Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Il valore perduto delle parole

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Sono migliaia i siti internet oscurati in Italia. Di questi, solo una parte è sequestrata per pedo-pornografia e gioco d’azzardo: la restante viene chiusa per motivi “di varia natura”. Nel calderone ci finiscono anche tanti blog, dato che la censura per i cosiddetti “reati d’opinione” (codificati in Italia durante il ventennio fascista) qui da noi si fa sentire soprattutto sul web. L’oscuramento di interi siti per la presenza anche solo di un commento ritenuto offensivo è, infatti, cosa abituale (vedi in ultimo il portale sul Vajont) nonché quasi sempre un goffo tentativo di limitare Internet anche quando non ce ne sarebbe fondato motivo. In una parola: censura. Oppure: violazione dell’articolo 21 della Costituzione, un principio più che mai disatteso.

Non a caso quest’anno il nostro Paese ha perso ulteriori posizioni nella classifica sulla libertà di stampa presentata da Reporters sans frontièrs (che già da tempo ha declassato la stampa nostrana da “libera” a “semi-libera”), scivolando dal 49esimo al 61esimo posto, molto al di sotto di altri Paesi europei. Ma le ragioni di un risultato così scadente non sono imputabili soltanto alla censura.

Come ricorda l’Aduc: “Minzolini che non guida più il Tg1 da quando se ne è andato Berlusconi è ancora segno che la partitocrazia impera. Mentana, direttore de La7, che annuncia le dimissioni per una denuncia dovuta al non aver letto una nota di solidarietà dei sindacati ai sindacati, è segno che la sindacatocrazia impera”.
Per fortuna non mancano i giornalisti che vivono il proprio lavoro come una missione religiosa, che ha fame e sete di informazione vera. Ma come sostengono da tempo anche le associazioni a difesa dei consumatori, occorrerebbe “l’abolizione dei reati d’opinione, abolizione dell’ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria, liberazione della Rai dall’occupazione partitica, norme antitrust sulla proprietà dei mezzi di informazione”…
C’è ancora tanta strada da fare.

Le parole sono azioni
Ludwig Wittgenstein,
Pensieri diversi.

Written by Cronache Bastarde

24 febbraio 2012 a 10:12

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