Cronache Bastarde

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25 Aprile, Resistenza e Libertà

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La Resistenza italiana come movimento di opposizione al nazifascismo sorse pienamente quando cadde il Regime del Duce, il 25 luglio 1943. Da quel momento l’Italia cominciò una nuova guerra combattuta dal popolo per liberare il Paese occupato dai tedeschi e dai fascisti. Ma prima della Resistenza armata, durante il ventennio l’antifascismo rimase attivo grazie a una rete di azioni  condivise attraverso la stampa clandestina di giornali e volantini politici: un’attività che divenne ancora più preziosa dopo l’omicidio Matteotti e il discorso di Mussolini del ’25.  In quell’occasione, infatti, il Duce mise al bando ufficialmente tutti partiti politici all’infuori del Partito Nazional Fascista e, limitando fortemente le libertà individuali e collettive, stabilì nel Paese il regime dittatoriale.

La stampa clandestina, che si avvalse anche dei contributi intellettuali più illustri, fu l’elemento che permise ai partigiani di restare in contatto. In tal senso fu decisivo il contributo delle donne: le “staffette partigiane”  che, per via delle loro mansioni domestiche, potevano circolare più liberamente degli uomini. Dobbiamo ricordare come le stampe avvenissero nelle circostanze più avverse e in un clima estremamente proibitivo: i militanti stampavano nascosti in casolari o scantinati con la paura costante di essere scoperti. Chi veniva sorpreso o finiva in carcere  o veniva torturato dai nazisti, che in questo modo speravano di estorcere informazioni. Quasi sempre seguiva la fucilazione.

Ma nonostante tutto la tiratura era ampia, poiché ad ogni costo bisognava mantenere alto il morale dei resistenti. Tutti agivano avendo nel cuore il riscatto del Paese, dove risiede il significato profondo della guerra partigiana del popolo italiano in nome della Libertà. E’ bene ricordare sempre che è grazie ai partigiani se abbiamo una Costituzione fra le più avanzate del mondo.

“L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) fa appello a tutte le italiane e a tutti gli italiani affinché il 25 Aprile scendano nelle piazze a festeggiare la Liberazione, a ritrovarsi uniti e appassionati attorno alle radici autentiche della nostra democrazia e del futuro: Antifascismo, Resistenza, Costituzione. Raccontarle a chi non sa o ancora non vuol sapere, ai distratti, agli indifferenti, a chi non smette di strumentalizzare questo giorno facendone mero strumento di cieca e violenta propaganda.”

“Ricordiamo i partigiani, forti di cuore e di coraggio, forti di amor di Patria e di sogno: democrazia e socialità, col concorso responsabile di ognuno, ogni giorno. Ricordiamo la loro aspirazione più profonda alla pace, al dialogo, all’uguaglianza, alla giustizia. Prendiamoci cura della memoria di queste donne e uomini della libertà, teniamone in vita virtù e tensione morale, difendiamoli dal revisionismo, dalla strumentalizzazione e dall’indifferenza”.

Foto: artenaonline

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