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Rosarno: “boicottare le aziende che sfruttano gli immigrati”

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“Bisogna boicottare tutte le multinazionali che sfruttano le situazioni di emarginazione”. E’ l’ultimo appello espresso pochi giorni fa da don Pino De Masi (il responsabile dell’associazione Libera nella Piana di Gioia Tauro) relativo allo sfruttamento dei lavoratori immigrati nella raccolta delle arance che poi vengono utilizzate dalla multinazionale Coca Cola per produrre la fanta. “Non mi meraviglio – ha aggiunto – che una multinazionale come la Coca Cola utilizzi le arance raccolte da lavoratori sfruttati per produrre i suoi prodotti. Queste grandi aziende pensano che tutto sia in perfetta regola, ma in realta’ dovrebbero sapere quanto accade nei nostri territori e le situazioni in cui lavorano queste persone”.

Due anni fa a Rosarno, proprio per le condizioni di precarieta’ in cui vivono gli immigrati impiegati nella raccolta degli agrumi, ci fu una rivolta dei lavoratori stranieri e la successiva reazione degli abitanti, con decine di feriti. Dopo quei fatti ci fu una bonifica delle aree in cui erano accampati gli immigrati.  “Ora siamo agli sgoccioli – ha concluso don Pino – perche’ la campagna agrumicola volge al termine. Ma nei mesi scorsi ci siamo trovati nuovamente a dover fronteggiare una situazione di emergenza sia per quanto riguarda l’accoglienza che le condizioni in cui lavorano i braccianti stranieri. Dal prossimo anno servono delle soluzioni strutturali che consentano l’integrazione di queste persone”.

A Rosarno è in corso da tempo una vera emergenza sociale, frutto della mancanza di una pianificazione adeguata per i lavoratori stagionali e della totale assenza di una politica dell’integrazione. Centinaia di immigrati africani vivono senza nulla, senza servizi, luce, acqua, alimenti o riscaldamento, sotto minaccia continua dei caporali che li rendono di fatto “invisibili”, vulnerabili e soli. “Vivono in condizioni disumane e lo Stato non puo’, rifugiandosi dietro al fatto che la gran parte di questi immigrati sono clandestini, permettersi il lusso di non fare nulla. Non si possono far vivere le persone come animali e pensare che non si ribellino. Si deve intervenire con una politica diversa di accoglienza, facendo in modo che il ‘mercato’ di queste persone non venga gestito dalla ‘ndrangheta”.

La popolazione della Piana in diverse occasione si è mobilitata in solidarietà dei braccianti stranieri, ma è una situazione che necessita di giustizia, prima ancora che di carità.
Intanto la Coca cola starebbe correndo ai ripari. A quanto pare, infatti, il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, dopo le notizie diffuse in queste ultime ore è stata contattata telefonicamente dal proprietario di una azienda di Rosarno che si occupa della trasformazione della arance, che le ha comunicato come la Coca Cola abbia disdetto il contratto per tutelare la sua immagine.

Written by Cronache Bastarde

28 febbraio 2012 a 11:47

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