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Rifiuti: polemiche per la nuova discarica capitolina

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Arsenico, Nichel, Benzene, Ferro: sono alcune delle sostanze tossiche rilevate dall’Arpa nella zona di Malagrotta, sotto tonnellate di rifiuti i cui rispettivi quantitativi registrati superano di ben 2 mila volte i limiti consentiti. Ma mentre la bonifica del sito tarda ad arrivare (insieme alla chiusura definitiva, rimandata da anni a colpi di deroghe e responsabilità disattese) l’Europa è arrivata a minacciare concrete sanzioni.
La soluzione più immediata al delicato problema rifiuti sembrerebbe così una nuova Malagrotta, o Malagrotta bis: un termovalorizzatore con annessa discarica di servizio alle porte della Capitale, nei pressi di Palidoro nel comune di Fiumicino.
Il progetto in questione, che sarebbe gestito dall’Ama, sta scatenando un vero e proprio putiferio tra i residenti e, anche se al momento non c’è ancora nulla di concreto, verrebbe realizzato nel tempo record di otto-dieci mesi, con la nuova discarica in funzione già nella prima metà del 2012.
O almeno è quello che spera la Regione, nonostante le proteste degli abitanti delle zone interessate stiano divenendo ogni giorno sempre più incalzanti.
A Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, Anguillara, Bracciano e buona parte di Roma i cittadini rifiutano l’idea di una discarica sotto casa soprattutto perché le polveri ultrasottili degli inceneritori contengono diossine, metalli pesanti e tante altre sostanze che, trasportate dai venti, sarebbero responsabili di tumori, leucemie, allergie, malformazioni genetiche, patologie respiratorie e cardiovascolari, come illustra il comitato Rifiuti Zero di Fiumicino.
É per questo che le oltre 12 mila firme raccolte contro l’impianto di smaltimento fanno riferimento ad una petizione in cui viene richiesto l’avvio urgente della raccolta differenziata porta a porta, con la costruzione degli impianti di riciclo e compostaggio necessari.
”Differenziata da raggiungere attraverso campagne di sensibilizzazione ed educazione -finora inesistenti- e controlli ferrei. Occorre sensibilizzare anche i tantissimi romani che vengono a riposarsi a Fregene perché il problema riguarda tutti da vicino. E’ arrivato il momento di lavorare seriamente ad un piano dei rifiuti che metta al centro la raccolta differenziata e il porta a porta, peraltro previste per legge e dalle direttive europee, oltre a dover essere già parte integrante della cultura di un Paese civilizzato che come tale voglia definirsi”, riferisce ancora il Comitato.
La pensa così anche Lega Ambiente: «bisogna dire basta alle discariche altrimenti ci attende lo stesso percorso di Napoli con barricate, proroghe e rifiuti per la strada». Ma quanto sarebbero effettivamente valide le strade alternative a discarica ed inceneritore? La raccolta differenziata porta porta è davvero la soluzione migliore all’emergenza rifiuti in termini di costi e, soprattutto, salute?
Secondo un’analisi di Federico Valerio, Presidente in Liguria di ”Italia Nostra” (Associazione per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente e del territorio in Italia) la termovalorizzazione è il metodo più costoso per smaltire, anche in base a determinati documenti dell’Unione Europea: soldi che escono dai portafogli di tutte le famiglie italiane. ”Gli incentivi all’incenerimento sono pagati con la bolletta della luce: una vera e propria tassa occulta che si aggiunge alla tassa sui rifiuti, già cara, destinata ad aumentare quando in Italia saranno in funzione tutti i 140 termovalorizzatori programmati, uno in ogni provincia”.
Sembrerebbe invece che spesso la propaganda a favore degli inceneritori cerchi di sminuire il ruolo del riciclaggio come soluzione al problema rifiuti insinuando l’idea (falsa) che sia una pratica molto costosa. ”I materiali post consumo raccolti con tecniche che ne garantiscono la qualità richiesta dal mercato del riciclo sono pagati dalle aziende che li utilizzano nei loro cicli produttivi a cifre molto interessanti. Inoltre tutto quello che è riciclato non deve essere smaltito e, sommando il conseguente risparmio con il guadagno derivante dalla vendita dei materiali raccolti in modo differenziato, si scopre che la raccolta differenziata di qualità e il riciclaggio costano meno della raccolta indifferenziata e la termovalorizzazione”.
Ma come rispondere, allora, a chi sostiene che non esiste mercato per i materiali post consumo? ”Si tratta di un’altra falsità: i cinesi stanno facendo incetta di plastica raccolta in modo differenziato sul mercato internazionale, compresa l’Italia, e le bottiglie di PET che noi buttiamo via o termovalorizziamo a caro prezzo, in Cina sono riciclate e ritornano nei nostri mercati sotto forma di prodotti a prezzi stracciati. Le industrie italiane, in mancanza di plastica post consumo indispensabile per alimentare gli attuali e futuri termovalorizzatori, sono costrette ad usare plastiche vergini, più costose e con consumi energetici molto più elevati di quelli recuperati con la termovalorizazione. La campagna pubblicitaria a favore dei termovalorizzatori, gestita alla grande da tutti i mezzi di comunicazione di massa, omette volutamente queste essenziali informazioni”.
La governatrice del Lazio, Renata Polverini, continua tuttavia a garantire la validità e la sicurezza del ‘nuovo’ progetto discarica/inceneritore, anche se lo fa mentre promette dei fantomatici ‘premi’ ai comuni che vorranno farsi carico del loro sito di smaltimento: ”l’idea è quella di ridurre Ici, rette per gli asili e tasse comunali nelle località che ospiteranno gli invasi per la raccolta”, senza ricordare nei suoi comizi quel sottile chilometro e mezzo di distanza che separerebbe la nuova discarica dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Eh già. Tuttavia, nessun politico in carica ha mai spiegato alla comunità i vantaggi della raccolta differenziata e gli svantaggi di un inceneritore.

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

Written by Cronache Bastarde

3 gennaio 2012 a 15:13

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