Cronache Bastarde

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Primo Marzo 2012: sciopero degli “stranieri”

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Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? E’ da queste premesse che nel 2009 è nato il Primo Marzo, un progetto di partecipazione dal basso, formato da una rete di comitati territoriali impegnati nella lotta al razzismo e nella difesa dei diritti umani. Dotato in partenza di un’anima orgogliosamente meticcia, l’iniziativa (giunta oggi al terzo anno) ha riunito italiani, migranti e seconde generazioni accomunati dal rifiuto della cultura dell’esclusione.

Nel 2010 il movimento organizzò una memorabile giornata di sciopero indirizzata a far comprendere quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società e come sia importante che italiani vecchi e nuovi si impegnino insieme per difendere i diritti fondamentali della persona.

“I comitati nel tempo hanno continuato a operare sul territorio, attraverso vari incontri per approfondire le tematiche e gli obiettivi culturali e sociali da raggiungere. Dalla legge Bossi-Fini, al pacchetto sicurezza, ai CIE: il razzismo istituzionalizzato, le politiche di esclusione, lo sfruttamento del lavoro, le violazioni dei diritti sono tasselli di un’unica strategia repressiva che, a partire dai più deboli e inermi, aspira a colpire tutti e a imporre la precarietà come orizzonte di vita”, si legge nel manifesto programmatico del movimento.

Oggi in Italia gli effetti della crisi si sentono sempre di più e colpiscono soprattutto i migranti: in migliaia rischiano di perdere il permesso di soggiorno, in migliaia vengono indicati come criminali e condannati al lavoro nero gestito dai caporali. E’ soprattutto in questo quadro che la Bossi-Fini si rivela oggettivamente come una legge inadeguata: la questione della cittadinanza rimane insoluta e si evoca ancora un inesistente “stato di emergenza” per aggirare il rispetto del diritto di asilo,

Questo Primo Marzo 2012 vede soprattutto la città di Bologna impegnata nella sensibilizzazione delle tematiche connesse all’immigrazione. Circa 300 ragazzi delle scuole bolognesi sono partiti da piazza dell’Unità per arrivare nel cuore del centro storico sfilando con striscioni pacifici, musiche e danze. Una “generazione in movimento” in un corteo meticcio che ha unito migranti e italiani nella rivendicazione della cittadinanza per tutti, contro ogni tipo di razzismo. Soprattutto istituzionale.

Foto e fonte: http://primomarzo2010.blogspot.com/

Written by Cronache Bastarde

1 marzo 2012 a 15:52

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