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La Questura di Roma vieta il corteo in ricordo di Giorgiana Masi e contro il femminicidio. La rabbia dei collettivi femministi.

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GIORGIANA MASI

Il 12 maggio 1977 moriva Giorgiana Masi, uccisa dalle forze speciali del Ministero dell’Interno guidato da Francesco Cossiga, mentre celebrava il terzo anno dalla vittoria referendaria sul divorzio sfilando in corteo nel centro storico di Roma. Uccisa da un proiettile calibro 22 in mezzo agli scontri tra manifestanti e forze di polizia. Aveva 19 anni.

La notizia, giunta poche ore fa, è che la Questura di Roma ha vietato il corteo del 12 maggio 2013 organizzato proprio in ricodo di Giorgiana e contro il femminicidio.

Nello stesso giorno, infatti, un altro corteo attraverserà Roma, chiamato una “marcia per la vita”, in cui sfileranno i movimenti per la vita antiabortisti, ultracattolici, di estrema destra o dichiaratamente fascisti. Tutti uniti dalla necessità di ribadire la loro ferma opposizione all’autodeterminazione femminile, alla libertà di scelta, al diritto all’aborto. Ma anche all’eutanasia e alla contraccezione. Forza Nuova, Opus Dei, Militia Christi, Movimento per la Vita, Centro Culturale Lepanto, Legionari di Cristo, Scienza e Vita, Unione Cattolica Farmacisti Italiani, Unitalsi ( Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali ).

Le proteste di femministe e movimenti di donne continuano a crescere, fuori e dentro la rete.

DI SEGUITO, IL COMUNICATO STAMPA DEL COLLETTIVO FEMMINISTA “LE RIBELLULE”.

“Dopo 2 giorni di trattativa con la Questura di Roma, i gruppi e le associazioni di donne, i collettivi autorganizzati e liberi individui, promotori della giornata del 12 maggio in ricordo di Giorgiana Masi, contro il femminicidio e in contestazione alla “Marcia per la vita” convocata dall’oltranzismo cattolico, ricevono il divieto di manifestare in qualsiasi luogo adiacente al percorso della marcia.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come l’operato delle forze dell’ordine sia asservito ai poteri del governo cittadino e allo stato del vaticano, nascondendo una marcia tutta politica sotto le vesti di manifestazione sportiva, e adducendo motivi di ordine pubblico.
Giorgiana Masi come centinaia di persone il 12 maggio del 1977 erano in strada sfidando, anche quella volta, il divieto di manifestare.
Oggi come ieri saremo nelle strade del centro di Roma, partendo da Piazza Campo de Fiori fino ad arrivare a Ponte Garibaldi.
Con o senza autorizzazioni noi costruiremo la nostra giornata.
La nostre vite sono autodeterminate e la nostra rabbia non si placa”.

http://leribellule.noblogs.org/

Written by Cronache Bastarde

9 maggio 2013 a 10:44

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