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Cittadinanza. Caro Grillo, la riforma non è senza senso

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Si continua inevitabilmente a parlare di Grillo, in questo caso cercando di analizzare le ambiguità del suo programma circa i temi dell’immigrazione e della cittadinanza. Il punto di vista dell’ex comico genovese, infatti, suscita numerose perplessità.

A spiegare perché la riforma sulla cittadinanza non è senza senso è Gianluca Luciano, editore di Stranieri in Italia (il portale dei nuovi cittadini).

Secondo l’editore, la considerazione da cui partire sarebbe una dichiarazione di Grillo, secondo cui la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, sarebbe senza senso. O meglio, un senso lo avrebbe: distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra, dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi.
Caro Grillo, la riforma della cittadinanza sulla base dello ius soli non divide più il Paese in due tifoserie e questa è una verità supportata dai dati: secondo l’Istat il 72,1% degli italiani è favorevole al riconoscimento della cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro Paese. E’ proprio da questo dato oggettivo che parte la riflessione di Gianluca Luciano:

“Tenere insieme una comunità vuol dire dare a tutti i suoi membri una partecipazione all’interesse collettivo. Far diventare italiane le seconde generazioni,  oltre che un atto di giustizia, è  un gesto di intelligente lungimiranza”. La percentuale di stranieri nel nostro paese, infatti, continua a crescere e produce il 12% del Pil.

“Che sociètà è -domanda Gianluca Luciano- quella che tiene una fetta così importante dei suoi cittadini fuori da ogni coinvolgimento con le sorti della Nazione?  E’ così che nascono le tensioni più pericolose che minacciano la coesione delle Nazioni moderne. O Grillo pensa che l’Italia resterà esclusa dalla multiculturalizzazione della società mondiale chiudendosi in una autarchia di memoria fascista”?
Dare la cittadinanza alle cosiddette seconde generazioni significa guardare al futuro e, -conclude l’ediotore- “anche chiedere, a questi cinque milioni di abitanti, uno sforzo in più per tirarci fuori da questa secca economica e democratica in cui i nostri (non i loro) padri ci hanno cacciato”.

Un cambiamento è possibile. Nonostante Grillo definisca oggi la questione “senza senso” e “deliranti” tutti i suoi sotenitori.

Written by Cronache Bastarde

4 marzo 2013 a 12:39

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