Cronache Bastarde

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La Capitale perde i pezzi (migliori)

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Girare per Roma significa camminare su quasi 3000 anni di storia, cultura, arte e respirare le grandi glorie del passato su un unico asse che lega antichità, Medioevo, Rinascimento Barocco ed Era moderna. Tuttavia questa eternità ha un prezzo che Roma rischia di pagare ingiustamente.
Un primo allarme risale allo scorso Marzo, con svariati crolli in alcuni dei siti archeologici più prestigiosi: la Domus Aurea, la casa dorata di Nerone, a causa di un cedimento del terreno ha visto letteralmente sbriciolarsi la volta della sua quindicesima stanza.

Il crollo ha interessato 60 metri quadrati di superficie intaccando pesantemente una delle gallerie traianee. E gli esperti non escludono che a questo crollo potrebbero seguirne presto degli altri.
La Domus Aurea starebbe cedendo per via delle infiltrazione d’acqua che rendono il terreno instabile: fino ad ora, infatti, non sono mai stati fatti lavori di salvaguardia per “mancanza di finanziamenti”. Pezzi di storia crollano anche dalle Mura Aureliane dove, sempre nella scorsa primavera, è venuta giù una porzione dell’Arco all’altezza di via Nola, del Colle Oppio e di via Guerrieri, nel quartiere di San Saba. Altri frammenti delle mura sono venuti giù anche all’altezza di Piazza della Croce Rossa, facendo scattare l’allarme per la messa in salvaguardia dell’intera cinta muraria.

E’ il passato che cade a pezzi.

Silvio Barrano, vice presidente dell’associazione nazionale archeologi, fa notare da tempo come i beni che dovrebbero essere tutelati dallo Stato, essendo tra l’altro patrimonio dell’umanità e non solo di Roma e dei romani, siano abbandonati a loro stessi per via dei finanziamenti bloccati da anni verso l’arte e la cultura.

Molte zone archeologiche, infine, sono preda di un visibile degrado.
Come sotto al Campidoglio, nei Fori Imperiali, dove accanto alle gesta del passato campeggiano indisturbate svariate bottiglie di plastica, lattine e cartacce. Lo stesso avviene ai piedi di Piazza Venezia, sotto l’Altare della Patria, dove una colonia di rifiuti fa compagnia all’Insula dell’Area Coeli.
Sporcizia che si accumula indisturbata anche a Largo Argentina, con le rovine  invase da buste di plastica, giornali, bottiglie e rifiuti di vario genere. (Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

Written by Cronache Bastarde

2 gennaio 2012 a 15:06

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