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Ospedali italiani: troppi gli errori in corsia

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Ricette mediche mal scritte o interpretate in modo errato, prescrizioni fatte a voce e poi confuse, errori di somministrazione dettati da confusione e disorganizzazione in magazzino. Per non parlare degli errori di dosaggio, come quello che pochi giorni fa è costato la vita a una donna di 34 anni al Policlinico di Palermo a cui sono stati somministrati 90 milligrammi di vinblastina (una molecola chemioterapica) invece di 9 milligrammi come prescrivono i protocolli medici.
Sono questi gli errori sui farmaci più frequenti in corsia, come rivelano diversi studi diffusi anche dalla Sifo, Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie. Circa un errore su 5 commessi in un reparto di ospedale riguarda proprio i medicinali: “sviste” che si pagano care, specie in alcuni reparti sensibili come l’oncologia.
Più in generale il sistema sanitario italiano, così come lo vedono i cittadini, desta mai come ora numerose perplessità. Liste di attesa infinite, tempi ugualmente lunghi per esami diagnostici in oncologia e al pronto soccorso o per il riconoscimento di invalidità ed handicap, “disattenzione” nei confronti dei pazienti e carenze igieniche nelle strutture; per arrivare poi a interi reparti chiusi, servizi sospesi e ticket troppo costosi con livelli essenziali di assistenza “non sempre garantiti”.
A rivelarlo è 14° Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva, dove viene letteralmente messo a nudo il sistema sanitario attraverso le oltre 23.000 segnalazioni inviate dai cittadini nel periodo di tempo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2010.
Due dati spiccano sopra tutti: il perdurare di problemi storici come i presunti errori sanitari (è la prima voce con il 18,5% delle lamentale dei cittadini) e i lunghi tempi di attesa (16% ). Subito a seguire il preoccupante incremento di segnalazioni relative alle difficoltà di accesso ai servizi, dal 5,5% nel 2009 a quasi il 10% nel 2010.
Le già citate disattenzioni del personale sono poi più che raddoppiate, passando dal 5,8% del 2009 al 12,9% del 2010. Dalla cattiva abitudine di lasciare i farmaci sul comodino senza accertarsi che siano assunti, alla mancata applicazione delle sbarre di protezione ai letti, fino alla carenza di controlli su bombole di ossigeno o altre apparecchiature.
Tra le dolenti note non manca quella sull’igiene in ospedale. Le segnalazioni più frequenti riguardano il cattivo o mancato uso di guanti e camici, l’errata disinfezione degli strumenti o delle mani, la poca attenzione nel differenziare i rifiuti sanitari o la sterilizzazione di ferri chirurgici. Il peggioramento delle condizioni igieniche delle strutture, secondo le segnalazioni, in un anno sarebbe passato dal 43,4% al 46,9%. Cresce anche il numero delle strutture fatiscenti (dal 20,2% al 27,5%) insieme a quello delle segnalazioni da parte dal personale (dal 3,2% all’8,5%) che lavora in ambiente a rischio, soprattutto infermieri.
In ultimo le liste d’attesa infinite: un anno per la mammografia, 15 mesi per la moc e 10 per la tac. Tempi molto lunghi anche per gli esami diagnostici dell’area oncologica, che dovrebbero invece essere sempre erogati con sollecitudine. Per il riconoscimento di invalidità ed handicap, invece, la media è due anni e due mesi di attesa.  Il 62,5% delle persone ha segnalato poi i costi eccessivi per prestazioni diagnostiche e specialistiche a causa dei ticket e delle problematiche connesse alle esenzioni. Nel 2010 il dato è notevolmente in crescita: + 11 punti percentuali.
A soffrire di più a causa dei tagli è soprattutto il pronto soccorso, giudicato carente per le lunghe attese, per il trasporto in ambulanza e per la scarsa trasparenza nell’assegnazione dei codici. Sul fronte ospedaliero i problemi arrivano invece dai tagli ai posti letto, dal blocco del turn over e dalla riduzione dei servizi. Del resto sono gli ospedali stessi a denunciare con sempre maggior frequenza le difficoltà con le quali sono costretti quotidianamente a convivere, attraverso appelli alle istituzioni che, il più delle volte, cadono nel vuoto.

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

Written by Cronache Bastarde

11 gennaio 2012 a 16:15

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