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Sentenza Aldrovandi: occorre introdurre il reato di tortura

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federico-aldrovandiI poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi, il 18enne a cui fu tolta la vita in un parco di Ferrara durante un’azione di controllo repressiva e violenta, andranno in carcere, condannati dalla Cassazione per omicidio colposo. Ma sconteranno solo sei mesi: la pena che rimane tolti i tre anni cancellati dall’indulto. Un quarto agente sarà giudicato a fine febbraio.”E’ un piccolo passo verso la giustizia”, ha detto Patrizia Moretti, la mammma di Federico, che ora pretende che i carnefici del figlio vengano radiati e abbandonino per sempre la divisa. “I giudici hanno fatto il massimo che potevano fare”, ha aggiunto in riferimento alla decisione del Tribunale di sorveglianza che per i tre colpevoli ha imposto il carcere, senza optare per misure alternative.

Ma le associazioni a difesa delle vittime di malapolizia tornano a farsi sentire, ricordando anche Stefano Cucchi e Giuseppe Uva e partendo dal presupposto che pochi mesi in cella non rendono giustizia a una vita spezzata. Sul web è un rincorrersi di commenti e tweet che chiamano in causa il Parlamento, accusato di non aver considerato in questi anni le decine di migliaia di persone che hanno aderito alle petizioni lanciate dai comitati di memoria, verità e giustizia. “La sentenza Aldovrandi dimostra, ancora una volta, che è doveroso intervenire al più presto per inserire nell’ordinamento italiano il reato di tortura. Dalla politica serve un programma contro la repressione e gli abusi compiuti dalle forze dell’ordine”. Da qualche settimana è partito un appello, per chiedere:

– l’introduzione del reato di tortura (come fattispecie giuridica imprescrittibile quando commessa da pubblici ufficiali)

la riconoscibilità degli operatori delle forze dell’ordine

l’istituzione di un organismo “terzo” che vigili sull’operato dei corpi di polizia

l’impegno alla esclusione dell’utilizzo di sostanze chimiche incapacitanti nei servizi di ordine pubblico e l’impegno circa una moratoria nell’utilizzo dei GAS CS

l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti avvenuti nel 2001, durante il vertice G8 di Genova e, precedentemente, al Global Forum di Napoli

la revisione del Codice Rocco e dei reati, come l’introduzione dei siti militarizzati di interesse nazionale, costruiti per criminalizzare il conflitto sociale e le lotte per la ripubblicizzazione dei beni comuni. Nel Paese ci sono quasi ventimila fascicoli su reati come resistenza e oltraggio oppure devastazione e saccheggio, applicabili con una insopportabile discrezionalità per infliggere pene sproporzionate agli attivisti politici

la revisione dei metodi di reclutamento e di addestramento per chi operi in ordine pubblico e la revisione delle funzioni di ordine pubblico per Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato; l’Italia è un’anomalia unica al mondo con cinque organi nazionali di Polizia con compiti di ordine pubblico

la revisione delle leggi proibizioniste che hanno riempito le carceri di povera gente aumentando a dismisura il Pil delle narcomafie e dei trafficanti di esseri umani.

Written by Cronache Bastarde

30 gennaio 2013 a 13:06

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