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Finanziamenti pubblici ai giornali religiosi: le cifre

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Almeno venti milioni di euro all’anno di fondi statali finiscono alla stampa cattolica, tra agevolazioni di vario tipo (almeno quattro milioni) e finanziamenti diretti, quelli previsti dalla legge sull’editoria. E’ la stima dell’Uaar nell’ambito dell”inchiesta I Costi della Chiesa. Si tratta, in effetti, di una spesa ingente, soprattutto in un momento di crisi e tagli. “L’esercito formato da testate e riviste di chiara impronta cattolica e da innumerevoli fogli diocesani potrebbe reggersi bene lo stesso attingendo alle ricche ed esentasse casse ecclesiastiche, o contando sul sostegno dei propri fedeli lettori, -afferma l’associazione. Senza contare i cospicui sussidi pubblici già sottratti dalle tasse degli italiani e girati alla Chiesa, come quelli dell’ otto per mille”.

L’Uaar ha esaminato i contributi che il governo elargisce, grazie alla legge sull’editoria, ai periodici di ogni connotazione religiosa, prendendo i rendiconti pubblicati dall’esecutivo per l’anno 2010, l’ultimo disponibile. Ed ecco cosa è emerso:

la rivista Vita e Salute riceve 25mila euro, mentre i valdesi per Riforma – L’Eco delle Valli Valdesi ricevono 45mila euro. I buddisti della Soka Gakkai hanno due riviste finanziate: Il Nuovo Rinascimento (per 80mila euro) e Buddismo e Società (per 26mila euro).

Tuttavia, “Sono le riviste cattoliche a incidere maggiormente -sottolinea l’associazione. Sono circa la metà di quelle che ottengono fondi (120 su circa 250) per un contributo complessivo che supera i 15 milioni di euro. Il totale dei fondi erogati per l’editoria ammonta, per il 2010, a quasi 131 milioni di euro: a fare la parte del leone sono soprattutto giornali di partito o di corrente”.

Tra queste il quotidiano della Conferenza episcopale, Avvenire, riceve più di 5 milioni di euro

“Siamo consapevoli che la stampa abbia molti costi ingenti -concludel’associazione- spesso insostenibili per le realtà più di nicchia e che non hanno le spalle coperte da grandi potentati economici. E come la varietà di opinioni anche su carta sia una ricchezza, uno stimolo alla riflessione e all’analisi critica, indispensabili per il maturo sviluppo di una democrazia. Proprio per questo non è sostenibile che il governo operi tagli indiscriminati su tutti i giornali. Sarebbe auspicabile, casomai, che vada a risparmiare sulle riviste che possono reggersi sulle proprie gambe nonché su altri finanziamenti statali, come sembrano essere quelle di ispirazione religiosa, e in particolare quelle cattoliche”.

Per visualizzare la lista completa: http://www.uaar.it/news/2012/11/21/finanziamenti-pubblici-giornali-religiosi-2010/

Written by Cronache Bastarde

22 novembre 2012 a 13:39

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