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Occupy Wall Street: “Non siamo finiti”!

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Gli indignati di Occupy Wall Street sono di nuovo scesi in strada. Dopo la breve pausa invernale tornano giusto in tempo per celebrare i sei mesi dalla nascita del movimento, che continua a fare il giro del mondo nonostante numerose difficoltà. Come riporta il sito ufficiale, circa 100 persone sono state arrestate la scorsa notte a Manhattan, presso Zuccotti Park (il vecchio quartier generale simbolo della protesta) per aver cercato di dar vita nella notte ad un sit-in pacifico, dopo una lunga giornata di presidi che aveva coinvolto circa 600 manifestanti. Tra loro c’era anche il regista Michael Moore, che ha appoggiato il movimento fin dall’inizio. Non appena qualcuno ha provato a piantare una tenda sono intervenuti gli agenti e non sono mancati momenti di gran confusione: la polizia ha impedito agli attivisti di riprendersi l’area e tutt’ora l’intera zona risulterebbe presidiata dalle forze dell’ordine.

Ma le tensioni con i poliziotti e gli arresti si verificano anche in tante altre città che condividono la protesta.
“Occupare i beni comuni per dar voce al nostro dissenso è un diritto politico vitale. Non abbiamo bisogno di un permesso per stare nello spazio pubblico. Ci appelliamo a tutti coloro che sono per l’uguaglianza, la giustizia e la liberazione – e contro le banche, le società, le élite ricche, e i politici corrotti che hanno rubato la nostra democrazia e rovinato la nostra economia – e gli chiediamo di unirsi a noi, adesso. Anche se i nostri piani sono flessibili e in continua evoluzione, lo scopo principale di questo movimento è di porsi contro l’avidità di Wall Street. La primavera sta arrivando. Il tempo di essere coinvolti è ora!”, dicono i manifestanti.

I coordinatori del movimento assicurano il proseguimento e l’estensione delle proteste, promettendo che saranno ancora più forti e determinate di prima.
La “campagna di primavera”, infatti, è pronta a cominciare. Quella che porterà le proteste anche a Chicago il 20 e 21 maggio in occasione del vertice della Nato, dove si sono dati appuntamento gli indignati di tutte le città d’America. Il movimento parla di almeno 50.000 manifestanti e, stando agli ultimi lanci di agenzia, minaccerebbe di ripetere la rivolta che nel 1968 travolse la città con l’occupazione di strade, università e prestigiosi uffici finanziari. Maggio sarà un mese carico di manifestazioni, come quella del ‘May Day’: una giornata di sciopero generale in cui probabilmente verranno coinvolti anche sindacati e studenti.

“La nostra resistenza è globale. Finché c’è ingiustizia, fino a quando il paese è diviso tra ricchi e poveri e finché l’1% continua ad esercitare il controllo sulle nostre vite, non andremo via. Continueremo a utilizzare lo spazio pubblico per ricostruire una vera democrazia, creare reti per sostenerci l’un l’altro, fornire servizi a coloro che soffrono la crisi economica, insistendo per l’interruzione immediata delle disuguaglianze in tutto il mondo. Noi difenderemo coloro che devono affrontare pignoramenti sleali e la perdita di importanti servizi sociali, e continueremo a rivolgerci ai banchieri di Wall Street e ai dirigenti aziendali che si stanno approfittando di queste politiche atroci! Non si può scacciare un’idea il cui tempo è giunto”.

Nel frattempo continua a crescere anche il numero di artisti che sostengono il movimento aderendo a piattaforme e gruppi virtuali chiamati, ad esempio, “Occupy writers”, “Occupy musicians”, “Occupy filmmakers”, “Occupy comics”, nati dall’iniziativa di scrittori, musicisti, illustratori, fumettisti, registi o produttori cinematografici a sostegno della protesta.

Occupy Wall Street

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