiva del gioco. Il fatto è che, essendo ancora troppo pochi i parchi delle meraviglie, tantissimi bambini vivono di rinunce e non possono condividere la gioia.
Scivoli, altalene e giochi accessibili, però, esistono. Un parco giochi senza barriere si può fare: sta alla politica, alle amministrazioni comunali attivarsi in tal senso.
E, perché no: scuole, oratori e parrocchie potrebbero dare il proprio contributo, inviando lettere o email alle istituzioni volte a ricordare l’importanza della comunione, della condivisione sociale delle emozioni.

Importanza sancita anche dall’Onu nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia del 1989.

Foto: Parco Formentano di Milano, SuperAbileINAIL
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Written by Cronache Bastarde

28 aprile 2013 at 14:46

“Ferrovie dello Stato fuori legge. Discriminazione contro i disabili”: la denuncia dell’associazione Coscioni

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Dopo la condanna di Roma Capitale per ‘discriminazione contro i disabili’ (frutto della denuncia da parte dell’associazione Luca Coscioni relativa alle numerose barriere architettoniche presenti in città) ora tocca alle Ferrovie dello Stato finire sotto accusa. Protagonista della vicenda è sempre Gustavo Fraticelli, co-presidente dell’associazione che venerdì scorso giunto al binario 12 della stazione ferroviaria di Ostiense con un treno della tratta Fiumicino-Tiburtina, si è trovato nell’impossibilità di uscire dalla stazione perché il binario è privo del passaggio a raso e di ascensore.

Fraticelli ha quindi presentato un esposto e annunciato l’avvio di un procedimento civile a carico di Ferrovie dello Stato per “atti discriminatori nei confronti dei disabili”.

Ecco la testimonianza riportata sul sito dell’associazione: “Fiero di vivere in un Paese a tecnologia avanzata, mi reco alla vicina Stazione ferroviaria di Roma Tiburtina a prendere il treno urbano per recarmi in zona Ostiense. Sceso all’omonima stazione faccio un’ eclatante scoperta: oltre ai binari morti ci sono anche i “marciapiedi morti”, quale quello numero 12 dove, una volta sceso dal treno, non potevo con la sedia a rotelle accedere ad alcunché se non risalire su di un successivo treno metropolitano”. Fraticelli riesce anche a ironizzare: “Siamo un popolo d’inventori, infatti abbiamo eroicamente dato vita al binario morto resistendo con l’italico “Me ne frego!” alle disposizione di legge a tutela della fruibilità dei marciapiedi delle Stazioni ferroviarie da parte delle persone in sedia a rotelle, che prevedono l’installazione di ascensore e, in alternativa, la possibilità di un attraversamento a raso dei binari accompagnati da personale di Stazione. Di fronte a quanto sopra, non potevo non agire per il rispetto della legalità e pertanto ho sporto la denuncia”.

Di seguito il video “CAPITALE FUORI LEGGE”, realizzato da FaiNotizia e Gustavo Fraticelli in giro per Roma.

Questo è il sito dell’associazione: www.associazionelucacoscioni.it

Rivoluzione desIGUAL: il calendario della differente felicità

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calendario della differente felicitàdesIGUAL è un altro progetto nato su Facebook, che in occasioni come questa dimostra tutta la sua utilità nel diffondere le idee. Dicembre è il mese dei calendari, così le MAMME H (gruppo nato dalla combattività di Marina Cometto), hanno deciso di realizzarne uno finalizzato alla diffusione di una cultura della disabilità e dell’integrazione scolastica.
“Desigual, il calendario della differente felicità”: si chiama così ed è realizzato grazie alle immagini concesse dalle Mamme H stesse. Ogni mese contiene un pensiero, una frase dedicata alla cultura  e una citazione della Legge 104 del 1992. Niente pietismo: lo scopo è quello di abbattere lo stereotipo del disabile infelice e disperato.
Il calendario mostra le immagini di mamme sorridenti accanto ai loro ragazzi portatori di un handicap. Niente sfortuna, niente dolore, ma accettazione della vita. E’ la società che non adegua le sue strutture a trasformare un handicap (condizione che fa parte dell’esistenza umana) in “disabilità”. Questo è il messaggio che si vuole diffondere attraverso questo calendario.

E’ stampabile anche in casa. Potete scaricarlo GRATUITAMENTE cliccando qui: Blog desIGUAL

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18 dicembre 2012 at 11:12

Disabilità e vane parole

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vignetta-vauroIl mondo della disabilità è pieno di espressioni “politicamente corrette”, vale a dire rassicuranti per chi le pronuncia, ma ingannevoli (per non dire ipocrite) per chi le ascolta. Una di queste è: la disabilità come opportunità.

Ecco cosa scrive sul suo blog Matteo Schianchi (autore, fra le altre cose, del libro La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà) “Ignoro quali siano le sue precise origini. Sono subito portato a pensare che, opportunità, in questa formulazione, sia una derivazione di un’espressione tipica del business: “opportunità di mercato”… Oppure sono portato a pensare che sia la rivisitazione di quella “opportunità che tutti devono avere” tanto anelata e celebrata dalla cultura a stelle e strisce. In ogni caso è un’espressione facile, commercialmente valida sui mercati mediatici e del sociale, ma fuorviante”.

Un’ espressione, dunque, abbastanza infelice e che per negazione rimanda, come spiega Matteo Schianchi, alla disabilità intesa “come tragedia, sfiga, fardello”. Il punto è che per molte persone la  disabilità è, quotidianamente, un modo di vivere. Non tutti i diversamente abili puntano per forza a qualche successo da celebrare. Le vere conquiste riguardano il mondo intorno, con tutte le barriere e gli impedimenti che la società (e non la disabilità!) impongono.

Da questo punto di vista, quindi, sono tante le “etichette” che andrebbero eliminate dal linguaggio comune quando si parla di disabilità. Le parole sono importanti.

(“…addirittura lo sono le congiunzioni“! : scrive giustamente Matteo Schianchi in un altro articolo all’interno del suo blog).

L’informazione gioca un ruolo decisivo. E’ vero che il mondo della disabilità soffre di problemi ben più grandi dell’uso (politicamente scorretto) dell’italiano. Tuttavia è anche dalle piccole cose che nasce una cultura diversa, una visione diversa del mondo e della vita.

Vignetta: Vauro
sito dell’autore: vauro.globalist.it

Written by Cronache Bastarde

9 dicembre 2012 at 10:22

Disabilità: un viaggio nei tabù del sesso e dell’amore

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La vita sessuale e affettiva delle persone con disabilità è un argomento messo sotto silenzio, intriso di imbarazzo, equivoci e pregiudizi. Ancora oggi sono negate in molti casi le legittime aspirazioni alla felicità di quasi due milioni di cittadini e cittadine italiani con disabilità, che non possono auto-realizzarsi e vivere la propria vita in pienezza e responsabilità. Qualcosa però sta cambiando.

Attraverso le nuove tecnologie di comunicazione, e grazie all’opera di alcune organizzazioni del privato sociale e di una serie di iniziative individuali, alcuni tabù cominciano a cadere.
Pensiamo ai libri, ai blog, ai forum o ai siti internet attraverso cui, in questi anni, molte persone con disabilità hanno potuto esprimersi, confrontarsi, immaginare linee di miglioramento in fatto di Sesso e di Amore. Il quadro che ne emerge è variegato e di frequente improntato all’insoddisfazione, se non altro perché questi strumenti rimangono tuttora di nicchia, o non hanno avuto adeguata diffusione e quindi sono poco fruibili da buona parte della popolazione potenzialmente interessata – con e senza disabilità.

E’ proprio da queste premesse che è nato il progetto “Sesso, Amore & Disabilità”: un lungometraggio documentario di 75 minuti realizzato da Adriano Silanus, Priscilla Berardi, Raffaele Lelleri, Valeria Alpi e Jonathan Mastellari, e promosso dall’associazione Bvbo (Biblioteca Vivente Bologna) con l’obiettivo di trattare con sincerità, rispetto e sensibilità di sesso, relazioni affettive e disabilità.
“Il nostro obiettivo è stato quello di contribuire ad ampliare gli spazi di visibilità e consapevolezza, portando testimonianze dirette, -spiegano gli ideatori sul sito dedicato al progetto. Abbiamo voluto realizzare e diffondere un documentario che, dando voce alle persone con disabilità fisica e sensoriale, parlasse di sessualità e relazioni affettive nella disabilità”.

“Sesso, Amore & Disabilità” è una raccolta ragionata di interviste filmate. Riporta le parole di uomini e donne di tutta Italia, eterosessuali e omosessuali, di ogni età e stato relazionale che la disabilità, fisica o sensoriale, la vivono sulla propria persona e di coloro che la vivono al loro fianco. E’ un progetto di vasto respiro: sono 9000  i chilometri percorsi per intervistare le persone protagoniste del filmato.

Il progetto cerca finanziamenti “dal basso”: si può contribuire alla diffusione del film acquistando delle quote di 10 euro su www.produzionidalbasso.com. L’uscita è prevista per l’autunno del 2012. Questo è il trailer.

Disabili in piazza per salvare i diritti

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Il governo Monti ha azzerato il fondo per la non autosufficienza e tagliato del 90% le spese per le politiche sociali. Per questo i disabili di tutta Italia si sono dati appuntamento oggi 31 Ottobre a Roma, in piazza Montecitorio, per protestare contro lo smantellamento dei fondi destinati alle politiche sociali. Con i tagli che superano il 90%, infatti, è a rischio il futuro di 3,7 milioni di persone. L’azzeramento del fondo per la non autosufficienza cancella la speranza di emanciparsi, costringendo i disabili a pesare sulle proprie famiglie o a rinchiudersi in costose strutture di assistenza.
La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e altre 50 organizzazioni dell’impegno civile non ci stanno: l’obiettivo della mobilitazione è quello di chiedere al Governo una decisa inversione di tendenza nella manovra di bilancio 2013. Significa basta tagli al sociale e rilancio delle politiche di welfare per puntare davvero allo sviluppo dell’Italia. Ovvero: mettere in moto una politica di investimenti nel sociale che generi lavoro, solidarietà, coesione, sostegno alle fasce economiche più povere.
Il Governo Monti –spiegano gli organizzatori– ha iniziato il suo operato comunicando tre parole d’ordine: rigore, crescita, equità. Ad oggi è stato applicato ampiamente soltanto il rigore.
“Il 31 ottobre sarà un giorno importante per le persone con disabilità: saremo protagonisti a pieno titolo di un più ampio movimento che chiede il cambiamento, l’inclusione, la prevalenza dei diritti sulle logiche di mera contabilità. – dichiara Pietro Barbieri, presidente FISH – Invitiamo chiunque si riconosca in queste istanze ad aderire alla nostra mobilitazione”.
La manifestazione inizierà alle 11 in Piazza Monte Citorio a Roma, dove convergeranno le organizzazioni provenienti da tutta Italia e i cittadini che vorranno sostenere l’iniziativa.
Molte associazioni sono in stato di mobilitazione permanente ormai da diversi mesi, a causa dei continui tagli al sistema sanitario e sociale. Le misure contenute nel testo di stabilità paventano ulteriori tagli a disponibilità e qualità di servizi essenziali per persone e famiglie già  allo stremo delle forze. Come può avanzare un Paese senza un modello di sviluppo improntato al rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini?

Written by Cronache Bastarde

31 ottobre 2012 at 08:30

L’Italia non è un paese per i disabili

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In Italia la spesa per la disabilità è fra le più basse d’Europa. A rivelarlo, stavolta, è l’indagine Censis/Fondazione Serono basata sul confronto con gli altri paesi europei. Lo Stato italiano spende per la protezione sociale delle persone con disabilità una quota pro-capite annua di 438 euro, molto al di sotto di quanto destinano paesi come la Germania (703 euro) e il Regno Unito (754 euro) e della stessa media Ue (531 euro).
Nel nostro Paese sono praticamente inesistenti i servizi e le strutture di appoggio, motivo per il quale permane un “modello assistenzialistico incentrato sulla delega alle famiglie”. La ricerca, in sostanza, è l’ennesima conferma di quanto i bisogni delle persone con disabilità, in Italia, siano del tutto ignorati.
Secondo il documento ancora più grande è la sproporzione tra le misure erogate sotto forma di benefici cash, ossia di prestazioni economiche, e quelle in natura, ossia sotto forma di beni e servizi. In quest’ultimo caso il valore pro-capite annuo in Italia non raggiunge i 23 euro, cioè meno di un quinto della spesa media europea (125 euro), un importo lontanissimo dai 251 euro della Germania e pari a meno della metà perfino della spesa rilevata in Spagna (55 euro).

In pratica, nel nostro Paese viene delegato tutto alle famiglie, costrette a provvedere autonomamente ai bisogni delle persone con disabilità, senza avere l’opportunità di rivolgersi a strutture e servizi che, sulla base di competenze professionali e risorse adeguate, potrebbero garantire non solo livelli di assistenza migliori, ma anche la valorizzazione delle capacità e la promozione dell’autonomia delle persone disabili.

Da sottolineare, quindi, è l’estrema carenza della classe politica, concentrata soltanto sui recuperi di spesa a discapito di nuovi investimenti.

(Vignetta: Ellekappa, anmil.it)

Written by Cronache Bastarde

18 ottobre 2012 at 06:29

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