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L’URLO DELLA SCUOLA: un grido collettivo per difendere l’istruzione

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L’Italia offesa è pronta a gridare, questa volta per difendere l’istruzione e per attirare l’attenzione di tutti sul mondo della scuola, dell’università e della cultura. Il 23 e il 24 Marzo, infatti, saranno due giorni di mobilitazione nazionale in cui migliaia di cittadini urleranno alla Politica e all’Economia che la scuola pubblica non va dimenticata.

L’urlo di migliaia di scuole si alzi forte e appassionato in tutto il Paese, affinché penetri nelle coscienze sopite della Politica e dell’Economia.
Affinché possano di nuovo vedere ciò che da tempo non vedono più e comprendere ciò che da tempo non comprendono più.
Tutti devono sapere che la scuola pubblica sta morendo.
Non lo possiamo permettere.
Perché nella scuola pubblica è la radice della democrazia, dell’uguaglianza, della giustizia sociale e perché la scuola pubblica è un Bene Comune, come l’acqua, l’ambiente e la salute.
ASCOLTATECI! Perbacco!” Si legge nell’appello diffuso online dai promotori.

La giornata è organizzata, cioè, per richiamare l’attenzione “sullo stato di estremo abbandono, disattenzione e impoverimento in cui versa l’istruzione pubblica: la scuola dell’obbligo costretta a finanziarsi attraverso le famiglie in una sorta di privatizzazione strisciante incostituzionale, il personale insegnante e amministrativo ridotto all’osso, un’offerta formativa e un tempo scuola ogni anno più modesti. Le università arrugginite e incrostate da baronie inamovibili, numeri chiusi e quiz, selezione casuale e senza merito di una cultura aziendalista che tende ad uccidere nella culla la libertà di ricercare e sperimentare”.

Per questo la manifestazione è rivolta a tutti, con l’auspicio -sottolineano i promotori- che venga evitata la strumentalizzazione sindacale o partitica. “Ogni scuola, università, centro di ricerca e luogo della conoscenza è chiamato a mobilitarsi, ognuno con la propria autonomia, ognuno con la propria creatività: dall’occupazione al girotondo, dalla festa al flash-mob, dall’assemblea d’istituto al capannello, dall’urlo collettivo al seminario di studi, dall’interruzione delle lezioni alla semplice esibizione della primula” che, oltre ad essere il simbolo della manifestazione, rappresenta in generale l’auspicio di una nuova primavera.

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