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Legalizzazione: la svolta Usa e il vuoto italiano

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L’America è alle prese con un cambiamento epocale, non soltanto per la rielezione di Obama. La disastrosa “war on drugs” lanciata da Nixon negli anni ’70 inizia finalmente a lasciare il posto a una politica più “responsabile”. Colorado e Washington, infatti, hanno legalizzato completamente la marijuana: in questi due Stati d’ora in poi sara’ possibile acquistare e fumare spinelli in tutta tranquillità, esattamente come avviene ad Amsterdam. Pure in Massachusetts è stato approvato da poco l’uso della marijuana, anche se solo a scopo terapeutico. Salgono così a 19 gli Stati che ammettono l’uso della marijuana medica: è l’inizio della fine dell’era proibizionista, nonostante i parecchi vuoti normativi ancora da riempire.

In questi anni i risultati della “war on drugs” sono apparsi con regolarità sulle cronache internazionali, che hanno registrato un aumento vertiginoso di morte e malavita, per non parlare del sovraffollamento delle carceri e dei milioni di consumatori considerati delinquenti o passibili di sanzioni amministrative. Sempre la famigerata “war on drugs” di Nixon ha consegnato interi Paesi nelle mani della criminalità organizzata (Afghanistan, Nigeria, Messico, Colombia, Perù…) fornendo nutrimento anche alla malavita italiana e russa.

“Ora il confermato presidente Obama, che piu’ volte si e’ dichiarato contrario alla legalizzazione pur dimostrando disponibilita’ al confronto, dovra’ fare i conti con tutti questi Stati della propria federazione che la pensano in modo diverso. Insomma, qualcosa e’ cambiato -e non poco- proprio li’ dove ha origine la politica proibizionista che vede quasi tutti gli Stati del mondo allineati e rispettosi”.
A commentare le ultime novità in tema di “legalizzazione” è l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), che da tempo si batte affinchè un confronto sul tema venga affrontato seriamente anche in Italia.
“Non potremo far finta di nulla. Lo specchio dell’Italia -in questi giorni- sono i programmi elettorali dei candidati alle primarie del centro-sinistra”. Tuttavia, a parte le timide eccezioni di Matteo Renzi e Laura Puppato, Pierluigi Bersani e Bruno Tabacci ignorano l’esistenza del problema.

“Ci sono alcune Regioni che hanno aperto all’uso terapeutico della cannabis, ed altre che ne stanno parlando, ma lì dove ci sono le leggi (Toscana e Veneto), per ora e’ solo teoria.
Come sempre -e meno male- gli input ci arrivano da oltre confine, soprattutto dagli Usa. Forse questa è la buona occasione non tanto per cominciare a cambiare le nostre leggi proibizioniste (che e’ il nostro obiettivo), ma quanto meno cominciare a discutere anche nelle istituzioni dei loro disastri e della loro efficacia”.

Written by Cronache Bastarde

8 novembre 2012 a 21:23

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