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Maltempo: i costi fra abusivismo edilizo e mancanza di prevenzione

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legambienteL’ Italia spende un milione di euro al giorno per riparare ai danni del maltempo.

“Per sanare le emergenze è stato erogato un miliardo di euro in 3 anni: per la prevenzione, invece, solo 2 miliardi di euro in 10 anni”.
Comincia così l’ultimo bilancio di Legambiente relativo ai costi del rischio idrogeologico in Italia. Un bilancio che mette in luce cifre molto elevate stanziate dallo Stato per far fronte alle calamità naturali, ma che coprono solo una parte degli ingenti danni censiti in conseguenza di frane e alluvioni. E la prevenzione tarda ad arrivare.

“A fronte di una spesa prevista di 44 miliardi, negli ultimi 10 anni solo 2 miliardi di euro sono stati erogati per attuare gli interventi previsti dai Piani di assetto idrogeologico (PAI) redatti dalle Autorità di bacino, per uno stanziamento totale di 4,5 miliardi di euro. Fondi che sono destinati a coprire solo i lavori più urgenti (4.800 su un totale di 15mila). Ma ancora oggi dei 2,1 miliardi messi in campo attraverso il cofinanziamento Ministero-Regioni, solo 178 milioni sono stati effettivamente erogati e solo il 3% degli interventi previsti è stato realizzato o è in corso di realizzazione.

Per pianificare e programmare le politiche territoriali considerare gli effetti dei cambiamenti climatici è ormai imprescindibile. “Soltanto dai dati registrati dai pluviometri in occasione dei principali eventi recenti, si nota come in poche ore sia piovuto più della metà di quanto avveniva mediamente in un anno”. Significa che i fenomeni metereologici intensi hanno perso la loro eccezionalità per diventare sempre più frequenti.

E’ proprio per questo che un’efficace politica di prevenzione e difesa del suolo sarebbe, ora più che mai, necessaria. Come rivela Legambiente, la manutenzione del territorio assume sempre più un ruolo cruciale, insieme ai sistemi di allerta e previsione delle piene e a piani di protezione civile aggiornati, testati e conosciuti dalla popolazione.

Ma la questione del dissesto idrogeologico chiama in causa altri fattori, oltre al maltempo.
Abusivismo edilizio, estrazione illegale di inerti, disboscamento indiscriminato, cementificazione selvaggia, abbandono delle aree montane, agricoltura intensiva: sono tutti elementi che stanno contribuendo in maniera determinante a sconvolgere l’equilibrio del territorio.
“In Italia il rischio frane e alluvioni interessa praticamente tutto il Paese (due Comuni su 3)”.
I pesanti allagamenti che si verificano in alcuni territori hanno cause che vanno ricercate, soprattutto, nella pesante urbanizzazione e nella speculazione edilizia.
“Troppo spesso le opere di messa in sicurezza si trasformano in alibi per continuare a costruire nelle aree di esondazione. Circa due Comuni su tre, infatti, hanno nel proprio territorio abitazioni in aree di golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana. In un terzo dei casi si tratta addirittura di interi quartieri“.

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Written by Cronache Bastarde

10 dicembre 2012 a 09:29

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