Cronache Bastarde

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I nuovi poveri: tra miseria e illegalità

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Con la recessione economica tornano i furti di generi alimentari e le mense per i poveri sono sempre più affollate: è così che si vive ai tempi della crisi. Molte persone, cioè, stanno cambiando radicalmente i loro stili di vita. Oggi i nuovi poveri non sono più solo extracomunitari, clochard o emarginati, bensì gente della piccola borghesia che vince resistenze fino a ieri impensabili e si mette in fila alle mense gestite dalla caritas o da altre associazioni di volontariato. Dietro le facce pulite dei quartieri bene delle grandi città si nascondono casalinghe, piccoli e medi imprenditori o giovani che si fanno coraggio e vanno ai centri di assistenza per mangiare gratis.

Parallelamente aumentano i reati per necessità, come il taccheggio per fame nei supermercati.  Vecchiette sorprese a rubare un po’ di frutta o qualche pacco di pasta: furti che mettono in imbarazzo sia i negozianti che le forze dell’ordine, al punto che quasi sempre finisce con una colletta, col direttore che chiude un occhio o con la cassiera che fa finta di niente anche davanti alle situazioni più lampanti. E la fonte non potrebbe essere più attendibile trattandosi di un resoconto in primo piano sul mensile ufficiale della polizia di stato.

Un articolo che cita Mario Viola, dirigente e responsabile del commissariato di un quartiere residenziale di Roma, dove c’è perfino qualcuno che per pagare i debiti si è messo a rapinare banche con una pistola giocattolo. E’ il caso di un’attempata signora di 65 anni, titolare di un’attività commerciale, che ha rubato poche migliaia di euro in alcuni istituti di credito del quartiere ritrovati poi sotto a un materasso nella sua abitazione.

L’estremo bisogno di denaro mette a nudo i profondi disagi sociali figli della crisi. In più zone della città sono aumentati pure i piccoli reati per racimolare qualche soldo in più: come raccontano spesso le cronache capitoline si tratta di furti anche solo per 50 o 100 euro. Non solo nei market. E aumentano in modo preoccupante anche gli sfratti, perché ai proprietari vengono a mancare gli introiti dovuti all’impoverimento del ceto medio, che a fine mese non riesce più a pagare.

L’aumento dei prezzi, la perdita del lavoro, la chiusura a raffica delle piccole aziende, la disoccupazione giovanile e pochissimi ammortizzatori sociali: è questa la nuova povertà.

Written by Cronache Bastarde

22 febbraio 2012 a 11:33

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