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Scuola: ragazza disabile non può andare in bagno

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Poche ore fa mi è giunta una segnalazione in cui il Coordinatore Nazionale del M.I.D. (Movimento Italiano Disabili) mi informava del particolare problema che una ragazza disabile di Roma è costretta a dover affrontare nella scuola da lei frequentata. Ho deciso di approfondire e raccontare questa storia poiché, in generale, essa rappresenta la poca sensibilità nei confronti dei disabili che da sempre contraddistingue le Istituzioni del nostro Paese, nonostante gli esponenti politici sostengano il contrario soprattutto durante il periodo delle campagne elettorali.
Ilaria è una ragazza di 14 anni affetta da Atrofia Muscolare Spinale di tipo II. Frequenta da pochi giorni il primo anno di un Istituto Tecnico Commerciale in provincia di Roma e necessita di assistenza di base per essere accompagnata in bagno. “Non abbiamo mai avuto problemi né alle elementari né alle medie poiché Ilaria ha bisogno solo dell’assistenza di base, soprattutto per essere accompagnata in bagno. A Marzo ho scritto perciò una lettera con richiesta di un assistente apposito al dirigente scolastico della nuova scuola che sta attualmente frequentando Ilaria (iscritta al primo anno di Ragioneria). Il Preside mi disse che nella scuola erano già presenti due bidelle che avevano fatto il corso di assistenza ai disabili e che quindi potevano svolgere determinate funzioni come accompagnare, appunto, la ragazza in bagno”. A spiegarmi la situazione è la Signora Silvia De Crignis, la mamma di Ilaria.
“Ora mi sento dire da queste due bidelle che mia figlia è troppo pesante (è alta un metro e cinquanta e pesa 55 chili) e che non riescono praticamente a sollevarla né a fornirle l’assistenza di cui necessita. Il bagno della scuola, sebbene a norma e attrezzato per i disabili, è però privo dello spazio sufficiente per un lettino o un sollevatore in grado di permetterne ad Ilaria l’utilizzo, dato che la ragazza usa la carrozzina elettrica.

Ho fatto quindi presente come fosse indispensabile un assistente di base per aiutarla, nonostante io mi fossi preoccupata di informare il preside della situazione di Ilaria mesi prima dell’inizio della scuola. Per caso sono perfino venuta a scoprire, paradossalmente proprio tramite una di queste due bidelle, che nella scuola i ragazzi disabili vengono cambiati sopra ad un tavolo che è stato posto dentro ad uno sgabuzzino. Non mi sembra una situazione accettabile, e dato che sono molto combattiva per queste cose, nel momento in cui ho iniziato a minacciare denunce o di rivolgermi ad un avvocato l’atteggiamento del Preside, inizilamente poco disponibile, ora è cambiato. Nei mesi scorsi il dirigente scolastico mi disse che non avrebbe fatto alcuna domanda specifica per ottenere personale addetto all’ assistenza di base poichè esso era già presente nella scuola, ma ora viene fuori che tale personale non è idoneo. Cosa devo fare?”.
La Signora De Crignis, a seguito delle lamentele e proteste ripetute, ci tiene a specificare come ora il preside abbia cambiato completamente atteggiamento. “Adesso sembra che si stia dando da fare. Intanto mi ritrovo con mia figlia che mi dice ‘mamma non ti preoccupare, non vado in bagno’. Non è possibile che una ragazza debba frequentare, per sei ore, la scuola in questo modo, è un suo diritto usufruire di determinati servizi. In tale bagno basterebbero tra l’altro pochissime modifiche. Oltre a questo è una questione di principio, la superficialità che c’è dietro a tutta questa situazione è la cosa che più non accetto”.
Raggiungo telefonicamente il Dirigente scolastico dell’istituto frequentato da Ilaria, che sostiene come “la situazione in realtà è un po’ più articolata, poiché il passaggio dalla scuola inferiore alla scuola superiore prevede un tipo di assistenza diversa, c’è poco da fare. Per questo motivo ci sono un po’ di problemi che però verranno risolti al più presto. Ci sono normative diverse: nella scuola media è prevista l’assistenza di base, nella superiore no”.
Gianfranco Malato, il coordinatore nazionale del M.I.D. sottolinea come “questi problemi andavano analizzati prima dell’inizio della scuola, la ragazza nel frattempo cosa fa? Purtroppo questa non è che una gocciolina nel mare. Quando si tratta di disabilità l’Italia mostra tutta la sua superficialità.”

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

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Written by Cronache Bastarde

1 gennaio 2012 a 15:22

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