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Laurentino38: tra arte e degrado

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Il Laurentino 38 è una periferia storica che sorge a sud di Roma, nata negli anni ’70 per ospitare i baraccati delle campagne che lavoravano nella città. Un quartiere che nel tempo è stato reso famoso, ingiustamente, soltanto per storie di criminalità e degrado. Gli unidici ponti che dovevano ospitare negozi e servizi sono rimasti per la maggior parte vuoti, tradendo il progetto iniziale.
Il nono, decimo e undicesimo ponte oggi non esistono più, sono stati abbattuti dal Comune e, stando alle più recenti dichiarazioni del sindaco, il sogno sarebbe presto quello di abbaterli tutti, indistintamente. Gli abitanti, però, continuano ad opporsi chiedendo da tempo alle istituzioni di riqualificare piuttosto che demolire: i locali abbandonati sono stati recuperati a fini sociali dagli abitanti stessi e abbatterli costituirebbe una perdita considerevole all’interno dello spirito comunitario costruito a fatica negli anni.
Questo posto è infatti pieno di risorse che la città non conosce ed è attualmente alle prese con un recupero che ha messo al centro l’arte e la cultura. La biblioteca all’interno del centro sociale L38 Squat (al sesto ponte, il più ricco di vita sociale nonchè quello che a quanto pare vorrebbero buttare giù) continua, ad esempio, a resistere stoicamente grazie alle donazioni, all’acquisto e alla raccolta di libri in tutto il quartiere, poichè la necessità di tenere aperta una biblioteca qui è ancora più importante non essendocene una comunale in zona.
Quella presente all’interno del vicino supermercato Coop è riservata solo ai soci, in una periferia in cui vivono più di 20.000 persone, senza servizi e con un tasso altissimo di disoccpuazione e dispersione scolastica. E’ il quartiere stesso che risponde alle proprie esigenze, organizzando concerti, assemblee popolari o attrezzando a palestra, sala prove e birreria i locali abbandonati.
“Quello che abbiamo trovato qui nel 1991 quando abbiamo occupato era la devastazione totale ed abbiamo costruito, anno dopo anno, veramente una bella struttura, senza un grandissimo sforzo economico (solo con i proventi della birreria e dei concerti), ma con un grande lavoro di riciclaggio di materiali ed un immenso lavoro fisico dove chi sapeva insegnava (e insegna) a chi vuole imparare tutto ciò che si fa qui dentro: dai lavori di muratura alle saldature all’uso del mixer, del computer, della serigrafia e dei rapporti umani”: sul sito del centro L38 Squat c’è tutta la storia del quartiere, attraversato da sempre da un desiderio di autonomia, ribellione e socialità, amore e odio nei confronti della metropoli.
I giovani del sesto ponte si sono quindi auto-organizzati e, senza nessun finanziamento, riempiono quotidianamentela periferia di attività sociali e culturali, lavorando e lottando da soli per un miglioramento che dura ormai da circa 16 anni.  Il nuovo centro culturale “Piazza Elsa Morante”, da poco realizzato dal Comune e ancora in fase di “rodaggio”, è anch’esso nato dal basso, grazie alle iniziative degli abitanti.
Dalla scorsa primavera, infine, il Laurentino 38 ospita anche una strepitosa opera d’arte realizzata da uno dei più grandi artisti italiani di strada, noto (soltanto) con lo pseudonimo di “Ericailcane”: conosciuto in tutto il mondo per le sue opere legate indissolubilmente agli spazi in cui vengono realizzate e concepite. L’immenso murales realizzato da Erica (caso unico a Roma) è grande otto piani di un palazzo al quinto ponte (quello dove ci sono più occupazioni a scopo abitativo, in via Beppe Fenoglio) ed è nato proprio all’interno di un progetto di riqualificazione promosso sempre dai giovani (insieme all’Associazione Pontedincontro, con il finanziamento della Provincia di Roma per il Progetto “L38-linea periferica”).
Si tratta di un gorilla in mutande che con gli occhi sbarrati costruisce un precario castello di carte e che con la sua espressione abbraccia tutto il quartiere sovrastando l’osservatore. L’arte è cioè il mezzo che meglio riesce a interpretare il disagio di chi vive isolato e in attesa di una vera casa. E’ la spinta necessaria per sensibilizzare l’opinione pubblica. Qualcosa, finalmente, si muove.

(Ericailcane, photo by Cronache Bastarde)

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

Written by Cronache Bastarde

29 gennaio 2012 a 00:36

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