Cronache Bastarde

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Se l’Africa si mobilita per salvare la Norvegia dal freddo

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Se qualcuno dice “Africa”, voi a cosa pensate? Fame, povertà, criminalità, AIDS. Non c’è da stupirsi. E’ quello di cui si sente parlare nelle campagne di raccolta fondi supportate dai mezzi di comunicazione. Le foto che siamo abituati a vedere ritraggono sempre poveri bambini di colore, con slogan che spingono ad agire contro la fame e la povertà. Ma mentre queste immagini possono coinvolgere le persone a breve termine, molte altre persone semplicemente passano oltre, perché credono che laggiù nulla possa migliorare.

L’Africa non deve essere concepita solo come una rinuncia.

Adottando questo punto di vista è nata “Radi-Aid, Africa for Norway”, una campagna di sensibilizzazione che si apre con un video-parodia da non perdere sul web: gli africani che si mobilitano per inviare dei vecchi termosifoni in Norvegia, dove i bambini muoino di freddo in condizioni climatiche atroci per via degli inverni rigorosi. Lanciata da alcuni studenti norvegesi del Fondo Accademico di Aiuto Internazionale (SAIH), questa campagna di sensibilizzazione  rappresenta una vera e propria presa in giro del metodo di raccolta fondi basato sui soliti cliché miserabilisti e stigmatizzanti. La Norvegia è un Paese freddissimo, ma la maggior parte degli abitanti non sarebbe felice se il proprio Paese fosse conosciuto solo per questo. Lo stesso vale per gli stereotipi sui Paesi africani.

“La verità è che ci sono molti sviluppi positivi in Africa, e vogliamo che questo si sappia. Se vogliamo risolvere i problemi che il mondo si trova ad affrontare dobbiamo basarci sulla conoscenza e il rispetto”, si legge sul sito di Radi-Aid, Africa for Norway.

In che modo cambiare le cose?

Cominciando proprio dalle Raccolte fondi, che non devono più essere basate su inultili e sfruttatissimi stereotipi.
“La maggior parte di noi è stanca di vedere solo immagini tristi di ciò che sta accadendo nel mondo, invece dei reali cambiamenti. Vogliamo un’informazione migliore, nelle scuole, in TV e sui media.
Vogliamo vedere più sfumature. Vogliamo conoscere le evoluzioni positive dell’​Africa e dei paesi in via di sviluppo, non solo le crisi, la povertà e l’AIDS. I media dovrebbero diventare più etici nelle loro relazioni.
L’aiuto è solo un dettaglio di un quadro più grande. Dobbiamo puntare alla cooperazione e agli investimenti, e modificare altre strutture che frenano lo sviluppo dei paesi più poveri. Gli aiuti non sono l’unica risposta”.

Written by Cronache Bastarde

23 novembre 2012 a 14:52

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