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Disabili: le proteste continuano (e attendono risposte)

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Circa 2 mesi fa moltissimi cittadini disabili hanno rispedito al mittente la propria tessera elettorale in segno di protesta, per evidenziare, cioè, le numerose lacune della politica nei confronti della disabilità. Dopo un’attesa più o meno lunga è arrivata la risposta da parte della Prefettura di riferimento, che ha fatto riconsegnare le tessere ai rispettivi proprietari. Ma insieme ai certificati elettorali sono arrivate anche poche righe di circostanza che ancora fanno discutere: “”con l’invito a voler riconsiderare l’importante valore civico dell’esercizio del diritto di voto, mediante il quale si possono esprimere anche le opinioni più critiche”.

Marina Cometto, promotrice della protesta, non ci sta.
Replica immediatamente restituendo, di nuovo, la propria tessera elettorale rivolgendosi direttamente alla Presidenza della Repubblica.

Egregio Presidente Napolitano,
Ieri mattina ho ricevuto dalla Prefettura di Torino la tessera elettorale che Le avevo spedito, con poche righe d’accompagnamento. Parole che sono e rimangono espressioni di circostanza: noi cittadini disabili non abbiamo diritti, solo doveri, tra cui disturbare il meno possibile. Credo che qualcuno preferirebbe eliminarci dalla società, se fosse possibile.

Lo dimostrano i fatti: i tagli alla fornitura di alimenti preziosi come l’acqua gelificata e alimenti per la disfagia già effettuati in alcune ASL italiane, gli ausili che a causa degli alti costi non vengono autorizzati, i tagli ai trasporti pubblici locali e nazionali, (anche ai servizi per le scuole) l’assistenza domiciliare affossata o i servizi sanitari e assistenziali carenti.

Mi ero illusa che argomentazioni importanti (quali erano quelle che Le avevo sottoposto nella precedente lettera) potessero risvegliare il Suo interesse istituzionale: non è stato così e probabilmente chi si occupa della Sua segreteria ha ritenuto opportuno non disturbarla con le parole critiche, ma sincere, di una modesta cittadina italiana.

Ci sono stati ricevimenti e accoglienza, nel recente passato, per dittatori e politici corrotti: ricevimenti e accoglienza pagati anche con il denaro delle tasse che io, da cittadina, ho pagato e pago come tutti gli italiani onesti. Tuttavia, i disabili non si ritengono neppure degni della trasmissione diretta al Presidente delle proprie comunicazioni, che riguardano la giusta protesta verso l’indifferenza delle istituzioni.

Non mi sembra molto democratico questo comportamento, credo che anche nel rispetto della Sua figura istituzionale Lei debba essere informato del mio malcontento verso la politica vessatoria perpetrata ai danni di bambini, adulti e anziani con disabilità. Vorrei ricordare la Sua figura come Presidente che ascolta, non come il Presidente che ignora delegando alla segreteria l’incombenza di fornire una risposta (certamente non all’altezza di quanto ci si aspetterebbe dal Presidente della Repubblica).

Per tutti questi motivi riinvio nuovamente la mia tessera elettorale, con l’invito a recapitarla nelle mani del Presidente Napolitano. Credo sia un mio diritto richiedere attenzione e un dovere rispondere adeguatamente, non con parole di circostanza, trattandosi della fascia più fragile della popolazione.
Fino a quando questa politica non ascolterà la voce del popolo che le permette di vivere tra agi e benefici vari, io non eserciterò il mio diritto di voto in segno di protesta, non volendomi sentire complice di norme e leggi ingiuste e vessatorie.
Ogni volta restituirò il mio DIRITTO DI VOTO!

Le proteste, dunque, continuano. E in certi casi iniziano a dare i frutti sperati.

Pochi giorni fa dalla Giunta di Bolzano è arrivata la proposta (che verrà trattata a breve in Consiglio) inerente due modifiche alla legge quadro provinciale sull’IMU: “due proposte di emendamento a favore degli anziani ospitati nelle case di riposo e delle famiglie con figli affetti da disabilità grave”. Per le famiglie con figli gravemente disabili, “la nostra idea è che non si debba tener conto del limite dei 26 anni per avere diritto alle detrazioni per figli a carico”.

L’augurio, adesso, è che anche gli altri Comuni seguano l’esempio.

Written by Cronache Bastarde

13 aprile 2012 a 12:51

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