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Scuola pubblica: perché è un bene comune.

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losfogatoioRicevo e pubblico la riflessione di una mamma blogger, Jessica, autrice e creatrice di babytalk.it, un punto di incontro virtuale dove genitori e insegnanti condividono dubbi, letture, esperienze e consigli per comunicare, in modo consapevole ed empatico, con il mondo dei bambini.

“Quando, un anno fa, io e il mio compagno siamo andati a votare, per la prima volta abbiamo visitato la scuola elementare pubblica del quartiere dove ci eravamo appena trasferiti. Un edificio tipico, immerso nel verde della campagna, con grandi vetrate e un giardinetto…incolto. Muri scrostati e cemento grigio a vista. All’interno tanta luce, forse troppa: era impossibile non notare l’intonaco scrostato. Per i muri e il tetto non saprei dire. Nè garantire. La prima reazione, avendo una bimba di un anno, fu quella di guardarci intorno, valutando collocazione, struttura e costi delle scuole materne private più vicine. Una reazione che, forse, sempre più spesso hanno in molti, e che però mi terrorizza per un motivo semplice, che nulla ha a che fare con la scuola privata in sé: oggi basta che un istituto scolastico abbia il tetto solido per poter essere il più ambito, giustificandone la retta elevata.

Come genitore posso pensare di fare tutti i sacrifici del mondo per garantire a mia figlia la scuola migliore: luminosa, piacevole, grande, accogliente, allegra, solida, sicura, illuminata, bilingue, trilingue… Come genitore posso cercare di impegnarmi per farle fare un percorso accademico solido, se lei lo vorrà.
Come genitore, però, mi chiedo anche in che contesto vivrà mia figlia (mi viene in mente un racconto di Woody Allen: IL RIFIUTO, che molte mamme hanno commentato su babytalk).

La motivazione è importante: uno studio recente dice che i migliori risultati si registrano in quei Paesi dove il posto di insegnante è ambito, prestigioso e ben pagato. Stando a questi paramtri, il nostro Paese non compare nemmeno tra i primi 20 del mondo. Lo rivela una recente notizia trasmessa dalla bbc e lo confermano le statistiche.

La scuola pubblica è la scuola di tutti, perché in una società globale e interconnessa non possiamo illuderci che ci basti essere bravi, avere figli bravi. Non possiamo illuderci di non avere bisogno degli altri. La scuola e l’istruzione pubblica sono un bene comune di cui dovremmo vantarci, considerando che siamo anche uno dei pochi Paesi in cui l’istruzione pubblica è, spesso, migliore di quella privata. Proprio per questo tutti dovrebbero rendersi conto del suo valore. A partire dalle istituzioni, che dovrebbero metterci nella condizione di non dover sfuggire ad un tetto rotto e a classi, via via, sempre più numerose”.

Written by Cronache Bastarde

13 dicembre 2012 a 19:19

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