Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

La vittoria di Bersani sul Financial Times: la politica italiana è viva

leave a comment »

toòLa vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del Pd dimostra che in Italia la politica non è morta.
Secondo il Financial Times essa rappresenta, infatti, una controtendenza rispetto al declino dei tradizionali sistemi di rappresentanza presenti nel resto d’Europa.

Secondo l’articolo di Tony Barber, Bersani avrebbe vinto grazie al fedele supporto del sindacato dei lavoratori, con il quale ha sbaragliato il giovane sfidante Matteo Renzi, “il sindaco di Firenze di 37 anni che si è fatto da solo”.

“Alle elezioni parlamentari fissate a marzo, Bersani con buone probabilità potrebbe diventare il primo ministro di un governo di sinistra di coalizione”.
Tuttavia, in Italia come nel Mediterraneo, il futuro dei partiti tradizionali rimane complesso.

“Lo sviluppo più interessante nella politica italiana è il disfacimento delle forze di centrodestra, che hanno dominato la scena politica nazionale dal 1994. Il Popolo della Libertà dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi, prima noto come Forza Italia, ora è in caduta libera”.
Secondo il quotidiano britannico, il voto degli elettori di centrodestra si starebbe trasferendo all’idiosincratico Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.
Il motivo? La gente accusa i partiti di aver portato il Paese sull’orlo del disastro finanziario.

Ma il giornale, a questo punto, cita il partito dell’Uomo Qualunque, quello che dopo la seconda guerra mondiale guadagnò oltre un milione di voti nelle elezioni del 1946 e del 1948.
“Il qualunquismo svanì rapidamente così come era comparso, fagocitato dai democristiani a destra e dai comunisti a sinistra”.
Quello che occorre capire, in sostanza, è se il movimento di Beppe Grillo sopravviverà alla rinascita del centrodestra, a cui assisterà l’Italia non appena Berlusconi sarà fuori dalla scena politica.

L’esempio più evidente del crollo dei partiti tradizionali ci viene offerto dalla Grecia.
Per anni il potere è stato per lo più nelle mani di due partiti: Nuova Democrazia e il socialista Pasok.
Ma dopo che la Grecia è caduta nell’abisso la rabbia degli elettori ha determinato il crollo dell’ordine costituito.
Significa che i partiti tradizionali perdono supporto nel momento in cui non possono più fare promesse in cambio di voti.
Anche in Spagna e in Portogallo si assiste a un’impressionante mancanza di fiducia verso i sistemi partitici tradizionali, per via dell’assenza di presupposti finalizzati a un vero rinnovamento.
In Portogallo i giovani votano persino meno rispetto ai genitori che hanno vissuto sulla propria pelle la dittatura. Sono sfiduciati dalla crisi, nonostante siano nati in una società democratica.

E’ alla luce di tutto questo che il grande afflusso alle primarie del Pd non consente di parlare anche in Italia di “cirsi dei parititi”.
Per la gente la politica non è morta.
Il punto è: lo avranno capito i nostri futuri leader?

Written by Cronache Bastarde

5 dicembre 2012 a 12:24

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: