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Il Ministro della Cultura svedese e la torta razzista

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Una feroce polemica si sta abbattendo sul Ministro della Cultura svedese Lena Adelsohn Liljeroth, in una situazione scomoda a causa di alcune foto che la ritraggono mentre si diverte a tagliare una torta durante un party del 15 Aprile, in occasione del World Art Day. La torta in questione rappresenta, infatti, una donna nuda di colore che viene letteralmente fatta a pezzi dagli invitati. “Una macabra scena con razzismo sottinteso” scrive il quotidiano svedese Fria Tider, che sottolinea come la condotta del Ministro contrasti con la sua linea politica ufficiale, dichiaratamente anti-razzista. Ma come riporta un articolo apparso ieri anche sull’Huffington Post, a tutti gli effetti sembra di assistere alla (scioccante) messa in scena della mutilazione di una donna africana stereotipata. E la torta “grida” di dolore ogni volta che qualcuno ne taglia un pezzo (video).

La “testa” del dolce, infatti, appartiene a una persona vera, ma attenzione: si tratta di un uomo (!) ovvero Makode Aj Linde. Per commentare quella che dovrebbe essere una performance artistica, Linde ha pubblicato una foto di se stesso in versione “torta umana” sulla sua pagina facebook, postando vicino un commento: “Questo è dopo aver ricevuto la mia mutilazione da parte del Ministro della Cultura Lena Adelsohn Liljeroth. Prima di tagliare ha sussurrato nel mio orecchio: la tua vita sarà migliore dopo questo”.

In tanti hanno condannato l’installazione come razzista, anche se a quanto pare alcuni quotidiani locali hanno scritto che essa ha proprio lo scopo di mettere in evidenza la questione della circoncisione femminile.

Tuttavia, “La partecipazione al party del Ministro, che ride, beve e mangia la torta, è un insulto verso le persone che soffrono a causa di comportamenti razzisti e verso le donne affette da circoncisione,” ha detto in un comunicato Kitimbwa Sabuni, portavoce dell’ Associazione Nazionale Afro-Svedese.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 140 milioni di bambine e donne nel mondo vivono con le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili, che non provocano benefici per la salute e che vengono generalmente effettuate quando le ragazze sono tra l’infanzia e l’adolescenza. Come spiega Amnesty International: “La mutilazione genitale femminile è la rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni. Nella sua forma più grave, una donna o una ragazza ha tutti i suoi genitali rimossi e poi cuciti insieme, lasciando una piccola apertura per il rapporto e le mestruazioni. E ‘praticata in 28 paesi africani con il pretesto della tradizione culturale o dell’igiene”.

Difficile non pensare che la torta sia di cattivo gusto.

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