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Elezioni 2013: che fine ha fatto la cultura?

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elezioni 2013IMU, GAY, MPS, CAV, M5S: l’essenza della campagna elettorale in vista delle prossime elezioni sembra un affare di sole tre lettere, pronunciate da politici (o improvvisati tali) maschi e pittoreschi, per lo più accecati dall’ambizione e affetti da manie di protagonismo che poco hanno a che fare con il bene del Paese.
Le promesse farneticanti di Berlusconi ancora una volta sembrano far breccia sugli elettori indecisi: la distanza nei sondaggi, infatti, a quanto pare continua a diminuire dopo la proposta shock relativa alla restituzione dell’Imu.
Clamorosa almeno quanto quella del 2010: “Votatemi e sconfiggerò il cancro”.

Il favorito per la vittoria finale sembra ancora Bersani, ma il forte recupero di Berlusconi non è un fattore da sottovalutare: nel 2006 il Cavaliere recuperò sei punti percentuali in soli quattro mesi, arrivando così al pareggio.

Sembra difficile, per molti elettori, maturare un’opinione politica netta e trovare il candidato ideale da votare. Oltretutto i giornalisti più seguiti sul piccolo schermo non aiutano, sconfinando regolarmente nei comizi e manifestando le proprie scelte elettorali. Qualcuno si è perfino candidato (ma che succederebbe se i politici decidessero di fare i giornalisti?)

Intanto Nichi Vendola si scaglia contro Mario Monti, disposto anche a farsi riprendere in tv con il cagnolino Trozzy; Casini dichiara guerra a Nichi Vendola; Giovanardi attacca senza pudore Ilaria Cucchi candidata nelle liste di Rivoluzione Civile; Ingroia sparge veleni a destra e a sinistra; il Pd si fa soffiare Piazza San Giovanni (simbolo di Roma e dei sindacati) da Beppe Grillo: un comico trasformato in leader, pronto a sfruttare una piazza storica per un comizio finale in nome dell’antipolitica.

Chi si candida a guidare l’Italia ha dimenticato l’importanza della cultura, ormai considerata quasi un orpello fuori moda. Nei programmi e nei comizi elettorali gli impegni per il rilancio della cultura come conoscenza e valorizzazione delle competenze sono quasi del tutto assenti. Per questo c’è da scommettere che in futuro sarà intesa più come un costo da tagliare, che come investimento.
Eppure senza cultura non esiste dibattito, non esiste partecipazione, non esiste rinascita.
Senza cultura non esiste pensiero critico.

Vignetta: Marilena Nardi, Anpi
sito dell’autrice: www.marilenanardi.it

 

Written by Cronache Bastarde

8 febbraio 2013 a 16:24

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