Cronache Bastarde

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L’Aquila, quattro anni dopo

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san_marciano_2010Tante promesse mai realizzate.
A quattro anni dal sisma il ritorno a una vita normale, a L’Aquila, è ancora soltanto un sogno.

Dopo il terremoto, infatti, la città sarebbe dovuta tornare a essere sicura, bella com’era, ma anche moderna e capace di vincere la sfida della sostenibilità e della legalità. Troppo poco è stato fatto e le persone cominciano a perdere la speranza di tornare a vivere nelle rispettive case di origine.

“Vorremmo vedere sempre meno puntelli sulle case e i monumenti. Vorremmo vedere più persone felici di rivivere le strade di uno dei capoluoghi più belli e antichi d’Italia, partendo dal suo centro storico fino a raggiungere tutti i piccoli comuni coinvolti dal cratere sismico”.

È la testimonianza amara del Circolo aquilano di Legambiente che, terminato l’impegno nell’emergenza, aveva avanzato delle proposte concrete affinché la ricostruzione, materiale e immateriale, divenisse l’occasione per progettare una città nuova. Una dichiarazione che esprime appunto il rammarico a la sfiducia di tanti cittadini che, a quattro anni dal terremoto, si sentono abbandonati. Eppure L’Aquila avrebbe tutte le carte in regola per risorgere. A partite dallo straordinario patrimonio naturale e culturale, fatto di tradizioni e saperi, intelligenza, operosità e creatività dei cittadini. “Ricostruire nei prossimi anni dovrà essere l’occasione per realizzare una città sicura, che sappia innovare rispettando gli equilibri ecologici e che rappresenti un punto di riferimento per l’urbanistica mondiale”, spiega l’associazione. Le proposte di Legambiente configurano un territorio, in futuro, “a emissioni zero di anidride carbonica, autosufficiente dal punto di vista energetico, con mobilità sostenibile e una politica dei rifiuti altamente efficiente; dotato di strumenti di governo che salvaguardino il suolo e promuovano le energie rinnovabili, rendendno partecipi i cittadini alle scelte”.
L’Aquila, in sostanza, avrebbe l’opportunità di diventare un modello di luogo di vita moderno, capace di coniugare cultura, ambiente, scienza e tecnologia nella creazione di un contesto di elevata qualità.
Ma è un futuro che non vedremo mai senza l’impegno della politica.

RIDIAMO VOCE ALLA CITTA’ MUTA
Per sollecitare la ricostruzione è partito l’ appello di Nuvolaverde, il sito degli “Aquilani Digitali”. L’idea è ripopolare L’Aquila sul web stabilendo una residenza virtuale per creare un movimento di partecipazione simbolica dall’Italia e dall’Estero. Un vero e proprio esempio di cittadinanza in rete: tutti insieme per aiutare gli aquilani a tornare nelle proprie case.

www.nuvolaverde.org

Written by Cronache Bastarde

8 aprile 2013 a 13:02

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