Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Niente magia di Natale

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Quello delle festività natalizie è un  periodo dell’anno particolare. Alcuni lo amano, altri non vedono l’ora che passi, insieme alla malinconia.
Data l’eccezionalità del momento, ora facciamo (appunto) un’eccezione.
Niente notizie, niente realtà. Usiamo la fantasia.

Immaginate questa scena. E’ la mattina di Natale e siete seduti con le persone a voi care intorno a un fuoco scoppiettante. State aprendo i regali, in giro per casa c’è un piacevole odore di caffè e di biscotti appena sfornati, mentre fuori iniziano a cadere i primi fiocchi di neve. A un certo punto bussano alla porta.

E’ qualcuno che strilla, sbiascicando un insulto sul vostro cognome letto vicino al campanello. Aprite di corsa sperando che i vicini non abbiano sentito. Ma il tipo ha bevuto un’intera bottiglia di Vodka per colazione e, appena vi vede, si scatena. Con un calcio alla porta entra in casa: “Siete solo dei pezzenti!”, strilla con tutto il fiato che ha in corpo. Per lo sforzo inciampa sull’albero di Natale, che cade in mezzo al salone lasciando tutti a bocca aperta. Poi l’intruso sviene sul pavimento. A quel punto qualcuno lo riconosce: è Charles Bukowski.

Ma vi potrebbe capitare di peggio.  Come ritrovarvi seduti, durante il cenone, accanto a uno spirito inquieto e tormentato, dedito a inseguire in ogni istante la propria ispirazione, il fondamento della sua vita agitata. Un artista. Il più tragico di tutti i tempi è stato probabilmente Vincent Van Gogh, che mentre fate il brindisi con il bicchiere alzato per augurare a tutti Buon Natale, preso dall’impeto del momento afferra un coltello e si taglia un orecchio. Poi ve lo passa insieme al sale, e il sangue va a mischiarsi al sugo dei vostri spaghetti col tonno.

Van Gogh è vissuto nella stessa epoca di un altro grande artista, Edgar Degas: il pennello impressionista e aristocratico che non ha mai perso occasione per esprimere il suo cinismo. Nel giorno di Natale, Degas si è seduto in un angolo, isolandosi a guardare con ossessione le rughe del vostro viso scolpite dalla luce, o le ombre insospettate nascoste nei vostri occhi. A mezzanotte si presenta con il suo regalo: un ritratto impietoso dei vostri pensieri più rarefatti. E poi vi  fa gli auguri passandovi un bicchiere, per riscaldarvi il cuore con un po’ d’assenzio.

E che dire di un Natale con Kazimir Malevich e il suo quadrato nero, o con i rettangoli di Mondrian guidati da un’intuizione molto più forte e vera dell’armonia complessa che accompagna certe nostre visioni?
Per non parlare della  Merda d’artista di Piero Manzoni…

Written by Cronache Bastarde

19 dicembre 2012 a 23:09

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