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Montecitorio, la macelleria della disabilità: i diritti “fatti a pezzi” dei disabili

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L’associazione “Tutti a scuola” ONLUS ieri mattina ha portato davanti al Parlamento una protesta durissima: un bancone da macellaio per rappresentare l’assistenza fatta a pezzi. I genitori dei ragazzi disabili hanno deciso di utilizzare la metafora puntando “sui prezzi”: 15 euro al chilo per la trippa di autistico, 19 per le coscette di paralitico e 18 per il fegato di un genitore di disabile. E denunciano: “Nessuna equità” dai provvedimenti del nuovo Governo tecnico. Il bancone da macelleria rappresenta, cioè, le condizioni in cui vivono i disabili in Italia.

“Monti ha parlato di equità, ma a 100 giorni dall’insediamento del governo il rischio è che quel principio resti un proposito. Per i disabili ormai questa è una prospettiva concreta, spiega Toni Nocchetti alla guida della protesta . Noi non ci fidiamo più di nessuno ormai. Non hanno toccato i poteri forti e invece stanno sparendo magicamente le invalidità al 100%. Per quanto riguarda la scuola, poi, si è visto che i diritti si ottengono solo ricorrendo alla magistratura. E per quanto riguarda le politiche di sostegno si parla solo di tagli. Oggi è tutto sulle spalle delle famiglie”.
Famiglie che chiedono di non tagliare le indennità di accompagnamento, delle diagnosi di gravità, il finanziamento dei livelli di assistenza e il fondo per non autosufficienti, insieme al reintegro del fondo per le politiche sociali.

Lo recita chiaramente il Manifesto dell’Associazione:
Rigore, equità e sviluppo sono stati i principi enunciati dal professore Monti al momento dell’insediamento del suo governo. Non comprendere che la condizione degli oltre 2 milioni e mezzo di disabili italiani si è fatta negli ultimi anni drammatica sarebbe gravissimo. All’orizzonte si profila concretamente la possibilità che le indennità di accompagnamento e le agevolazioni fiscali vengano eliminate. La sopravvivenza dei disabili viene prevalentemente assicurata dalle famiglie che si trovano in condizioni economiche sempre più precarie mentre i Comuni richiedono rette insostenibili per la compartecipazione alle spese. Contemporaneamente una cinica operazione di chirurgia sociale sta costringendo i genitori dei disabili a ricorrere alla giustizia civile perché vedono “magicamente” ridurre il grado di invalidità dei loro figli. Il tutto si svolge in un Paese che ha azzerato il fondo per i non autosufficienti ed ha ridotto ad un terzo il fondo delle politiche sociali riducendo, di fatto, la maggior parte degli interventi a favore dei disabili.
Il governo Monti deve rispondere con chiarezza ai più deboli indicando quante e quali risorse intende impegnare per restituire dignità ai disabili e ai loro familiari
.

Una Risposta

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  1. i governi Italiani compreso l’attuale governo Monti meritano tutti un cappio al collo per aver da sempre negato ai disabili quelli veri di poter economicamente vivere una vita dignitosa prevista oltretutto dalla nostra Costituzione. io sono un disabile con notevolissima capacità motoria (Poliomielitico) nonchè cardiopatico, diabetico e tutto ciò che ne consegue. vivo con un assegno econmico di € 260.00 mensile. ELEMOSINA

    Alfio Russo

    13 maggio 2012 at 06:33


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