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Sacramenti negati ai figli disabili: lettera al Papa

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Al Santo Padre BENEDETTO XVI

Sono la mamma di una persona con gravissima disabilità di 39 anni, mia figlia ha la Sindrome di Rett, devastante patologia genetica che le ha impedito di apprezzare e gioire delle bellezze della vita. Il cammino vissuto con mia figlia mi ha aperto a un mondo sconosciuto, difficile, doloroso, ma mi ha anche offerto l’opportunità di conoscere e capire una dimensione della vita terrena sconosciuta ai più e vissuta spesso da chi viene travolto da questo tzunami in solitudine.

Ho creato un’associazione che porta il nome di mia figlia, Claudia Bottigelli, il cui scopo, oltre a lasciare un segno del suo passaggio su questa terra visto che lei da sola non sarà mai in grado di farlo, è anche quello di cercare di sostenere nel nostro piccolo le famiglie che, come noi, hanno la ventura di condividere la vita con un figlio disabile. Sono molte le famiglie che sono riuscite a superare momenti difficili grazie al nostro impegno.

Molti dei nostri figli oltre alle disabilità fisiche e sensoriali hanno anche disabilità intellettive che limitano di molto le loro funzioni cognitive, ma non per questo i nostri bambini perdono d’importanza dinanzi al Signore o la purezza e l’innocenza che tanto ha amato Gesù.

Ultimamente ci stanno arrivando da tutta Italia segnalazioni da parte di genitori che si vedono rifiutare la partecipazione dei propri figli ai Sacramenti della Comunione e Cresima: rifiuti motivati da Parroci secondo cui questi bambini non riescono, per la gravità delle loro condizioni, a comprendere appieno l’importanza del Sacramento voluto per loro dai genitori.

Ma quando i bambini vengono Battezzati comprendono l’importanza del Sacramento oppure viene accolta la volontà dei genitori che con la loro Fede si impegnano davanti a Dio a crescere i loro figli secondo le leggi del Signore? Per i bambini con disabilità esiste una discrezionalità particolare?

Come mamma e come Presidente di associazione mi sorgono spontanee alcune domande a cui chiedo a Lei, Santo Padre, di dare risposta esaudiente.

Non sono i più fragili i prediletti del Signore? Non dovrebbero essere loro i privilegiati di fronte ai suoi occhi ? La carità cristiana che accoglie tutti i peccatori, anche quelli che hanno compiuto atti criminali, si chiude di fronte a un bambino cui la sorte ha destinato una vita limitata? Che delitto hanno mai commesso questi bambini per trovare ostacoli pure nella Casa del Signore? Già ne trovano tanti nello Stato italiano.

Certamente molti dei nostri figli con disabilità non comprendono e non sarebbero in grado di chiedere i Sacramenti come Comunione e Cresima di Confermazione, ma sono i genitori che nel loro intimo desiderano che i loro figli vengano considerati come tutti gli altri bambini almeno nella Casa del Signore: è la Fede di questi genitori che fa di questi bambini persone incluse e partecipanti alla vita della Società.
Non dovrebbero essere sufficienti questi motivi per accogliere questi nostri figli nella vita della Chiesa come i più desiderati e i più apprezzati?

Gesù accoglie e difende la vita dei bambini.
Gesù riprende i discepoli quando questi allontanano i bambini e dice: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di essi è il Regno dei Cieli.”
Gesù si mette al lato dei piccoli, degli esclusi e ne assume la difesa. Impressiona quando si mette insieme tutto ciò che la Bibbia dice su gli atteggiamenti di Gesù in difesa della vita dei bambini, dei piccoli.
Gesù abbraccia i piccoli e si identifica con loro. Chi accoglie un piccolo, accoglie Gesù (Mc 9, 37).
“E ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,40).

CHIEDO A LEI SANTO PADRE DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE QUESTO MIO SCRITTO E SOLLECITARE I PARROCI E VESCOVI DELLE DIOCESI ITALIANE AD ACCOGLIERE TUTTE LE RICHIESTE DEI GENITORI CHE DESIDERANO CHE I PROPRI FIGLI CON DISABILITA’ SI AVVICININO AI SACRAMENTI SENZA TROVARE MOTIVAZIONI E GIUSTIFICAZIONI INFONDATE CHE, OLTRE A OFFENDERE LA SENSIBILITA’ DEI GENITORI, OFFENDONO LA DIGNITA’ DEI BAMBINI E ANCHE TANTO IL SIGNORE, CHE E’ COMPRENSIONE, AMORE , ACCOGLIENZA E BONTA’ INFINITA.

(Marina Cometto)

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