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Con 80 miliardi di euro di fatturato annuo, l’industria del gioco d’azzardo è attualmente una delle più importanti del paese: slot machine, videopoker, lotterie, gratta e vinci e molti altri tipi di giochi continuano a invadere il mercato a ritmi sorprendenti. Il risultato è la frenetica crescita dei giocatori, che oggi coinvolge ogni gruppo sociale: dai pensionati alle casalinghe, dai lavoratori (precari e non) ai giovanissimi.
L’Italia, rivelano le ricerche, è il primo paese al mondo per spesa pro-capite dedicata al gioco e il 2.2% della popolazione adulta è, addirittura, a rischio o vittima di una vera e propria patologia.

A tal proposito è interessante soffermarsi sulle strategie di comunicazione con cui il gioco d’azzardo viene promosso nel nostro paese, sul carattere illusorio di molti messaggi pubblicitari e sul rischio che corrono soprattutto le fasce più deboli. Importanti informazioni arrivano dalla recentissima campagna “Mettiamoci in gioco“, promossa da un gran numero di associazioni con l’obiettivo di limitare la crescita forsennata del gioco d’azzardo, aumentare le tutele per la collettività e favorire gli interventi a favore dei giocatori patologici.

I dati (sorprendenti) raccolti fino ad ora dalla campagna sono stati presentati ieri a Roma, nel corso di un seminario organizzato insieme alla facolta di Scienze politiche de La Sapienza. Dal 2009 al 2011 il fatturato è aumentato del 47%.
“La spesa per il gioco d’azzardo in Italia negli ultimi undici anni è più che quintuplicata, passando dai 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000 ai 79,9 miliardi del 2011. E per il 2012 la tendenza non cambia”.
Un mercato che va a gonfie vele, nonostante la crisi.

Si tratta di “una proliferazione voluta da specifiche scelte governative” ha affermato Iori, presidente di Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo) e dell’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII  “a cui è seguita una crescita dei messaggi pubblicitari”.
(Come specifica l’agenzia di stampa Redattore sociale, solamente nel 2011 si sono spesi oltre 106 milioni di euro per pubblicizzare i giochi).

Tuttavia, mentre aumentano gli investimenti, non sempre la pubblicità si rivela del tutto corretta.
“Osservando i messaggi promozionali dei giochi d’azzardo notiamo un filo conduttore: tutti sono tesi a far credere ai giocatori che la vincita sia a portata di mano, che sia facile vincere”, ha spiegato Iori. Ma la realtà è diversa. “Le probabilità di vincere i grandi premi sono una su parecchi milioni a seconda dei giochi. Tuttavia le persone sono ugualmente attratte dal canto delle sirene, che rischia di farli naufragare”.

Per comprendere appieno i numeri delle basse probabilità di vincita, ecco qualche esempio.
Con il Miliardario, il gratta e vinci da 5 euro, le probabilità di vincere il primo premio sono una su sei milioni, cioè lo 0,000016%. “Per comprendere cosa significa, basta disporre i biglietti del Miliardario per terra, uno affianco all’altro. Per trovarne uno che vinca il premio massimo occorre coprire una distanza che va da Milano a Potenza, per oltre 900 chilometri. In tutto questo spazio, di biglietto vincente il primo premio ce n’è solo uno”.

Dietro i biglietti “sfortunati”, inoltre, possono celarsi dei veri e propri trabocchetti. Da una ricerca condotta dall’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII è emerso come “nel 40% dei casi i biglietti perdenti avevano un solo numero di differenza dal biglietto che avrebbe permesso al giocatore di vincere il premio massimo da mezzo milione di euro. Anche questo per la mente del giocatore diventa un rinforzo a riprovare e perseverare nel gioco”.

Visti i tempi, è meglio risparmiare.

Written by Cronache Bastarde

28 giugno 2012 a 19:36

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