Cronache Bastarde

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Generazione trasparente: vite a tempo determinato

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La vita di una generazione si muove a ondate. E’ così da sempre: gli studi, la ricerca di un lavoro, l’amore, i figli. Nessuna di queste fasi, però, è triste come quella che vivono adesso i giovani, miei coetanei. La “generazione trasparente”: l’ha chiamata così Beppe Severgnini, per indicare come la precarietà e la mancanza di prospettive degli under 30 siano tra i problemi più gravi del paese. La campagna elettorale ha largamente ignorato l’argomento, riducendo la politica a un gioco tra vecchi pronti a insultarsi fra loro alla prima occasione utile. I giovani sono i grandi esclusi. Molti miei amici dicono, sbagliando, di non voler nemmeno votare, ma tagliarci fuori è proprio quello che vogliono “loro”: i politicanti over 60 impegnati a contendersi i riflettori per fare ridicole promesse (a noi non ci hanno fatto nemmeno quelle). Dobbiamo tirare fuori la voce. A poche ore dal voto scrivo che non ne posso più di conoscere giovani, educati e laureati, che soffrono come cani per non vedere riconosciuto il valore delle proprie capacità e competenze professionali. E’ così e lo sappiamo tutti, anche se non fa più notizia. L’amico laureato in economia costretto a fare il cameriere a Ponte Milvio per cinque euro l’ora, l’amica quasi trentenne che va nei negozi “compro oro” perché la famiglia ha esaurito le risorse.  Poi ci sono i quasi trentenni ancora alle prese con stage e buoni pasto al posto dello stipendio vero e prorio o, peggio, costretti a lavorare in nero o gratis in attesa che prima o poi esca fuori qualcosa di meglio. Per non parlare delle giovani madri, quelle ragazze con un contratto che scade fra poco e che ovviamente non verrà rinnovato: la gravidanza per una donna è un dono, ma per un’azienda in Italia è un peso.

“I proclami giovanilistici del governo Monti si sono ridotti alla reintroduzione dell’apprendistato e a un’Agenda digitale di difficile applicazione -scrive Severgnini. Il Movimento 5 Stelle propone «un sussidio di disoccupazione garantito», ma non spiega con quali soldi finanziarlo. La destra non parla di giovani e non li candida, per far posto ai pretoriani del capo. Neppure la sinistra, che pure qualche volto nuovo lo presenta, propone misure radicali per i giovani connazionali. Il prestito d’onore, suggerito da Anna Finocchiaro, è un cerotto su una frattura”. Solito spettacolo, soliti discorsi.

La condizione più dolorosa è quella di chi vorrebbe costruirsi un futuro, ma non può. Senza un lavoro non puoi pensare al matrimonio o a fare un figlio, anche se l’istinto ti dice il contrario. Di conseguenza anche l’amore è a tempo determinato: a un certo punto la rabbia e la disoccupazione rovinano ogni cosa e logorano anche le aspettative dei rapporti migliori. Per molti, quindi, l’unica alternativa è pensare all’estero. Trasferirsi, però, significa lasciare gli affetti, la propria città, le proprie radici. Un Paese non può giocarsi un’intera generazione: come sarebbe l’Italia se, di colpo, tutti i giovani se ne andassero? “Un’assunzione, oggi, è un atto di raro eroismo, invece dovrebbe essere un investimento conveniente per tutti”. Con il voto alle porte in tal senso ci aspettavamo almeno qualche proposta, qualche misura politica concreta. Macchè. Nemmeno quello.

“Gli italiani con meno di trent’anni stanno diventando una generazione trasparente. Li attraversiamo con lo sguardo, anche quando diciamo di tenere a loro. Un atteggiamento pericoloso: la frustrazione potrebbe trasformarsi in rabbia e avere conseguenze drammatiche. Le avvisaglie ci sono. Gli spaccatutto non hanno trovato alleati. Per adesso. Ma ne cercano sempre, e le cose potrebbero cambiare”.

Anche la calma può diventare precaria.

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Written by Cronache Bastarde

22 febbraio 2013 a 11:19

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