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L’amore di Yoko Ono, artista nell’era di Occupy

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La cosa più famosa che qualcuno abbia mai detto di Yoko Ono è stata, inevitabilmente, pronunciata da John Lennon, che la definì “l’artista sconosciuta più famosa del mondo: tutti conoscono il suo nome, ma nessuno sa quello che fa in realtà”.

Tuttavia, come artista, musicista, regista e attivista per la pace vicina agli 80, qualcosa nel frattempo potrebbe essere cambiata: dopo decenni in cui è stata demonizzata come la strega che ha distrutto i Beatles, Yoko Ono sta finalmente emergendo dall’ombra della sua complicata storia personale.

La sua reputazione è iniziata a risalire nel 2001, a seguito di una mostra innovativa tenutasi a New York, per poi essere consacrata definitivamente nel 2009, con il Leone d’oro alla carriera vinto alla Biennale di Venezia. Oggi, le nuove generazioni di artisti visionari la considerano un’ insostituibile musa ispiratrice.

A confermarlo, un articolo del Guardian, che annuncia come questa estate l’artista sarà al centro di una retrospettiva alla Serpentine Gallery di Londra. Come scrive il giornale, Yoko Ono solo da poco ha cominciato a essere pienamente apprezzata. A renderla così sfuggente è una creatività di ampio respiro: “è musicista e poeta, attivista per la pace e artista di performance, creatrice di oggetti e artista concettuale. Ed è sposata con John Lennon”.

L’originalità di Yoko Ono non può essere sottovalutata, anche se è spesso non riconosciuta: è stata la prima artista a coinvolgere pienamente lo spettatore, rendendo le opere interattive e sperimentali. E’ da Yoko Ono, infatti, che hanno preso vita le mosse più radicali dell’arte negli anni ’60.

L’unione con Lennon, naturalmente, rappresenta il momento cruciale della sua vita.

“Un dubbio più volte espresso su di lei -scrive il Guardian– è che il mantra pace e amore diffuso attraverso la sua arte e il suo attivismo possa apparire come una reliquia di un tempo perduto, una dichiarazione bloccata nell’era del 1960″.

Lo scrittore e critico Michael Bracewell -come riporta l’articolo- si domanda: “Perché abbiamo un problema con il peace and love di Yoko Ono e siamo invece felici di cantare All You Need Is Love dei Beatles? Ono ha affrontato l’odio e la violenza. Ha conosciuto la guerra in Giappone in prima persona, suo marito è stato ucciso e la sua vita è stata chiaramente inacidita dall’odio riservatogli da alcuni fan dei Beatles, da cui è stata considerata a lungo come la donna giapponese dalla risatina imperscrutabile colpevole di aver privato la musica di un tesoro universale”.

Per il musicista Antony Hegarty è proprio questa resistenza di fronte al disastro a renderla un modello artistico e umano. “Lei mi ha mostrato con il suo potere come rimanere attaccati ai propri valori, anche di fronte alla paura, -dice al giornale. Ha subito brutali tempeste di dolore e non si è mai arresa”.
Munroe è d’accordo: il messaggio “pace e amore” è autentico.
“Lei crede veramente nell’amore come l’energia di trasformazione del mondo.
Questa è la sua fede”.

Foto: imaginepeace.com

Written by Cronache Bastarde

10 giugno 2012 a 12:35

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