Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Populismo e giovani generazioni

leave a comment »

La stampa internazionale continua a parlare dell’Italia, mostrando preoccupazione non soltanto per l’instabilità dei mercati (frutto dell’impasse politica in cui ci troviamo) ma anche per la diffusione di quel sentimento antieuropeo ormai percepibile chiaramente all’interno dell’eurozona. L’esplosione del populismo nei Paesi del Mediterraneo, i più penalizzati dalla crisi economica, è infatti da intendersi come un chiaro segnale del malcontento popolare legato al rigorismo e alle politiche di austerity imposte dalla Germania. Un malcontento che, come scrive El Paìs, impone una riflessione profonda:
“i tradizionali sistemi politici si indeboliscono, si decompongono”. Succede in Italia con il boom del Movimento 5 Stelle, ma anche in Spagna, Portogallo e Grecia, dove la Croce Rossa ha iniziato a distribuire aiuti alimentari a migliaia di persone che vivono in assoluta povertà.

Ma quali sono i gruppi sociali che in questo momento storico condividono più di altri  le rivendicazioni e le tendenze populiste che stanno investendo il potere convenzionale? Da chi viene maggiormente predicata l’antipolitica? A quanto pare dai giovani. Si tratta di una verità emersa con forza da un articolo dello Spiegel pubblicato pochi giorni fa e intitolato “Elezioni italiane: la generazione perduta d’Europa trova la sua voce”. Il populismo di oggi, cioè, rappresenterebbe soprattutto la voce, a lungo inascoltata, dei giovani europei, “sempre più furiosi poiché la crisi dell’euro li ha derubati di un futuro. La nascita del partito di Beppe Grillo in Italia –scrive il quotidiano- è uno dei risultati e non è che l’ultimo segnale di come il disgusto verso la politica europea sia ormai molto diffuso”.

Grillo è un fenomeno italiano, ma i risultati elettorali del suo partito sono l’espressione di una rabbia e di un’ansia diffuse in tutta l’Europa meridionale, dove i cittadini (e in particolare i giovani) condividono la sfiducia nel sistema politico costituito e sono arrabbiati con i rispettivi leader, visti come semplici lacchè della Germania e della cancelliera Angela Merkel.
“I grillini –scrive lo Spiegel- rappresentano l’ultimo tentativo di rivolta della generazione perduta: quella massa europea di persone sotto i 40 anni, disperate, disoccupate e che hanno ben poco da perdere”.
L’indignazione pubblica che in Italia si è manifestata attraverso i risultati elettorali è la stessa che ha portato a ribollire il movimento libertario nelle tendopoli di Puerta del Sol, a Madrid, o che ha ispirato gli attivisti di Occupy Wall Street. La stessa che si è riversata nelle strade della Grecia, dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 59,4% e dove non ci sono nemmeno piccoli cenni di ripresa economica.

In Spagna i giovani manifestanti, los Indignados, per il momento sono ancora un movimento extraparlamentare (per il momento). Protestano contro i pignoramenti e gli sfratti, il potere delle banche e il tasso di disoccupazione giovanile. Durante le ultime elezioni parlamentari, l’establishment politico ne ha percepito la rabbia sotto forma di schede elettorali in bianco, voti non validi o voti per i partiti estremisti (oltre a un crescente numero di voti per i separatisti baschi della Catalogna).

L’Italia, in sostanza, è l’unico paese in cui la protesta popolare ha trovato piena legittimazione democratica all’interno del sistema politico, appunto con il boom dei Cinque Stelle.
“I grillini sono stati a lungo sottovalutati e ignorati dalla stampa, eppure hanno scosso il vecchio sistema di partito, con le sue fazioni inconciliabili di destra e di sinistra. Una nuova classe politica è emersa e con loro gli italiani stanno discutendo l’Europa più che mai”, scrive ancora il giornale tedesco (che poi i rappresentanti del M5S siano preparati o meno è un altro discorso).

Il punto è che gli 8,7 milioni di italiani che hanno votato il Movimento Cinque Stelle sono principalmente persone di età inferiore ai 40 anni, cittadini che, pur con stipendi più bassi, pagano le tasse quasi il 50% in più rispetto alla generazione precedente. E che se mai prenderanno una pensione, sarà circa la metà di quella percepita dai genitori. E’ quello che ha riferito, sempre allo Spiegel, Silvana De Nicolò, candidata alla Regione Lazio con il Movimento 5 Stelle.
“I nostri elettori –ha detto De Nicolò- provengono da entrambi gli schieramenti politici e molti di loro in passato hanno votato per il PdL di Berlusconi o per la Lega Nord. Molti nostri elettori sono dipendenti pubblici, un quarto sono disoccupati. Più di due terzi sono insoddisfatti circa lo stato della democrazia in Italia. Meno di un quarto di loro ha fiducia nell’Unione europea, e solo il 2% crede alle promesse del governo”.

Tutto il sud Europa sembra infestato da uno spettro, quello che ha svolto un ruolo chiave nella elezioni italiane: l’austerità, un circolo vizioso che sta trascinando alcuni paesi sempre più nella recessione. E quindi nel populismo. “Molti giovani greci, portoghesi e spagnoli guardano all’Italia come a un modello –conclude lo Spiegel. Se la popolazione della terza più grande economia della zona euro si oppone così apertamente alle misure di austerità,  l’uscita dei singoli paesi dall’Ue non sarà più un tabù”. Tuttavia, finché a Roma non sarà formato un governo stabile nessuno può dire quale sarà l’approccio giusto per guardare al futuro.
Solo una cosa è certa: i giovani hanno iniziato a presentare il conto.

Written by Cronache Bastarde

16 marzo 2013 a 14:45

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: