Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

La vendetta di Anonymous

with one comment

«Salve Maurizio Paniz, piacere di conoscerla.  We are Anonymous».

Con questa scritta la rete hacker più potente di sempre ha oscurato il sito del Parlamentare Pdl dopo che questi, insieme a Domenico Scillipoti, ha ottenuto dalla magistratura la chiusura del portale dedicato alla strage del Vajont, dove persero la vita 1917 persone. Il portale conteneva una definizione pesantemente sarcastica riferita proprio a Paniz e al suo collega Scilipoti, per la quale l’autore, Tiziano Dal Farra, è già stato querelato almeno sei volte: “Se la mafia è una montagna di merda… i Paniz & gli Scilipoti sono guide alpine”. Per il resto, tutte le pagine contenevano materiali archiviati, documenti, e ricostruzioni storiche dedicate alla tragedia. «Io denuncio con fatti circostanziati e provati. Per le mie affermazioni in due casi sono stato processato e condannato, ma per la pena minima. Non ho paura delle denunce dell’onorevole Paniz e non è vero che non ho obbedito ai provvedimenti dei giudici” -replica il blogger- che a quanto pare ha già dichiarato che continuerà ad aprire siti ovunque nel mondo.

Ma sulla chiusura del portale sul Vajont Anonymous non ci sta, perché fra i documenti cancellati c’erano tante fotografie, interviste, racconti e ricordi di persone ancora sconvolte da quel disastro. Per questo ha preso le parti del blogger, scrivendo in un comunicato: “interessante è notare come la magistratura italiana abbia fatto il suo esordio censorio in rete con un portale del genere, andando a ledere il diritto primario all’informazione, come se si volesse costituire un precedente: il giudice decide cosa si può scrivere e cosa si può sapere, ledendo gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino”.

Solo pochi giorni fa, la rete hacker aveva messo fuori anche il sito della Cia: “Tango down”, avevano scritto i pirati in un post su twitter, che nel gergo militare delle forze speciali significa che un nemico è stato abbattuto. A Gennaio, invece, è entrata nella storia un’azione di rappresaglia per la chiusura di MegaUpload da parte dell’Fbi: in quell’occasione venne messo fuori uso il sito web del Dipartimento di Giustizia, dell’Fbi e della Universal Music.  Spesso gli hacker di Anonymous riescono a introdursi anche nei server istituzionali e a prelevare documenti riservati, rendendoli poi pubblici sulla rete. Come quando hanno rubato documenti segreti dal server del parlamento tedesco o messo in rete una teleconferenza fra Fbi e Scotland Yard sulla lotta alla pirateria informatica. Anche il sito del governo dello Zimbabwe venne preso di mira da Anonymous a causa della censura dei documenti di Wikileaks.

“Abbiamo un programma che concordiamo tutti, ci coordiniamo e agiamo, ma per la sua realizzazione tutti agiscono indipendentemente, senza volere alcun riconoscimento. Vogliamo solo raggiungere qualcosa che crediamo sia importante”.

Written by Cronache Bastarde

19 febbraio 2012 a 15:17

Una Risposta

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  1. Hi i am kavin, its my first occasion to commenting anyplace, when i read this article i thought i could also create comment due to this brilliant post.


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