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Legalizzare le droghe: il vertice di Cartagena e la prima grande svolta

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Il fallimento della “war on drugs” iniziata quaranta anni fa da Richard Nixon e’ causato dal proibizionismo e un crescente numero di voci continua a reclamare un cambiamento di politica in merito. Le “pressioni” sono aumentate al punto da aver condizionato l’Amministrazione Obama, che quest’anno per la prima volta parteciperà al Cumbre de las Americas a Cartagena (il Vertice delle Americhe) dove sarà affrontato il delicato tema della legalizzazione. A farlo presente è un articolo pubblicato pochi giorni fa sul quotidiano colombiano El Tiempo (riportato in Italia da Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori).
Gli Usa si sono dichiarati disposti a discutere la questione, pur sottolineando che la propria politica antidroga continuerà ad opporsi alla legalizzazione. Ma la loro partecipazione al vertice rappresenta già di per sé una svolta.
Lo scorso 9 marzo il presidente colombiano Juan Manuel Santos, in un’ intervista con l’emittente “La W”, ha elogiato infatti la decisione di Washington, dicendo: “ci sono Paesi che si stanno consumando per via della droga, grazie al crimine organizzato, grazie al narcotraffico. In questo e’ coinvolta la Colombia ed io personalmente ho posto il problema al centro dell’attenzione, perché se c’è un Paese che ha sofferto il flagello del narcotraffico ed ha versato più sangue di qualunque altro, quello e’ il nostro”.

Il cambio di atteggiamento degli Usa, che ha sorpreso anche gli studiosi del settore, pare abbia diverse origini. Tra queste spicca appunto la pressione di alcuni Paesi latinoamericani che sostengono che il proibizionismo non sia la strada giusta.
“Credo che ci sia un piccolo cambio di Washington, che comincia a rendersi conto che i latinoamericani stanno formando un blocco e che e’ molto difficile opporsi a tutto”, dice Alejandro Gaviria, decano di Economia alla Universidad de los Andes e autore di vari testi sul tema.
Anche l’ex-cancelliere Julio Londono Paredes, sostiene che “l’attuale strategia sulle droghe e’ fallita”.
Del resto basterebbero i numeri per dimostrarlo: nelle carceri Usa ben 500.000 persone sono detenute per reati correlati alle droghe, dieci volte di più rispetto a quando ebbe inizio la strategia proibizionista. E ogni detenuto costa 450.000 dollari all’anno ai contribuenti.

Ma perché la questione giunga a livello di definizioni formali bisognerà portarla all’Onu, che ancora mostra numerose riserve condivise da alcuni Paesi dell’Unione Europea.
Tuttavia, la cancelliera colombiana Maria Angela Holguin si augura da anni che l’argomento venga valutato dal Consiglio di Sicurezza: “sarebbe molto importante che il tema delle droghe, che e’ molto complesso, fosse affrontato in una discussione globale, come problema di salute e come un problema per i Paesi che sono usati come transito per le sostanze”.

Ci vorrà ancora molto tempo per giungere a una conclusione, ma il dibattito e’ partito. I 34 rappresentanti convocati a Cartagena affronteranno un tema che, fino a poco tempo fa, non era nemmeno nelle loro agende: la legalizzazione delle droghe, la necessita’ di rivedere la politica mondiale di lotta contro il narcotraffico e la criminalità organizzata.

Written by Cronache Bastarde

12 marzo 2012 a 17:20

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