Cronache Bastarde

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Roma. Piazza Cavour da un altro punto di vista

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Sono 8 anni che aspetto. Un’attesa trepidante e sincera perché è qui che vivo ogni giorno. E’ per questa città che il mio cuore palpita e sussulta, ancora. Ho sentito dire che tra pochi giorni l’impresa mastodontica del condottiero di Bari sarà terminata: quanti sospiri per un parcheggio di tre piani sotto terra, costruito per 707 posti auto.

Nessuno, però, ha chiesto la mia opinione, preoccupandosi di capire quale fosse il mio pensiero in merito ai lavori.
Giovanni Barbera, Presidente del Consiglio del XVII Municipio, mi ha riferito queste parole: “gli unici che avranno fatto un affare d’oro saranno le società costruttrici che hanno ottenuto senza bando pubblico – perché non previsto per tali opere – la concessione dell’area”.
Io sono confuso.
Il Campidoglio ha sempre respinto ogni tipo di critica. Ricordo bene le audaci parole di Alessandro Vannini, consigliere Pdl capitolino: “si tratta di un’opera importantissima per la città, sia in termini di strategia della mobilità che di riqualificazione dell’arredo urbano, che cambierà il volto del quartiere, collegando Prati con il Centro Storico e farà dimenticare le brutte immagini di quella piazza rimasta per anni inaccessibile, covo di degrado ambientale e sociale”.
Tuttavia, dal mio privilegiato punto di vista vedo alcune importanti questioni che restano in sospeso.
Come la pista ciclabile: da quassù si vede bene quanto sia pericolosa. Concorda con me la presidente del municipio Antonella De Giusti: “pochi giorni fa un gruppo di ciclisti ha rischiato la vita, perché ciclabile e svolta dell’autobus su via Cicerone sono incompatibili. Quando l’autobus gira se si accorge dei ciclisti che percorrono la ciclabile deve andare sulla corsia opposta; se non se ne accorge li uccide”.
Il più soddisfatto è il prode sindaco, Giovanni Alemanno.
Mi tornano alla mente le sue dichiarazioni in occasione dell’ inaugurazione per l’apertura parziale della piazza: “dopo 8 anni dal voto sotto la precedente giunta di centrosinistra, finalmente piazza Cavour torna ai cittadini: un risultato splendido di cui siamo orgogliosi”.
Tuttavia credo che abbia dimenticato l’antico nome del mio Rione: “Prata Neronis”. Rispetto al progetto originale di fine Ottocento di Nicodemo Severi mancano molte alberature. E quelle che ci sono attualmente nella mia amata piazza sono in evidente stato di sofferenza.
Queste palme che ho intorno mi fanno così pena. Sono costretto a vederle ogni giorno, domandandomi instancabilmente: perché nessuno le cura? Vedo i giardinieri tagliare l’erba nelle aiuole, ma le palme?
E poi, signori assessori, davvero non vi siete resi conto che il palazzo, proprio di fronte a me, è completamente nero a causa dello smog? Qui si grida Giustizia. Il Palazzaccio avvolto dallo sporco in una piazza messa a soqquadro in nome della riqualificazione è, a mio avviso, una spiacevole contraddizione.
Vogliate perdonarmi se ho deciso di parlare. Ma l’ho fatto per amore di Roma e di questa Piazza piena di tesori. Il mio ultimo pensiero è per me stesso. Qualcuno, gentilmente, potrebbe venire ogni tanto a ripulirmi la testa?

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