Cronache Bastarde

inchieste tra giornalismo e racconto

Roma, l’esercito e la neve

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Il 3 Febbraio 2012 scrive un pezzo di storia di Roma che non verrà più dimenticato, con una nevicata eccezionale che farà parlare di sé ancora molto a lungo. Ma dopo la neve, questo è il momento in cui a fioccare sono le polemiche, che come prevedibile  gelano il cuore di Roma nonostante lo sprazzo di sole di questo pomeriggio. Una città, la Capitale, che non è riuscita a far fronte all’emergenza, annunciata da giorni.

Passeggeri dei treni prigionieri per ore, automobilisti intrappolati tutta la notte sul raccordo e in attesa di soccorsi che non sono mai arrivati. Traffico in tilt, taxi non disponibili e nemmeno l’ombra di un vigile o di uno spazzaneve. Sarebbero tante le cose da dire, le storie e le disavventure che ogni romano potrebbe raccontare.
Tutto è impazzito ben prima della tormenta vera e propria, arrivata di notte coprendo con quasi mezzo metro di neve soprattutto le periferie della zona nord. Tuttavia già nel pomeriggio la città era completamente paralizzata.

Da qui parte il solito balletto, la caccia ai responsabili e gli attacchi al sindaco che solo il giorno dopo chiama l’esercito a via del Corso, quando è già tutto finito, rendendoci (se possibile) ancora più folcloristici.

Forse è più semplicemente questa città, che ogni tanto cade sconfitta perché non affronta mai i suoi problemi. Che rallenta o si ferma anche solo con la pioggia, afflitta a ogni ora dal traffico. Che basta poco e implode su se stessa, perché qui i collegamenti in confronto alle altre metropoli sono semplicemente ridicoli. E’ vero che sotto c’è un’altra Roma, ma così si finisce per non pensare mai a quella che c’è sopra. E magari, passata la rabbia, a ricordarsi soltanto dei sorrisi.

L’esplosione di felicità dovuta alla magia non ordinaria della neve ha contagiato lo stesso i romani, puntuali nel rendere il doveroso tributo alla capitale. Perché in queste circostanze qui si diventa come i giapponesi: pronti a uscire e sfidare le intemperie per fotografare il Tevere che straripa o la neve che sommerge le nostre piazze storiche.
In muta contemplazione in tanti sono andati a vedere i Fori imbiancati, l’atmosfera fantastica di San Pietro, i tetti bianchi ai piedi del Gianicolo. È questo che ci unisce spontaneamente: la gioia di osservare la città illuminata da una luce diversa, le strade di sempre come non le avevamo mai viste. La vergogna del caos resta, ma questo spettacolo che è Roma riesce a farsi perdonare tutto. O quasi.

Written by Cronache Bastarde

4 febbraio 2012 a 19:14

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