Cronache Bastarde

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Tira una brutta aria…

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Il 2013 è stato denominato “anno europeo dell’aria”. Nel nostro caso, però, “anno europeo dello smog” sarebbe stato più realistico e appropriato, viste le performance delle città italiane in termini di inquinamento atmosferico. A rivelarlo è un’indagine di Legambiente, chiamata (non a caso) Mal’aria: nel 2012 in tutti i principali centri urbani sono stati superati i livelli di polveri fini (PM10).
E il 2013 non promette niente di meglio.
“L’anno si è chiuso con una conferma sugli elevati livelli di inquinamento atmosferico che respiriamo nelle città italiane -rivela l’assoziazione- e lo smog è destinato a caratterizzare anche l’anno appena cominciato”.
A chiedere all’Italia misure risolutive per ridurre l’inquinamento atmosferico è stata a fine anno pure l’Europa, con una sentenza della Corte di giustizia nei confronti del nostro Paese. Come spiega la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni, cioè, il problema dell’inquinamento e delle città invase dal traffico non può più essere affrontato in maniera parziale e limitata.

Sono i processi industriali e di produzione di energia, insieme al traffico veicolare e ai riscaldamenti, le principali fonti di emissione di polveri fini, ossidi di azoto, dei precursori dell’ozono o di altri inquinanti. Per intervenire in modo significativo occorrerebbero, nell’immediato: politiche di efficienza energetica degli edifici; diffusione di fonti rinnovabili e pulite (sia per la produzione di energia che per il riscaldamento delle nostre abitazioni); una nuova mobilità incentrata sul trasporto pubblico locale e su quello ferroviario, dirottando così i 400 milioni di euro regalati ogni anno all’autotrasporto.

“Quello che serve, ancor prima dei singoli provvedimenti – continua Rossella Muroni – è una capacità politica di pensare e di immaginare un modo nuovo di usare il territorio, un altro tipo di mobilità a basso tasso di motorizzazione e con alti livelli di efficienza e soddisfazione, spazi pubblici più sicuri, più silenziosi, più salutari, più efficienti, dove si creino le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del quartiere, della comunità. Provvedimenti immediati permetterebbero un rapido miglioramento della situazione e predisporrebbero a nuovi e più strutturali interventi, come la progettazione di un piano di rete ciclabile portante, la ridefinizione degli spazi urbani, la diffusione all’interno delle aree urbane del meccanismo del road pricing e del park pricing, fino alla riduzione del parco auto circolante”.

Non è fantascienza. In molti paesi europei è la normalità.

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Written by Cronache Bastarde

22 gennaio 2013 a 18:30

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