Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Scuola e disabilità: senza sostegno non c’è integrazione

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Come riferisce l’associazione Tutti a scuola.org, l’anno scolastico 2012-2013 è iniziato con 215.000 bambini disabili e 65.000 insegnanti di sostegno in meno, per un totale di circa 120.000 bambini scoperti.
I problemi dello scorso anno, cioè, si sono riproposti in maniera identica alla riapertura delle scuole, per giunta in modo più marcato a causa dell’ulteriore ridimensionamento delle risorse erogate per il sostegno e dell’aumento del numero di alunni per classe.
Le conseguenze, come prevedibile, si fanno sentire: in molte scuole gli alunni disabili vengono ritirati dalle lezioni o faticano enormemente ad integrarsi.

La Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) racconta in queste ore la storia di Matteo (nome di fantasia): un quindicenne affetto da autismo che è stato sospeso da scuola perchè l’istituto professionale che frequenta non ha l’insegnante di sostegno (e l’assistente “ad personam” è presente solo per poche ore). L’istituto in questione era stato scelto dalla famiglia proprio per avere la certezza che il ragazzo venisse adeguatamente seguito.

La vicenda (insieme a una lettera di diffida alla scuola) è riportata sul sito della federazione.

Al momento dell’iscrizione i genitori del ragazzo erano stati rassicurati sul fatto che ci sarebbero sempre stati in classe due insegnanti e un educatore part-time. Ma, a quanto pare, così non è stato.
Dopo soli tre giorni di scuola i genitori di Matteo ricevono la lettera con cui l’istituto scolastico sospende il ragazzo, che per poter stare in classe ha bisogno sia di un insegnante di sostegno (che deve essere fornito dall’istituto) sia di un assistente all’autonomia e alla comunicazione (il cosiddetto “assistente ad personam”, che deve essere fornito dall’ente locale). Figure che, in questa e in tante altre scuole, non ci sono.

Il direttore del Centro, in una lettera inviata ai genitori, sostiene  che l’insufficiente numero di insegnanti (a causa delle poche risorse assegnate dalla Regione) e le poche di ore di sostegno “ad personam” fornite dal Comune, sarebbero alla base dell’impossibilità di gestire il ragazzo.

La mancanza di risorse, tuttavia, non giustifica la decisione della scuola.

Secondo l’avvocato Gaetano De Luca, del servizio legale di Ledha, si tratta di situazioni molto diffuse nel settore della formazione professionale, “dove si ritiene, erroneamente, che non sia applicabile la normativa sull’inclusione scolastica e che quindi i ragazzi non abbiano diritto a figure di supporto -spiega. In realtà la normativa antidiscriminatoria impone alle istituzioni di formazione professionale di fornire tutti i supporti necessari a consentire il diritto allo studio“.

Sulla base di questi principi, il servizio legale di Ledha ha inviato all’istituto scolastico una diffida per bloccare la sospensione di Matteo. Nel frattempo il Comune si è impegnato a fornire alcune ore in più di assistenza al ragazzo, che per questo primo mese potrà frequentare solo sei ore a settimana. Questa storia dimostra quanto sia importante informarsi e conoscere dettagliatamente tutti gli iter da seguire in situazioni come questa, per tutelare i propri diritti.

La storia di Matteo impone una domanda alle Istituzioni: perchè all’aumento degli alunni disabili si assiste ad una riduzione del numero di insegnanti di sostegno?

Written by Cronache Bastarde

10 ottobre 2012 a 12:16

2 Risposte

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  1. Che vergogna!

    tramedipensieri

    10 ottobre 2012 at 21:28

  2. Se
    Che vergogna
    Non posso credere che questo giorno passa oggi

    Logan Stavely

    27 agosto 2013 at 13:35


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