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Roma violenta: la Capitale contesa dai clan

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Omicidi, regolamenti di conti, estorsioni, rapine, usura, droga e riciclaggio: la Roma di oggi è più violenta e negli ultimi anni ha superato città come Napoli, Palermo, Catania e Reggio Calabria, notoriamente a forte radicamento mafioso. Sono proprio le mafie locali che si contendono il controllo del territorio romano a confermare lo stato di emergenza sicurezza in cui versa la Capitale, da almeno cinque anni. Il 2011 si è chiuso infatti con almeno 20 sparatorie e oltre 30 omicidi: più di quanti se ne siano verificati nelle altre città. L’ultima sparatoria si è registrata lo scorso 23 Dicembre a Tor Bella Monaca, con un pregiudicato gambizzato a chiudere un anno denso di episodi criminali legati ai regolamenti di conti. Ma La violenza investe tanto le periferie quanto il centro storico e i quartieri più ricchi come Prati, Eur, Parioli. E’ il caso ad esempio di Roberto Ceccarelli, ucciso l’8 Aprile 2011 in via Col di Lana, davanti al Teatro delle Vittorie: un omicidio su cui cala perfino l’ombra della Banda della Magliana e forse una connessione con la maxi truffa a vip e aristocratici di Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli. Seguono poi altri reati, incrementati nel 2010, che nel 2011 hanno continuato a salire. Come le rapine, aumentate dell’11% in un anno con la differenza che, rispetto al passato, i principali obiettivi sono diventati gli esercizi commerciali. Alcuni omicidi del 2011 sono infatti il tragico risultato di rapine, in un periodo che ha contato un aumento di colpi a danno degli esercizi commerciali (3-4 al giorno solo nei supermercati). E sempre una rapina finita nel sangue è l’episodio che ha inaugurato il 2012 a Torpignattara, quello dove ha perso la vita anche una bambina cinese di pochi mesi.

Ma proprio la ricerca di maggiore sicurezza da parte dei commercianti è ciò che alimenta, paradossalmente, le casse del racket delle estorsioni. Il pizzo, infatti, a Roma prende il nome di “vigilanza privata”: una sorta di tassa sulla sicurezza pagata da tutti quei negozi che, non potendo ricorrere a un sistema sicuritario legale (telecamere, vigilanza, blindature), accettano, ad un prezzo molto più basso del costo lecito, lo stesso servizio garantito dai clan malavitosi. Gli stessi che controllano il mercato dello spaccio e del gioco d’azzardo.

A lanciare l’allarme sono i dati elaborati da Sos Impresa, che nel Rapporto annuale “Le mani della criminalità sulle imprese” ha analizzato nello specifico la situazione romana. Stando alla ricerca pagano il pizzo, nelle sue varie forme, il 10% dei commercianti del Lazio: una delle regioni più colpite dal fenomeno usuraio con circa 28.000 commercianti coinvolti (pari al 32%). Roma sarebbe, cioè, la nuova capitale dell’usura: eppure solo pochi giorni fa il vicesindaco Belviso l’ha definita come la città più sicura d’Europa. Ma è davvero difficile da credere, considerando anche la scarsità di uomini e mezzi in dotazione alle Forze dell’Ordine e il conseguente immiserimento dei reparti investigativi e di intelligence.

Che sul territorio capitolino agiscano storiche bande malavitose locali è cosa nota almeno fin dagli anni ’70. I fatti di sangue raccontati dalle nostre cronache attestano in sostanza un amento di violenza nelle strade e di episodi criminali, legati alla malavita e provocati, sempre più spesso, anche dalla crisi.

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su ilDemocratico.com)

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Written by Cronache Bastarde

14 gennaio 2012 a 18:38

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