Cronache Bastarde

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Italiani razzisti (lo sanno anche i bambini)

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Secondo il rapporto “Mandiamoli a casa, i luoghi comuni”, presentato nella sede di Legambiente, uno dei pregiudizi più diffusi tra gli italiani riguarda proprio la percezione della presenza straniera in Italia: gli immigrati “vengono tutti qui” e solo da noi ci sono “tutti questi clandestini”.

Come emerge dal rapporto, gli italiani credono che gli immigrati rappresentino il 23% della popolazione, un numero cioè 4 volte superiore a quello reale.

Gli stranieri in Italia rappresentano, oggi, circa il 6% della popolazione: un dato perfettamente in linea con la media europea, che si attesta al 6,2%. Anzi, rispetto ad altri Paesi come Irlanda, Spagna, Germania, Austria e Gran Bretagna, il dato italiano è tra i più bassi. La spiegazione dell’errata percezione relativa alla presenza straniera in Italia, è dovuta principalmente alla mancanza di informazione e di approfondimenti sulla questione.

Altro luogo comune, quello probabilmente più strumentalizzato all’interno del dibattito politico: in Italia ci sono tantissimi “clandestini”. Come rivelano i dati del Rapporto Ismu 2009 relativi al 1 gennaio, il numero di immigrati in Italia ha raggiunto i 4,8 milioni, di questi i regolari sono 4,4milioni. Praticamente l’allarme sociale dell’opinione pubblica starebbe nei 400.000 immigrati che non hanno il permesso di soggiorno, definizione più politicamente corretta di ‘clandestino’. Come segnala la Caritas, il numero di irregolari è dovuto soprattutto alla complessità e alla contraddittorietà di alcuni aspetti della normativa italiana che riguardano proprio l’ottenimento del permesso di soggiorno.

E proprio per la difficoltà relativa all’avere tutti i documenti in regola, gli immigrati irregolari sono costretti a lavorare in nero, guadagnando meno di 5 euro l’ora. Quelli regolari, invece, pagano le tasse e, come conferma l’Agenzia delle entrate, pochissimi le evadono. Contribuiscono alla crescita economica del Paese molto di più rispetto a quello che percepiscono. Gli stranieri che lavorano in modo regolare, infatti, sono quasi tutti iscritti all’Inps e contribuiscono in modo significativo al sistema statale italiano (nel 2007 hanno contribuito al 9,1% del PIL). Non è poi vero che “rubano il lavoro agli italiani”, poiché i lavori svolti dagli immigrati riguardano soprattutto i settori manuali e poco specializzati, nonostante moltissimi di loro siano laureati e qualificati e abbiano un’istruzione uguale o superiore alla media stessa degli italiani.

Sempre secondo il rapporto “Mandiamoli a casa, i luoghi comuni”, un altro pregiudizio diffuso nel nostro Paese è che ‘i clandestini sono tutti criminali’. La verità è che non esiste un aumento del tasso di criminalità legato all’immigrazione. In una ricerca del 2008 della Banca d’Italia è emerso che “il numero dei permessi di soggiorno, tra il 1990 e il 2003, si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione”: non esiste, cioè, un parallelismo netto tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi.

Se dal 2001 al 2005 le denunce a carico degli stranieri sono aumentate (da 513mila a 550mila) è perché parallelamente la popolazione straniera regolare è raddoppiata, ma il dato delle denunce riguarda soprattutto gli stranieri senza il permesso di soggiorno. I regolari denunciati, infatti, sono appena il 2%. In poche parole sono soprattutto gli irregolari a delinquere e i reati sono spesso connessi alle loro condizioni di vita. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, ma anche di Istat e Caritas, il 70% di tali reati riguarda il borseggio e  il 9% i reati sessuali. Perché, dunque, l’italiano medio crede che immigrato, o clandestino, significhi “pericoloso”?

Per citare Gad Lerner: “Se i romeni stuprano noi lo scriviamo, va bene? Se gli zingari rubano perché dovremmo nasconderlo? E se i musulmani ci odiano perché far finta di non vedere?”. Sono soprattutto i media che alimentano il circuito dell’intolleranza italiana, legittimandolo attraverso notizie che, rimarcando la nazionalità del responsabile di un crimine, creano nel pubblico una fuorviante percezione del fenomeno immigratorio.

A questo punto è interessante chiedersi: e gli stranieri cosa pensano di noi italiani?

Un maestro italiano, Giuseppe Caliceti di Reggio Emilia, ha dato vita a un’antologia frutto dei suoi 20 anni di insegnamento, dove ha raccolto i pensieri e le impressioni dei bambini immigrati verso gli italiani. Ne cito qualcuno.

“Italiani sono brava gente, però per me delle volte sono un po’ troppo agitati. Delle volte loro urlano troppo, per esempio quando fanno gol alla partita. Loro sono bravi a cantare, ma non tutti. Poi a scuola alcuni bambini italiani ti vogliono baciare che tu non sai neppure chi sono”. (Sana, 6 anni, Albania)

“Loro sono persone italiane che il capo è un italiano. Lui alla tv parla un po’ male perché è malato, ha la faccia storta. Loro vogliono mandare via dall’Italia tutti gli uomini, le donne e i bambini non italiani. Oppure anche quelli come me che sono nata in Italia ma i miei genitori e dei miei fratelli e sorelle grandi no. Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est”. (Naima, 11 anni, Marocco)

“Nessuno era mai la mia migliore amica, invece dopo è arrivata. Io ho capito che se vuoi diventare amica di una bambina italiana (o anche non italiana) tu non devi tirare dei sassi a lei”. (Sheela, 6 anni, Sri Lanka)

“Io sono nata in Italia, a Montecchio, però mia mamma e mio papà sono albanesi e anche io allora sono albanese. Io ho fatto l’asilo qui, la scuola qui. Io vorrei chiedere al maestro due cose. La prima cosa è questa: io sono italiana o albanese o tutti e due? La seconda: ma io sono immigrata o no?” (Vera, 11 anni, Albania)

“In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani”. (Lili, 9 anni, Cina)

“I razzisti sono persone che non vogliono bene alle persone che vengono in Italia e non sono nate in Italia e allora gli dicono: “Torna a casa!”. Poi loro si credono più intelligenti, ma non è vero”. (Nabil, 9 anni, Marocco).

(Questo mio articolo è stato pubblicato originarimente su ilDemocratico.com)

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Written by Cronache Bastarde

15 gennaio 2012 a 18:43

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