Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Fotoracconto: vita nei CIE tra degrado, rivolte e strani pestaggi

leave a comment »

Nei mesi di Maggio e Settembre 2012, un team di Medici per i Diritti Umani (MEDU) è riuscito a visitare  il Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria a Roma e quello di Lamezia Terme, in località Pian del Duca. Gli operatori di Medu hanno potuto visitare a fondo le strutture in questione e realizzare esclusive immagini fotografiche riproposte in questo fotoracconto.

Il CIE di Lamezia Terme già nel 2010 era stato definito dai Medici Senza Frontiere come uno dei peggiori d’Italia, poichè privo dei minimi requisiti di vivibilità. Un giudizio che appare ancora oggi giustificato: la struttura è del tutto inadeguata a garantire la dignità umana dei migranti rinchiusi. Al suo interno sono state riscontrate pratiche di umiliazione dei detenuti, assolutamente sconcertanti come la gabbia per la rasatura della barba che compare nella foto qui a destra.

All’interno di questo CIE non è prevista alcuna attività ricreativa se si esclude la possibilità di giocare a pallone in un cortile recintato di circa 200 metri quadrati: unico luogo di socializzazione dell’intera struttura. I trattenuti sono obbligati in uno stato di ozio forzato durante tutta la giornata, per periodi di internamento che possono durare anche molti mesi. All’interno del centro, inoltre, non opera alcuna associazione esterna di tutela o assistenza, motivo per cui il disagio psicologico degli immigrati è visibilmente profondo. Come si legge nel rapporto: “Appare evidente che una struttura del genere, con una capienza a regime di 50-60 persone, risulta al di sotto dei minimi requisiti di vivibilità”.

L’edificio è costruito su due piani, dove ogni finestra è rigorosamente dotata di sbarre. In ogni piano vi sono due bagni con lavabi, docce e servizi igienici. Tuttavia, nel bagno visitato dagli operatori di MEDU c’era una sola doccia funzionante. Le stanze del centro, circa venti, contengono da quattro a otto letti, che hanno tutti una struttura di metallo fissata al pavimento. Molti impianti di riscaldamento sono danneggiati o non funzionanti.

In un simile contesto destano particolare preoccupazione le condizioni dei detenuti che necessitano di assistenza sanitaria: “nel CIE il fondamentale rapporto di fiducia tra medico e paziente si trasforma in una relazione carceriere-detenuto. Da una parte i pazienti lamentano la persistente disattenzione dei sanitari nei confronti delle loro patologie, dall’altra i sanitari temono costantemente che i detenuti simulino o esagerino i sintomi di una malattia con lo scopo finale della fuga”. C’è un paziente con una protesi alla gamba che da mesi chiede invano la possibilità di effettuare la fisioterapia o un controllo ortopedico. Non avendo aiuto esterno, “si è auto organizzato con una fisioterapia fai da te, svolgendo esercizi quotidiani con una bottiglia piena d’acqua legata al piede”.

Non sono molto differenti le condizioni del CIE di Ponte Galeria a Roma, il più grande centro per la detenzione amministrativa in Italia. Nel corso degli anni la struttura è stata spesso teatro di proteste, scioperi della fame, fughe di massa e rivolte da parte dei trattenuti che hanno denunciato a più riprese un’assistenza inadeguata e condizioni di vita inumane. Il centro presenta l’aspetto di una struttura penitenziaria: il perimetro è delimitato ovunque da alte mura ed è posto sotto la vigilanza costante delle forze di pubblica sicurezza. Ogni area è suddivisa in settori che comprendono due camerate (dormitori da otto posti letto per gli uomini e da sei per le donne) dotate ciascuna di servizi igienici. “Al momento della visita, le camerate e i bagni si presentavano in uno stato di notevole degrado: gli impianti di riscaldamento di alcune camerate non erano funzionanti e, secondo la testimonianza di vari trattenuti, tale problema si protraeva dall’inizio dell’inverno. La maggior parte dei bagni ispezionati si presentava in un cattivo stato di manutenzione, sprovvisti di porte e senza la possibilità di un’adeguata privacy”. La divisione tra i vari spazi è assicurata solo da grandi plastiche nere simili a quelle delle buste per la raccolta dei rifiuti.

Il team di MEDU ha avuto modo di raccogliere anche le testimonianze di alcuni immigrati, come quella di M., giovane rom bosniaca: “Le condizioni qui nel centro sono brutte perché la dignità di una donna non esiste. Nel bagno non c’è una porta. Un pettine non esiste e dobbiamo pettinarci con le forchette. Uno può avere sbagliato, avere i documenti o no, ma non è giusto stare in queste condizioni, trattati come bestie, vivendo nella sporcizia perché qui non c’è igiene. Durante il giorno non sappiamo cosa fare, non c’è niente da fare”.

Il 25 Luglio 2011, infine, saltano fuori alcune foto che mostrano una giovane tunisina trattenuta nel CIE di Ponte Galeria con evidenti segni di percosse sulla schiena e sul braccio sinistro. Secondo quanto riferito dalla ragazza, le lesioni sarebbero la conseguenza dei colpi da manganello ricevuti da agenti della forza pubblica intervenuti a sedare un diverbio tra lei e un’altra trattenuta.

I dati nazionali 2011 sui CIE, forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, confermano ancora una volta che queste strutture, oltre ad essere del tutto inadeguate a garantire la dignità e i diritti fondamentali dei migranti trattenuti, si dimostrano, nei fatti, pressoché irrilevanti e scarsamente efficaci nel contrasto dell’immigrazione irregolare.
Dei CIE si può e si deve fare a meno.

Foto: Album di Medici per i Diritti Umani

Ulteriori approfondimenti sul sito: mediciperidirittiumani.org

Written by Cronache Bastarde

30 settembre 2012 a 16:00

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: