Cronache Bastarde

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Impressionismo metropolitano: l’arte di John Clang

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Jhon Clang TimeJohn Clang è un fotografo/artista visivo nato a Singapore nel 1973. Vive e lavora a New York, ma le sue opere vengono esposte nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.
Clang ha una capacità senza limiti di plasmare idee innovative catturando momenti di vita quotidiana, isolati nell’attimo irripetibile delle Street compositions.
“La vita mondana e gli spazi comuni mi attraggono -spiega l’artista- ho sempre avvertito una certa affinità con i concetti strettamente legati alla mia quotidianità. Mi capita spesso di soffermarmi su temi urbani e paesaggi contemporanei, che si tratti della città o dei suoi abitanti. Incuriosito dai sottili cambiamenti nel mio ambiente, ho trovato un corrispondente spostamento nei sentimenti e nei pensieri. Le mie immagini, quindi, sono una riflessione poetica di me stesso, in risposta ai cambiamenti sfumati avvertiti in ciò che mi circonda”.

Nelle serie come Silhouette/Urban Intervention, Strangers, Time, Out of Context, Beijing/NYC, Remembering Strangers, My Twilight Window e Self-reflection, alle prese con problemi di straniamento all’interno dello spazio urbano, lo spostamento di vedute cattura la fragile impressione del nostro senso di identità, l’improvvisa percezione del nostro posto in questo mondo.

“Influenzano il mio lavoro anche scelte profondamente personali, in particolare i temi della memoria, dell’identità e del desiderio tipici di un figlio, come me, che vive all’estero da anni separato dalla famiglia e dalla casa. In serie come Erasure e Guilt, esploro rispettivamente le paure, il senso di colpa che si prova contemplando la morte di una persona cara, e l’ansia di deludere chi amiamo. Esplorazioni che possono lasciare il posto anche a sfumature più giocose e provocatorie, come avviene nella serie più leggera Beon Sleeps e Me and Friends”.
john-clang-time-
In definitiva -spiega l’artista- una buona fotografia è quella che ci porta faccia a faccia con la nostra stessa esistenza. Che trascina dentro le sfumature e le mette in piedi accanto a noi, nel raggio intimo della nostra vita. E la bellezza e la stranezza che ci circondano crollano in un colpo solo. Si uniscono. Una buona fotografia fa tutto questo.

www.johnclang.com

twitter@johnclang

Written by Cronache Bastarde

16 gennaio 2013 a 08:37

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