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Mamme H: nuova lettera alle Istituzioni

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Marina Cometto, Presidente dell’Associazione Claudia Bottigelli (a difesa  dei diritti umani  e  aiuto  alle  famiglie  con  figli disabili gravissimi) e fondatrice del gruppo Mamme H di cui abbiamo parlato precedentemente, ha scritto una nuova lettera alle Istituzioni. In questo caso il destinatario è il Segretario Nazionale della Lega Nord, nonchè Presidente della Regione Piemonte: Roberto Cota.

Come associazione a tutela e sostegno delle famiglie con figli disabili gravissimi ci poniamo alcune domande a cui speriamo Lei possa e voglia dare risposte (quelle che purtroppo non abbiamo mai avuto a precedenti lettere).

1) Il progetto “Insieme a papà”, promosso dall’Assessorato alle Pari opportunità della Regione Piemonte e realizzato con il Dipartimento per la Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con l’Inps, prevede un contributo aggiuntivo di 400 euro mensili ai papà che scelgono il congedo parentale entro il primo anno di vita del figlio/a.
Questo progetto (rinnovato fino a Marzo 2013) sarebbe senz’altro positivo se fosse stato proposto in un momento in cui le finanze regionali fossero in attivo, ma è discutibile in un momento di crisi economica come quello in cui ci troviamo. Forse anche discriminante visto che include solo i dipendenti privati.

2) Il contributo di 250 euro mensili per 18 mesi per l’acquisto di pannolini o prodotti per l’infanzia per i nuovi nati. Per accedere a questo contributo le famiglie dovranno avere un indicatore ISEE non superiore ai 38mila euro: altro progetto positivo se il momento economico lo fosse altrettanto. Il limite di reddito, po,i è senza alcun dubbio troppo elevato: un reddito ISEE di 38.000 euro equivale, per una famiglia di 4 persone, a circa 80.000euro (e quindi, credo, perfettamente in grado di pagare i pannolini). Gli aiuti dovrebbero essere riconosciuti al ceto medio –basso.

3) La Commissione Bilancio della Regione sembra abbia dato parere positivo alla consegna di assegni di 250 euro mensili per 12-18 mesi alle donne che rinunceranno all’aborto. Tale contributo previsto, come è stato detto, per evitare che la situazione economica influisca su tale scelta, secondo noi non risolve proprio nulla. Chi ha problemi economici seri non li risolverà certo con questo assegno, invece molte donne (senza scrupoli) potrebbero dichiarare di voler abortire per poter usufruire di risolse economiche inaspettate.
L’argomento aborto dovrebbe essere affrontato alla radice, iniziando dalla contraccezione, con corsi di educazione sessuale fin dalle scuole secondarie di I° GRADO per permettere agli adolescenti di essere consapevoli dei propri comportamenti e non limitandosi a un contributo economico iniquo e discutibile. Quando invece si tratta di donna adulta sono altri i sostegni che potrebbero essere messi in atto: servizi, come nidi e scuole dell’infanzia a costi minimi, e possibilità di agevolazioni lavorative a lungo termine.

A quali capitoli di spesa sono stati attribuiti questi contributi?

Tutti questi progetti fanno pensare a una Regione con disponibilità economiche floride, ma non è così. In molti casi, infatti, sono stati limitati  o eliminati i sostegni alla riabilitazione domiciliare di anziani o bambini anche con gravissima disabilità. I problemi riguardano le forniture di materiale indispensabile come canule per tracheostomia, i guanti per l’operatore o caregiver che aiuta i soggetti con problematiche respiratorie, l’abbassamentodel prezzo di pannolini e pannoloni per adulti che diminuisce di molto la qualità del prodotto .
E poi ci sono le liste d’attesa anche di alcuni mesi per visite specialistiche, che obbligano le persone a rivolgersi al privato. Ci sono problemi anche per la partecipazione del Servizio sanitario al 50% dei contributi per la domiciliarità dato che gli ausili, specie quelli tecnologicamente avanzati, spesso non vengono autorizzati.
Sono questi i fondi a cui dare risorse, sono queste le priorità.
Eppure non se ne parla. Gli anziani e le persone disabili hanno il diritto (se lo desiderano) di poter rimanere nella loro casa con tutto il necessario per la loro assistenza sociale e sanitaria. Tutto il resto (prima parte della lettera) è demagogia.

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