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Bambini e psicofarmaci: è boom anche in Italia

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L’Apa, l’Associazione Americana degli Psichiatri, è attualmente impegnata nella stesura del quinto Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (noto anche con l’acronimo di DSM), che dovrebbe essere pronto nel 2013. Tale DSM è uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo: un punto di riferimento universale, una sorta di bibbia della psichiatria moderna. Sulla base di questo manuale si battezzano e si classificano le malattie mentali, ma soprattutto gli psichiatri e i neurologi diagnosticano e trattano i loro pazienti. Le case farmaceutiche progettano e finanziano le sperimentazioni cliniche dei farmaci sempre in base al DSM, e gli enti di ricerca pubblici decidono quali ricerche finanziare di conseguenza. Unitamente a questo c’è anche da considerare il fatto che i sistemi sanitari, o le compagnie di assicurazione, pagano le cure che nel manuale sono indicate come le più ‘appropriate’. Si può facilmente dedurre, quindi, come questo DSM sia una fonte di incalcolabile guadagno economico sia per l’Apa, (che investe 25milioni di dollari per effettuare la revisione a cui concorrono, per altro, circa 600 psichiatri) sia per tutto ciò che ruota intorno alla psichiatria: appunto case farmaceutiche, enti pubblici e privati di ricerca, compagnie assicurative.

Ma il DSM diventa, allora, anche una finestra privilegiata da cui poter osservare certe tendenze e certe dinamiche che, parallelamente alle ‘malattie’, si diffondono nella società.

Come avviene l’introduzione di una nuova malattia nel manuale?

A quanto pare per alzata di mano da parte degli ‘esperti’ che, nel corso di appositi congressi, votano sulla base delle loro ‘opinioni’. Eh già. Non esisterebbero prove o approcci scientifici per determinare questa selezione e la conseguente votazione. Sulla base di questo meccanismo, quindi, l’Associazione Americana degli Psichiatri nel 1980 definì per la prima volta l’ADHD (Deficit da Mancanza dell’Attenzione e Iperattività, un disturbo che riguarda soprattutto i bambini) e la inserì nel manuale. La verifica diagnostica più utilizzata per determinare se un bambino sia affetto o meno da ADHD è un test composto da una serie di domande: basta rispondere affermativamente ad alcune di queste per confermare la presunta diagnosi. Nessuna prova di laboratorio, nessun esame del sangue, nessun esame fisico.

“Suo figlio muove spesso mani o piedi o si agita sulla sedia”? Oppure: “è distratto facilmente da stimoli esterni”? O ancora: “suo figlio chiacchiera troppo, spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto o irrompe spesso nel gioco di altri bambini”?

Ma esiste forse un bambino che non manifesti tali comportamenti?

In base a questo test, quanti dei vostri figli potrebbero risultare malati? Nonostante l’evidente superficialità su cui si basa la diagnosi, moltissimi bambini iniziano ad intraprendere una terapia farmacologica e lo psicofarmaco più venduto e somministrato è il Ritalin: un’anfetamina a tutti gli effetti che il Ministero Italiano della Sanità classificò come ben più potente della cocaina e al pari dell’eroina. Tuttavia, nel 2007, fu lo stesso Ministero a riapprovare la vendita del Ritalin in Italia, dove è tutt’ora in commercio. Questo farmaco, infatti, era stato bandito dal nostro Paese per via dei suoi pesantissimi effetti collaterali. Quali?

Problemi cardiaci, allucinazioni, manie, psicosi, anoressia, insonnia, arresto della crescita, rischio addizionale di cancro, perdita di curiosità, tristezza, dipendenza, astinenza, suicidio, ictus, morte per attacco di cuore. Nonostante questo il Ritalin, prodotto negli Stati Uniti, è attualmente venduto in tantissimi Stati europei. La casa farmaceutica che lo distribuisce è la Novartis. I tremendi effetti collaterali vennero confermati, alla fine di settembre 2009, direttamente dall’EMEA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che però decise ugualmente di tenerlo in commercio.

“L’Agenzia del Farmaco, invece di difendere gli interessi dei bambini, difende gli interessi dei produttori”. A ribadirlo instancabilmente da molti anni e è Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù Le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato per la farmacovigilanza pediatrica del nostro Paese, che riunisce Università, Asl, Ordini dei medici e varie associazioni di promozione sociale. L’Agenzia Europea del Farmaco, come mi ha spiegato Luca Poma, a quanto pare tutelerebbe in primis gli interessi finanziari delle potenti lobby farmaceutiche, non i piccoli pazienti. E i numeri lo confermerebbero.

L’assunzione di psicofarmaci da parte dei minori, nel nostro Paese, è una tendenza in costante crescita. Qui come altrove.

Da 30.000 a 60.000 è il numero di bambini italiani che, ogni giorno, assume psicofarmaci.

112 è il numero di centri regionali che sono stati attivati in Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini.

3 è il numero di mesi dopo i quali sono state rilevate alterazioni genetiche nei bambini sottoposti a terapia a base di psicofarmaci stimolanti per l’ADHD.

2,1 miliardi di dollari è il giro d’affari legato alla vendita di psicofarmaci per bambini nei soli Stati Uniti.

100% è l’incremento del consumo di psicofarmaci per iperattività in oltre 50 Paesi del mondo.

Questi dati sono stati elaborati e raccolti accuratamente proprio da Giù le mani dai bambini che, con oltre 300 ricerche scientifiche universitarie, non solo continua a mettere in allarme le istituzioni circa i rischi connessi alla somministrazione di psicofarmaci ai minori, ma anche a dimostrare ampiamente come esistano terapie cognitive e valide alternative agli psicofarmaci stessi.

Ricerche che, però, verrebbero puntualmente ignorate dalle nostre autorità nazionali di controllo.

Che cosa significa tutto questo?

“Che i bambini vanno ascoltati, capiti e protetti. Soprattutto da chi vorrebbe strumentalizzare le loro debolezze per questioni di marketing in modo molto, molto sporco”.

(Questo mio articolo è stato pubblicato originarimente su ilDemocratico.com).

Written by Cronache Bastarde

28 gennaio 2012 a 19:10

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