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No alla delega sulle droghe al ministero degli Interni

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alfano“No alla delega sulle droghe al ministero degli Interni”, è la presa di posizione del CNCA (coordinamento nazionale comunità di accoglienza), secondo cui la questione dovrebbe essere di competenza di un ministero per l’inclusione o del welfare.

“Ci è giunta voce che la delega sulle droghe potrebbe passare al ministero degli Interni. Se così fosse, sarebbe una pessima notizia”, dichiara Riccardo De Facci, responsabile Dipendenze del Coordinamento. “Torneremmo, infatti, a considerare la diffusione delle droghe e le dipendenze come una questione principalmente di ordine pubblico e di polizia. Un approccio totalmente sbagliato, che non tiene conto dei fondamentali risvolti sociali e culturali.”

“Per questa ragione”, conclude De Facci, “riteniamo che tale competenza vada affidata a un ministero che opera per l’inclusione – come quello alle Pari opportunità, sport e politiche giovanili o quello all’Integrazione – o al dicastero del Welfare. Ci auguriamo che la voce della più importante rete di comunità terapeutiche italiane sia ascoltata dalla politica.”

Il tema della lotta alla droga, come molti altri settori del welfare del resto, è passato inosservato nella recente campagna elettorale e nei programmi dei vari schieramenti. Il dibattito si accende solo al comparire di qualche notizia capace di fare clamore. È una modalità eccezionale che non aiuta a cogliere la realtà del problema e favorisce il perdurare di letture stereotipate e di luoghi comuni, sia nell’analisi che nelle risposte.

Da qui il titolo del seminario (che si terrà a Roma, in via Liberiana 17, il 23 maggio dalle ore 10.oo alle ore 13.30): “Politiche sulla droga. Cambiare si può… si deve!”. Un incontro che servirà a riassumere qual è la prospettiva dalla quale parte il CNCA per discutere di prevenzione, contrasto e lotta alla droga e dei relativi impegni e strategie che il nostro Paese dovrebbe assumere al riguardo.

“A nostro modo di vedere in ballo ci sono diverse questioni e nodi problematici sui quali ci piacerebbe avere un confronto -dicono dal Coordinamento- sia nel merito delle analisi che delle proposte”. A titolo esemplificativo ne elenchiamo alcune: la discussione sull’attuale legge Fini-Giovanardi (il 37% dei 65mila detenuti al primo gennaio 2013 era in carcere per aver violato la legge sulle droghe); la visione culturale sulla riduzione del danno e la connessione con le politiche securitarie, che ha il suo apice nell’approccio culturale proibizionista e punizionista, a discapito di quello a favore di una responsabilità educante; l’operato del Dipartimento nazionale antidroga, con la inefficace gestione delle ingenti risorse messe a disposizione dal Governo.

La partecipazione al seminario  è libera, previa iscrizione da inviare a segreteria@cnca.it.

(L’immagine in alto a destra è tratta liberamente da facebook)

Written by Cronache Bastarde

13 maggio 2013 a 10:47

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